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Capitale sociale: cos’è e come viene tassato

30 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Agosto 2018



Il capitale sociale è l’insieme di quanto i soci hanno versato di tasca propria in una società: vediamo nel dettaglio come funziona.

L’attività imprenditoriale al giorno d’oggi è una risorsa fondamentale del sistema economico – finanziario, e per molti è anche un’opportunità professionale per potersi rimettere in gioco o per iniziare a costruire percorsi lavorativi alternativi, in un mercato molto difficile e competitivo dove il lavoro scarseggia per tutti, giovani e meno giovani. Per altri ancora può invece costituire una scelta di investimento, per far fruttare una somma più o meno grande messa da parte risparmiando, e che si desidera rendere proficua. Partecipare in una società presuppone naturalmente un investimento in termini monetari, attraverso capitali che vengono conferiti e versati nella società stessa, per permetterne la creazione, lo sviluppo, il potenziamento ed il funzionamento stesso. Vediamo assieme in cosa consistono e possono concretizzarsi questi conferimenti, e pertanto cos’è il capitale sociale e come questo capitale sociale viene inoltre tassato.

Capitale sociale: cosa significa

Con il termine capitale sociale si intende il capitale che ogni socio conferisce al momento della fondazione di una società, sia che si tratti di una società di persone che nel caso delle società di capitali. Si tratta quindi in definitiva delle risorse messe a disposizione dai soci per dare il via alla società stessa e finanziarie le operazioni societarie, e che assume anche il nome di capitale di rischio. Quest’ultima definizione, com’è intuitivo, deriva dal fatto che le sorti societarie non sono mai predefinite e sicure, ma al contrario, potenzialmente negative e quantomeno incerte, ed è specialmente connessa al fatto che in caso di futuro fallimento o liquidazione della società nascente il capitale sociale è l’ultima risorsa finanziaria che viene rimborsata dopo aver soddisfatto tutti i singoli creditori, fungendo da garanzia per i debiti contratti. Naturalmente dal punto di vista pratico la regolamentazione è differente a seconda del tipo di società.

Capitale sociale e tipologie societarie

Entriamo però maggiormente nel dettaglio per quanto riguarda le differenze relative al capitale sociale e alla sua regolamentazione nelle società di persone e nelle società di capitali.

Il totale dei conferimenti effettuati dai soci e la disciplina relativa varia infatti, come abbiamo anticipato, in relazione alla tipologia societaria della quale si tratta. Nelle società di capitali, anzitutto, al momento della costituzione della società viene stabilita una misura minima del capitale sociale da versare, che a sua volta varia a seconda della società che si sta costituendo. Allo stesso tempo, inoltre, con l’atto costitutivo della società vengono sancite specifiche prescrizioni volte a ganarentire che il capitale sociale minimo non venga mai intaccato, anche successivamente. Per quanto invece riguarda le società di persone, invece, il capitale sociale non costituisce – come invece accade per le società di capitali – unica garanzia per gli eventuali creditori sociali, in quanto i terzi creditori possono rivalersi (oltre che sul patrimonio sociale) anche sui patrimoni dei soci che abbiano responsabilità illimitata.

Capitale sociale nelle società di persone

Per quanto riguarda il capitale sociale nelle società di persone, non esiste un limite minimo, ben potendo la stesa società non avere capitale sociale alcuno (si pensi ai conferimenti di prestazione d’opera da parte dei soci).

Capitale sociale nelle società di capitali

In relazione alle società di capitali, le previsioni sono differenti e più rigorose. Le disposizioni e le quote percentuali sono diverse a seconda della tipologia di società, potendo ad esempio fare le seguenti distinzioni:

  • società per azioni pluripersonali: è previsto il versamento di un capitale sociale minimo, da sottoscrivere interamente ma che non deve essere integralmente versato. Per i conferimenti in denaro, l’importo minimo è pari al 25%;
  • società per azioni unipersonali: il capitale sociale minimo, in ipotesi di conferimenti integrali in denaro, è pari a 50.000 euro;
  • società per azioni che svolgano particolari attività: a seconda delle norme di legge specifiche possono essere imposti limiti differenti e capitali sociali superiori;
  • società a responsabilità limitata: il capitale sociale non può essere inferiore a 10.000 euro, a meno che non sussistano determinate condizioni. Se infatti i conferimenti sono in denaro e vengono versati per intero a coloro cui è affidata l’amministrazione societaria, allora il capitale sociale può ammontare anche ad un solo euro.

Capitale sociale: aspetti fiscali

Per quanto riguarda la tassazione del capitale sociale, possiamo precisare quanto segue. Dal punto di vista fiscale, il capitale sociale costutuisce un apporto che è stato conferito dai vari soci e, per le imposte dirette, vige il principio per il quale eventuali aumenti gratuiti del capitale sociale (derivanti ad esempio dall’emissione di nuove azioni o dal passaggio di riserve o altri fondi a capitale) non deve essere qualificato come utile dei soci. Pertanto le nuove azioni gratuite eventualmente ricevute si sommano a quelle già in possesso dei soci, senza che venga in alcun modo modificato nè il costo azionario complessivo delle azioni né la quota posseduta: in questi casi infatti i soci non hanno effettuato alcun versamento ulteriore, e quindi il costo fiscale complessivo della partecipazione non è stato modificato.

note

Autore immagine: Pixabay.


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