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Lo sai che? Equitalia e le notifiche tardive: spetta anche il risarcimento danni

Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2013

Non solo la cartella annullata, ma anche il risarcimento dei danni: è questo ciò che rischia Equitalia se notifica cartelle oltre i termini di decadenza.

Chiedere un risarcimento dei danni al fisco italiano è sempre stato difficile, se non impossibile. I giudici hanno spesso rigettato le richieste di indennizzo dei contribuenti a cui sono state notificate cartelle illegittime, limitandosi solo a disporre l’annullamento delle cartelle stesse.

Una sentenza che, finalmente, dà una mano al contribuente proviene oggi dal tribunale di Salerno [1]. Il concessionario della riscossione – sostiene il giudice – non può notificare pretese esattoriali per le quali è intervenuta la decadenza [2]; diversamente, scatta la sua responsabilità al risarcimento del danno per aver creato un pregiudizio al contribuente. Questo perché i rapporti tra amministrazione finanziaria e cittadino devono essere improntati alla collaborazione e buona fede [3].

Per essere esonerata dalla responsabilità, Equitalia deve dimostrare che la decadenza si è verificata per la tardiva formazione dei ruoli da parte dell’amministrazione titolare del credito. Se invece di disinteressa di fornire questa prova nel corso della causa, il contribuente può ottenere, oltre all’annullamento della cartella esattoriale, anche una congrua cifra a titolo di risarcimento.

note

[1] Trib. Salerno, sent. n. 3688/12.

[2] Art. 25 DPR 602/73.

[2] I termini di decadenza per la notifica di pretese fiscali sono i seguenti.

Entro il 31/12 del:

– secondo anno successivo all’accertamento definitivo;

– terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione, in caso di liquidazione automatica (art. 36 bis);

– quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione, in caso di controllo formale (art. 36 ter);

– secondo anno successivo alla scadenza della rata non pagata, in caso di dilazione;

– quarto anno successivo alla presentazione del mod. 770, in caso di indennità di fine rapporto.


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