Diritto e Fisco | Editoriale

Come fare testamento e lasciare l’eredità a un figlio

25 giugno 2018


Come fare testamento e lasciare l’eredità a un figlio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 giugno 2018



Si può nominare un figlio erede universale a patto che non ci siano fratelli e il coniuge. Ecco qual è la quota di eredità che spetta a un figlio in concorso con altri eredi legittimari in caso di testamento. 

È arrivato il momento di dividere i tuoi beni tra i tuoi familiari per il giorno in cui non ci sarai più. È tua intenzione lasciare gran parte dell’eredità a un figlio, ma non sai come fare e a chi rivolgerti. Tutto ciò che hai letto è che si può fare testamento senza bisogno di andare dal notaio: il testamento olografo – così appunto viene chiamato il testamento redatto di proprio pugno e conservato in casa o affidato a parenti e/o amici – non richiede formule particolari se non la firma, la data e una chiara manifestazione delle ultime volontà. Tuttavia, sai che la legge impone il rispetto di una serie di norme poste a tutela dei parenti più stretti; in caso contrario il testamento può essere impugnato. Non vuoi quindi commettere sbagli. Ecco allora come fare testamento a un figlio e lasciargli l’eredità. In questo articolo ti spiegheremo tutti i passaggi per fare le cose in regola.

Quota di legittima e quota disponibile

Quando si fa testamento bisogna sempre destinare una parte del proprio patrimonio (cosiddetta quota di legittima) a:

  • coniuge
  • figli
  • genitori o nonni (solo in assenza dei figli).

Questi soggetti sono detti legittimari. Ad essi spetta sempre una parte dell’eredità del defunto anche se quest’ultimo, nel proprio testamento, ha disposto in modo diverso o li ha diseredati.

Il testatore (colui cioè che fa testamento) può disporre liberamente solo della «quota disponibile» che è la parte che resta del suo patrimonio dopo aver diviso la quota di legittima.

Il figlio è dunque un erede legittimario. Come tale ha sempre diritto all’eredità. Questo significa che se ha dei fratelli, anche loro hanno un pari diritto. E poiché anche il coniuge è un legittimario del defunto, se ancora in vita rientra tra gli eredi “necessari”.

Detto ciò possiamo vedere quanta parte di eredità spetta al figlio in presenza di altri legittimari.

Quanta eredità si può dare a un solo figlio?

Se c’è solo un figlio senza coniuge

Se il testatore ha un figlio unico e non ha un coniuge (poiché questo è defunto o è divorziato), il figlio diventa erede universale. Dunque, egli potrà anche evitare di fare testamento perché, con o senza di esso, il figlio avrà tutto il suo patrimonio. È anche inutile procedere a una donazione perché, anche in presenza di fratelli o sorelle (del testatore) o genitori, il discendente prende il 100% dell’eredità.

Se c’è un figlio e il coniuge

Se il testatore ha un figlio e il coniuge le quote si ripartiscono nel seguente modo. Se non si fa testamento, al figlio andrà metà dell’eredità e al coniuge l’altra metà (oltre al diritto di abitazione sulla casa familiare). Se invece il defunto lascia un testamento, detto atto deve lasciare al coniuge almeno un terzo dell’eredità e un altro terzo necessariamente al figlio. Il residuo terzo può essere lasciato a chiunque voglia il testatore, quindi anche al figlio stesso (che così riceverà due terzi di eredità).

Se ci sono più figli senza coniuge

Se non viene fatto testamento i figli, cui siano morti entrambi i genitori, diventano eredi universali e dividono l’eredità in parti uguali.

Se si intende fare testamento, ai figli devono essere lasciati i due terzi dell’eredità divisi in parti uguali. Del residuo terzo il testatore può fare ciò che vuole, anche lasciarlo a un solo figlio senza che gli altri possano accampare pretese.

Se ci sono più figli con il coniuge

Se non si fa testamento, l’eredità andrà per un terzo al coniuge (oltre al diritto di abitazione sulla casa familiare) e i due terzi in parti uguali ai figli.

Se viene fatto testamento, al coniuge deve essere lasciato necessariamente un quarto dell’eredità e l’altra metà divisa in parti uguali tra i figli; del residuo quarto si può fare ciò che si vuole.

Si può lasciare tutta l’eredità a un figlio?

Da quanto si è appena detto, è chiaro che si può dare tutta l’eredità a un figlio solo se questo non ha fratelli e se il coniuge del defunto non è ancora in vita. Negli altri casi, bisogna soddisfare le quote dei legittimari (appunto fratelli e/o coniuge).

Come lasciare l’eredità a un figlio?

Nominare un figlio erede è la cosa più facile di questo mondo. Basta indicare nel testamento le sue generalità e dire «Nomino mio erede, mio figlio Nome e Cognome». Se poi gli si vogliono lasciare specifici beni (cosiddetti legati) bisognerà scrivere «Lascio a mio figlio Nome e Cognome la proprietà della casa di mia residenza sita in … ».

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