Diritto e Fisco | Editoriale

Aspettativa per studio, ricerca e dottorato scuola

26 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2018



Congedo straordinario per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca: a che cosa hanno diritto i lavoratori del comparto scuola.

Lo Stato, in determinati casi, investe sulla formazione dei propri lavoratori: quasi tutti i contratti collettivi dei dipendenti pubblici, difatti, prevedono la possibilità di chiedere un’aspettativa, o un congedo straordinario, per motivi di studio. Ne è un esempio l’aspettativa per studio, ricerca e dottorato scuola, un’importante agevolazione per i lavoratori del comparto scolastico, prevista dal contratto collettivo [1], che consente di sospendere il servizio per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Le norme che disciplinano questa possibilità, oltre al ccnl stesso e alle leggi da questo documento richiamate, si sono sovrapposte nel tempo, così come si sono stratificate le circolari esplicative in materia. Vediamo allora di fare un esaustivo punto della situazione sul congedo straordinario per motivi di studio, ricerca e dottorato.

Come funziona l’aspettativa per studio, ricerca e dottorato?

Secondo quanto previsto dal contratto collettivo del comparto scuola [2], i docenti possono richiedere un’aspettativa per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca.

Per quanto riguarda le borse di studio e gli incarichi, il contratto collettivo specifica che bisogna far riferimento al Testo Unico della Scuola [3]; il testo unico, a sua volta, per le borse di studio ed i dottorati di ricerca nelle Università, enti esteri compresi, fa riferimento alla legge che disciplina questo particolare ambito [4].

La normativa in materia di borse di studio e dottorato di ricerca nelle Università [4], in particolare, prevede che il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca sia collocato, a domanda, in congedo straordinario per motivi di studio, senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisca della borsa di studio nel caso in cui ricorrano le condizioni richieste.

La finanziaria 2002 [5] ha poi integrato la normativa in materia di borse di studio e dottorati, stabilendo che in caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa, l’interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell’amministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro.

La finalità dell’aspettativa per motivi di studio, ricerca e dottorato, è quella di aiutare il dipendente ammesso a corsi di ricerca e studio, garantendogli non soltanto la conservazione del posto di lavoro già occupato, ma anche una retribuzione nel caso in cui non riceva un altro sostegno economico.

Quanto dura l’aspettativa per motivi di studio, ricerca e dottorato?

La richiesta di congedo non è commisurata a mesi o ad un anno, ma all’intera durata del dottorato.

Il dipendente pubblico che cessa o viene escluso dal dottorato ha, di conseguenza, il dovere di riassumere immediatamente servizio presso la sede di titolarità.

Il dipendente ha sempre diritto all’aspettativa?

Nel 2010, la normativa in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e di reclutamento, la cosiddetta legge Gelmini [6], ha modificato le disposizioni sull’aspettativa per motivi di studio, ricerca e dottorato. In particolare, è stato stabilito che:

  • la collocazione a domanda del dipendente in congedo straordinario debba essere compatibile con le esigenze dell’amministrazione (è stato infatti specificato che il dipendente è collocato in aspettativa a domanda, compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione);
  • non hanno diritto al congedo straordinario, con o senza assegni, i pubblici dipendenti che abbiano già conseguito il titolo di dottore di ricerca, né i pubblici dipendenti che siano stati iscritti a corsi di dottorato per almeno un anno accademico, beneficiando di questo congedo.

In base a quanto osservato, emerge dunque che il congedo straordinario per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca non è più, dal 2010, attribuito a domanda, ma concesso compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione. Quanto prescritto dalla norma, tuttavia, è molto generico, perché non sono spiegati quali potrebbero essere i motivi di un eventuale diniego da parte dell’amministrazione, nel caso dei docenti da parte del dirigente scolastico.

In quali casi la domanda di aspettativa può essere respinta?

Dal tenore letterale della legge, si comprende che il dirigente scolastico può respingere la domanda esclusivamente per motivi di servizio, che vanno ovviamente indicati nel provvedimento.

A tal proposito bisogna ricordare che il dirigente è sempre tenuto a motivare l’eventuale provvedimento di diniego: secondo la legge sul procedimento amministrativo [7], infatti, ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione.

Un eventuale diniego del congedo deve quindi essere sempre motivato dal dirigente e rispondere ai criteri della trasparenza e dell’imparzialità, per evitare ogni dubbio circa la correttezza delle decisioni adottate.

È comunque chiaro che il dirigente scolastico potrebbe negare l’autorizzazione solo in quelle ipotesi in cui l’assenza del dipendente sarebbe di effettivo impedimento per le esigenze organizzative della scuola.

Chi è già dottore di ricerca ha diritto all’aspettativa?

La norma di riorganizzazione del 2010 [6] toglie, inoltre, il diritto al congedo straordinario ai dipendenti che abbiano già conseguito il titolo di dottore di ricerca, o che siano stati iscritti a corsi di dottorato almeno per un anno accademico.

Chi vince un assegno di ricerca può comunque richiedere un’aspettativa senza assegni, che è una possibilità diversa rispetto al congedo straordinario.

L’aspettativa è utile alla pensione?

Secondo quanto spiegato da un’importante circolare ministeriale [8], il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza, quindi è utile per la pensione. Il servizio non è, invece, valutato ai fini dell’attribuzione del punteggio concernente la continuità del servizio nella stessa scuola; non è utile, inoltre, né per il Tfr [9], né per le ferie.

Un discorso differente, come vedremo più avanti, vale per l’aspettativa senza assegni.

Che cosa succede se durante il dottorato si vince un concorso?

Il vincitore di concorso, che non può assumere servizio perché impegnato in attività proprie del dottorato di ricerca, deve essere collocato in congedo straordinario.

L’aspettativa può essere chiesta se non è stato svolto l’anno di prova?

Come precisato da una nota circolare Miur del 2011 [10], la concessione del congedo straordinario non è subordinata all’effettuazione dell’anno di prova.

Che cosa succede se il dipendente se ne va dopo l’aspettativa?

Se, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l’amministrazione pubblica termina, per volontà del dipendente, nei due anni successivi, questi deve restituire gli importi corrisposti. Il periodo di congedo straordinario è comunque utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza. Ad ogni modo, la restituzione delle somme percepite è dovuta esclusivamente se il dipendente cessa, per sua volontà, ogni rapporto intrattenuto con qualsiasi amministrazione pubblica: in altre parole, se il dipendente cessa volontariamente il rapporto di lavoro con la scuola, per essere assunto presso una qualsiasi altra pubblica amministrazione, non deve restituire nulla. Queste indicazioni sono valide anche per il personale che abbandona il corso di dottorato o cessa dal servizio di docente, prima che siano trascorsi i due anni dal conseguimento, per svolgere servizio in qualità di ricercatore.

Si può prorogare l’aspettativa?

Come precisato dalla già citata circolare Miur del 2011 [10], l’eventuale proroga del congedo oltre l’effettiva durata del corso, richiesta per preparare e discutere la tesi, non è possibile e non è giustificata da alcuna disposizione normativa; si può concedere una proroga solo a causa di un periodo di malattia certificata, ricadente nel periodo di frequenza del corso.

Si può concedere l’aspettativa ai lavoratori a termine?

Il congedo al personale con nomina a tempo determinato può essere concesso sino al termine delle attività didattiche o sino al 31 agosto, ed è riconosciuto sotto il profilo giuridico ma non economico (sul punto però ci sono state delle sentenze discordanti).

Si può concedere l’aspettativa a chi svolge il dottorato in un’università straniera?

Al personale che svolge dottorati di ricerca presso Università straniere si applica La normativa in materia di borse di studio e dottorato di ricerca nelle università [4]: conseguentemente, agli interessati si applica lo stesso trattamento economico riservato a coloro che sono stati ammessi al corso di dottorato senza borsa di studio presso università italiane.

Com’è valutata l’aspettativa ai fini del servizio?

Per quanto riguarda la valutazione del servizio del personale docente durante la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, si deve fare riferimento al CCNI relativo alla mobilità e alla tabella di valutazione titoli ad esso allegata.

Secondo questa tabella, è riconosciuto il periodo di durata del corso o della borsa di studio come effettivo servizio di ruolo, quindi valutato ai fini del trasferimento a domanda e d’ufficio:

  • al personale docente di ruolo che abbia frequentato i corsi di dottorato di ricerca;
  • al personale docente di ruolo assegnatario di borse di studio da parte di amministrazioni statali, enti pubblici, di Stati o enti stranieri, di organismi o enti internazionali.

Come funziona l’aspettativa per chi vince un assegno di ricerca?

Per quanto riguarda l’assegno di ricerca bisogna precisare che, come già osservato, non vige il divieto di concessione per chi ha già il titolo di dottore di ricerca (proprio in quanto l’assegno di ricerca è destinato a chi ha già quel titolo); una cosa è il congedo straordinario, altra l’aspettativa senza assegni per la vincita del dottorato di ricerca.

In secondo luogo, non si applica il limite dei 36 mesi di congedo complessivo per motivi di famiglia, lavoro e studio, per effetto della legge Gelmini [11].

La norma, infatti, dispone che chi ha già conseguito il titolo di dottore di ricerca fruendo del congedo straordinario (con o senza borsa) può beneficiare di aspettativa senza assegni per borsa di studio post-dottorato e per assegno di ricerca, con il limite di durata pari a 4 anni. Sono esclusi i periodi in cui l’assegno è fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo della durata legale del relativo corso.

Queste disposizioni sono giustificate dal fatto che si tratta di due tipi di congedi diversi: il congedo straordinario spetta esclusivamente al dipendente ammesso a corsi di dottorato; l’aspettativa senza assegni (come indica la citata legge Gelmini) in caso di assegni di ricerca e borse post dottorato.

L’aspettativa per chi vince un assegno di ricerca vale per la carriera?

Un’importante nota del Miur [12] stabilisce che i periodi di servizio prestati in qualità di titolare di assegno universitario devono ritenersi equiparabili a tutti gli effetti a quelli discendenti dalla frequenza di corsi di dottorato di ricerca. In pratica, con questa nota il Miur riconosce il periodo di aspettativa per assegno di ricerca ai fini del servizio, della progressione di carriera, del trattamento di previdenza e quiescenza. Nel 2012 c’è stata un’interrogazione Parlamentare sull’argomento perché alcune ragionerie provinciali applicano questo disposto e altre no, ma la questione è rimasta irrisolta.

note

 [1] Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del Comparto Scuola per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007.

[2] Art.18 Co.2 Ccnl Scuola 2009.

[3] Art.453 D. lgs.n.297/1994.

[4] Art.2 L. n. 476/1984, modificata dalla legge 488/2001.

[5] Art.52, Co.57, L. n.448/2001.

[6] Art.19, Co.3, L. n. 240/2010.

[7] L.241/1990.

[8] Circ. Miur n.120/2002.

[9] Circ. Inpdap n.11/2001.

[10] Circ. Miur n.15/2011.

[11] Art.22, Co.3, L. n. 240/2010.

[12] Nota Miur prot. n. AOODGPER 4058 del 12/05/2011.

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2 Commenti

  1. Ma potete riferirvi al CCNL del 2007, se ci sta un nuovo contratto del 2018?

    A tal proposito, le Circolari Ministeriali antecedenti non valgono più?

  2. Se sono assegnista di ricerca all’università posso accettare la convocazione e prendere servizio e aspettativa?

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