Diritto e Fisco | Editoriale

Come valutare auto usata

26 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2018



Quali sono i parametri che determinano la quotazione di una macchina? Cosa bisogna controllare e come fare una stima online?

Devi comprare o vendere un’auto usata? Che tu voglia cedere la tua ad una concessionaria o acquistarne una da un privato, il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: quanto vale l’auto? Chi non è molto pratico non sa come valutare un’auto usata per non farsi «imbambolare» dal furbetto di turno e perderci inutilmente dei soldi. Non occorre essere per forza un esperto: bastano alcuni accorgimenti per capire lo stato della macchina, quanto è usurata e, di conseguenza, quanto vale l’auto usata.

Chi, invece, preferisce affidarsi a mani esperte ha diverse possibilità: delegare ad un meccanico di fiducia la perizia della macchina da acquistare o da vendere (in entrambi i casi serve sapere come valutare l’auto usata) oppure, tanto per cambiare, chiedere a Internet. Online si trovano, infatti, dei calcolatori in grado di fornire una quotazione approssimativa di un’auto in base a parametri come la marca, il modello, il chilometraggio, la potenza e l’anno di immatricolazione. Ci sono anche le riviste specializzate, una su tutte – per citare quella riconosciuta ufficialmente – Quattroruote, che mettono a disposizione dei listini con la stima del costo di un’auto usata.

Tuttavia, ci sono delle variabili su queste quotazioni: due macchine immatricolate lo stesso giorno e con lo stesso numero di chilometri non avranno lo stesso valore dopo qualche anno se i rispettivi proprietari avranno avuto una cura diversa del proprio veicolo.

Vediamo, allora, nel dettaglio come valutare un’auto usata e che cosa incide sul prezzo di un veicolo di occasione.

Valutare auto usata: dove conviene acquistarla?

Meglio acquistare l’auto usata da un privato o da una concessionaria che mette in vendita dei veicoli di occasione? In entrambi i casi bisognerà sapere come valutare l’auto usata. Anche se, indipendentemente dal prezzo, c’è un elemento da non sottovalutare, e cioè la garanzia. Nel caso in cui si compri la macchina usata in una concessionaria, la garanzia sarà obbligatoria per almeno un anno. Ottenerla da un privato, sarà più difficile.

Aspetto numero due: la stima dell’auto. A meno che sia un vero esperto, di solito il privato tenderà a valutare l’auto usata «a occhio», magari basandosi più sulle condizioni esterne anziché entrare nei dettagli del motore e dell’equipaggiamento e puntando al rialzo per ottenere un prezzo di vendita il più alto possibile. Non terrà conto, quindi, dell’andamento del mercato, delle quotazioni, ecc. di cui dispone una concessionaria, fattori che incidono sul costo finale. A questo proposito, possono essere utili le quotazioni di Quattroruote, riconosciute ufficialmente dall’Istat.

Valutare auto usata: che cosa incide sul prezzo

Chi deve comprare o vendere e si chiede come valutare un’auto usata deve sapere che cosa incide sul prezzo, cioè quali sono i punti di forza della macchina e quali sono quelli che potrebbero costringere il venditore ad abbassare la sua offerta.

Ci sono alcuni criteri standard che determinano il prezzo di un’auto. I più importanti sono:

  • il numero di chilometri percorsi;
  • l’anno di immatricolazione;
  • gli optional installati;
  • la parte meccanica;
  • i tagliandi eseguiti alla macchina;
  • le revisioni effettuate;
  • lo stato di carrozzeria e pneumatici.

Il chilometraggio dell’auto

Il numero di chilometri percorsi è uno dei fattori chiave per valutare un’auto usata. È per questo che spesso chi vuole fare il furbo cerca di «metterci mano» al tachimetro per far risultare un numero di chilometri inferiore a quelli realmente percorsi e, così, cercare di alzare il prezzo dell’auto.

Di norma si consiglia di scontare lo 0,3% del valore standard dell’auto per ogni 1.000 chilometri in più rispetto alla normale quotazione di mercato. Ma in verità, un contachilometri è facilmente «taroccabile» grazie a particolari software. Quindi per avere un’idea approssimativa occorrerà osservare altri elementi da cui si può dedurre la vera usura della macchina. Ad esempio, se la pedaliera o i sedili risultano consumati un chilometraggio troppo basso risulterebbe incompatibile: significa che c’è il trucco e che è meglio rivolgersi altrove.

La parte meccanica

Per valutare un’auto usata non si può trascurare la parte meccanica, cioè le condizioni del «cuore» della macchina. Certo, non tutti potrebbero essere in grado di fare una giusta stima delle condizioni del veicolo. Per questo può essere fondamentale essere accompagnati da un esperto, ad esempio da un meccanico professionista che sia in grado di valutare l’auto usata dando un’occhiata a ciò che si nasconde sotto il cofano.

E che cosa deve guardare il meccanico per valutare l’auto usata? Lui sa che dovrà, per esempio, verificare:

  • lo stato generale del motore;
  • lo stato della cinghia di trasmissione;
  • eventuali perdite di liquido (di olio, ad esempio);
  • lo stato del sistema frenante;
  • lo stato della frizione;
  • la pompa del carburante;
  • il sistema di raffreddamento.

Da non trascurare, inoltre, tutta la parte riguardante i liquidi, cioè:

  • il liquido refrigerante deve essere limpido ed il fluido di trasmissione non deve essere scuro;
  • l’olio non deve essere schiumoso;
  • il liquido dei freni non deve essere scuro.

Sarebbe opportuno (oltre che doveroso) provare l’auto e farla guidare al meccanico di fiducia per avere un parere sulle prestazioni della macchina. È l’occasione giusta anche per verificare che non ci siano dei rumori strani che facciano pensare ad un difetto nascosto. Ma anche per controllare i fumi: se sono di colore azzurro, significa che il motore brucia troppo olio, mentre se sono di colore nero vuol dire che iniettore e filtri hanno bisogno di una bella pulita.

Inoltre, girando la chiave di accensione la macchina deve fare il normale rumore in base alle sue caratteristiche. Ma se una Panda, quando si accende, romba come una Ferrari c’è un problema: la marmitta, sicuramente, è rotta o bucata.

Gli pneumatici

Altro elemento da tenere in considerazione per valutare un’auto usata è lo stato degli pneumatici. Occorre, in particolare, controllare l’usura e la profondità del battistrada.

L’ideale è parcheggiare la macchina in un luogo pianeggiante e uniforme. Girando le ruote di 45° verso destra o verso sinistra, sarà possibile verificare l’usura e la profondità del battistrada utilizzando un calibro di profondità, reperibile in qualsiasi negozio specializzato. In Italia il limite legale di profondità residua è di 1,6 millimetri su tre quarti del battistrada e per tutta la circonferenza. Conviene fare questa verifica in più punti della gomma. Se il livello di usura è arrivato all’apposito indicatore segnalato sul canale principale del pneumatico significa che si è raggiunto il limite legale e che, pertanto, bisogna cambiare le gomme. Il che, ovviamente, è un costo. Se lo deve fare chi acquista l’auto usata, appare legittimo scalare il prezzo degli pneumatici dal costo totale della macchina.

Non guasterebbe chiedere al venditore se ha il set di gomme alternativo, cioè se oltre a quelle montate ha quello invernale o estivo, a seconda della stagione. Se così non fosse, deve comprarlo l’acquirente per rispettare l’obbligo del cambio stagionale. Altro costo da considerare quando si valuta il prezzo dell’auto usata.

La carrozzeria

Nel valutare un’auto usata, la carrozzeria è, probabilmente, la prima cosa che salta all’occhio. Al di là del colore della macchina (che non sia sbiadito dal tempo o dall’incuria), si guarda subito se ci sono delle ammaccature oppure dei punti di ruggine qua e là. Ma non basta per verificare se la carrozzeria è in buono stato. In teoria, ci sarebbe anche da controllare:

  • la parte inferiore del veicolo, cioè quello che a prima vista non si vede. Quindi, ad esempio, se c’è della ruggine, lo stato dei semiassi, ecc.;
  • lo stato delle portiere: se chiudono bene, se sui bordi ci sono dei segni, ecc.;
  • lo stato dei parafanghi, sia quello anteriore sia quello posteriore;
  • eventuali segni di riverniciatura dopo un incidente.

Al momento di valutare l’auto usata, queste imperfezioni devono incidere al ribasso sul prezzo, a meno che il venditore non provveda alla sistemazione prima di cedere la macchina all’acquirente.

La storia dell’auto

Quasi mai si pensa a questo aspetto quando si va a valutare un’auto usata ma, se trascurato, può comportare qualche problema. La storia dell’auto riguarda le revisioni e la manutenzione effettuata nel tempo ed eventuali guai amministrativi.

Ad esempio, è sempre opportuno chiedere al proprietario del veicolo in vendita di poter visionare il libretto di manutenzione che dovrebbe contenere le ricevute dei diversi interventi. Questo serve sia a controllare quali problemi ha dato quel veicolo nel tempo e se il proprietario è stato sufficientemente pignolo da fare una manutenzione regolare e completa. Il che va a favore delle buone condizioni dell’auto e, pertanto, giustifica un certo prezzo.

Lo stesso vale per le revisioni obbligatorie: è importante verificare che siano state fatte per non incorrere in qualche sanzione una volta diventati proprietari del veicolo.

Infine, la storia dell’auto ci deve dire se in passato ci sono stati dei fermi amministrativi o se sulla macchina grava un’ipoteca. Sarebbero motivi più che sufficienti per cercare un altro venditore.

Gli accessori

Che siano di serie oppure optional, gli accessori sono importanti per valutare un’auto usata. Prima cosa, fare un controllo su quelli che ci sono, ad esempio:

  • che le cinture di sicurezza anteriori e posteriori siano a norma;
  • che le spie ed i pulsanti siano tutti funzionanti;
  • che non manchino i tappetini;
  • che siano presenti cric e ruotino di scorta o, dove non prevista, che ci sia il kit di riparazione della gomma (quello che praticamente nessuno sa utilizzare ma che ci deve essere);
  • che la presa 12 v (quella dell’accendino, per intenderci) sia funzionante;
  • che il climatizzatore, dove previsto, abbia il pieno di gas;
  • che il navigatore Gps (se presente) abbia le mappe aggiornate.

Ovviamente, più optional ci sono (funzionanti) più la macchina verrà valutata.

Marca e modello dell’auto

Potrebbe trattarsi solo di una questione di gusti, ma invece la marca ed il modello hanno la loro importanza quando si va a valutare un’auto usata. Ci sono delle marche di veicoli che hanno più prestigio di altre e, già solo per quello, il loro valore di mercato è superiore. Un prestigio guadagnato non solo per la storia del brand ma anche (soprattutto, sarebbe da dire) per l’affidabilità o per le dimensioni della rete di vendita e di assistenza. Pure il modello ha la sua incidenza: quello più diffuso manterrà più o meno lo stesso valore di mercato, quello più ricercato andrà su di prezzo, quello che si farà fatica a rivendere risulterà più economico. Così come un modello recente appena superato da un altro solo per uno o due piccoli optional verrà valutato bene nel mercato dell’usato. In sintesi, e senza voler fare dei nomi troppo espliciti: un certo marchio italiano, tedesco o francese gode di maggiore prestigio e viene valutato di più rispetto ad alcuni modelli di marchi coreani, giapponesi o svedesi.

Valutare auto usata: c’è un riferimento da seguire?

Ma sulla base di che cosa si decide il prezzo di un veicolo? In altre parole: c’è qualcuno che stabilisce come si deve valutare una macchina? Esistono sia per il grande pubblico dei consumatori sia per le concessionarie o per gli operatori specializzati dei punti di riferimento da seguire.

Per quanto riguarda i consumatori, abbiamo già citato Quattroruote il cui listino è riconosciuto dall’Istat ed è anche a pagamento se lo si vuole consultare online: il costo per conoscere la valutazione della propria auto è comunque basso, appena 2,99 euro. È gratuita, però, la vetrina delle auto usate in vendita, quindi se si trova un modello simile si ha un’idea di quanto può costare quella che si vuole mettere sul mercato. Ma ci sono altre riviste del settore che pubblicano delle quotazioni divise per marca, modello e anno di immatricolazione. Il calcolo viene fatto partendo dal prezzo pieno di listino al momento dell’immatricolazione e poi sottraendo una certa percentuale per ogni anno di utilizzo. Ovviamente non tutte le auto che escono dalla concessionaria lo stesso anno sono uguali: ogni proprietario la tratta in un modo diverso, alcune fanno molti più chilometri di altre, ci sono delle auto che devono sopportare le notti di inverno sulla strada mentre altre «dormono» in garage, ecc. Significa che le quotazioni che si trovano sulle riviste specializzate sono soltanto un’idea di partenza, ma ci potrebbero essere dei ritocchi al ribasso a seconda delle condizioni della macchina.

Per quanto riguarda, invece, le concessionarie, il loro riferimento è unico. Si chiama Eurotax ed è un indice basato su un doppio valore: quello di vendita alla concessionaria (chiamato Eurotax Blu) e quello di acquisto dalla concessionaria (l’Eurotax Giallo). Questo listino, però, è consultabile solo su abbonamento, anche se un privato può pagare un singolo accesso per valutare la propria auto usata.

Valutare auto usata: i portali online

Un ulteriore modo per sapere come valutare l’auto usata è quello di rivolgersi ad uno dei portali online che hanno una sorta di calcolatore automatico per avere una stima del prezzo del veicolo. Verranno richiesti alcune informazioni come la marca, il modello, i chilometri percorsi, ecc. Chi vuole andare a colpo sicuro, può anche utilizzare uno dei portali in cui è possibile ottenere la valutazione dell’auto usata inserendo il numero di targa. Attenzione, però: ogni sito può chiedere dei parametri diversi che possono influire sul prezzo, quindi la stima che risulta è da prendere come un dato orientativo.

Facciamo un esempio. Voglio sapere come valutare una Renault Captur del 2015 e faccio un confronto tra alcuni siti Internet.

Su noicompriamoauto.it mi viene chiesto, inizialmente, la marca dell’auto, il modello e l’anno di prima immatricolazione. Inserisco i dati e mi viene una seconda schermata in cui si richiedono dei dati più dettagliati come:

  • il tipo di carrozzeria (nel mio caso Fuoristrada/Suv);
  • il tipo esatto di modello in base alla potenza;
  • il tipo di auto (R-Link 5 porte);
  • i chilometri percorsi (in questo caso fino a 60.000 km).

C’è da compilare anche un campo con il proprio indirizzo e-mail. Fatto questo, mi viene la stima di 10.807 euro. Il sito mi propone anche un appuntamento per trattare la compravendita dell’auto in una delle loro officine della zona in cui abito.

Ora vado su un altro sito, autoscout24.it. Come in quello precedente, inserisco nella prima videata la marca (Renault), il modello (Captur 5 porte), l’anno di immatricolazione (2015), il tipo di carburante (diesel), la potenza (90 CV), il cambio (manuale) ed i chilometri (60mila). Devo anche precisare se sono il proprietario dell’auto oppure un potenziale acquirente. Dopodiché clicco su «valuta gratis» e vedo che la valutazione è ben al di sopra di quella precedente: tra 12.700 e 14.300 euro, con un prezzo consigliato di 13.500 euro.

Voglio provare una terza valutazione, giusto per vedere a quale delle due precedenti si avvicina di più. Vado su un altro sito suggerito da Internet, priceguru.it. Anche qui serve marca, modello ed anno di immatricolazione dell’auto. Poi, qualche dettaglio in più: tipo di carburante, numero di porte, cilindrata e potenza, cambio, tipo di carrozzeria. Infine, l’allestimento. Nel mio caso, scelgo Captur 1.5 dci 8 V 90 CV Start&Stop Energy R-Link, che è la dicitura proposta del modello che voglio valutare. Purtroppo, la forbice del chilometraggio è molto ampia (fino a 40mila o fino a 80mila). L’auto di cui voglio la valutazione è esattamente a metà, quindi scelgo il peggiore dei casi, giusto per avere un’idea. Fino a 80mila km la mia auto è valutata 13.550 euro. Una stima più vicina alla seconda che avevo trovato. So che mi dovrò muovere attorno a quel prezzo al momento di venderla.

È anche vero, come già detto, che il risultato di una valutazione online è un risultato «a freddo», cioè che non tiene conto delle condizioni in cui è stata tenuta l’auto nel corso del tempo. Quindi, al momento di stipulare il contratto di compravendita sarà necessario tenere conto di tutti gli elementi che abbiamo citato prima, cioè carrozzeria, motore, pneumatici, accessori, ecc.

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