Diritto e Fisco | Editoriale

Come pagare una cartella di pagamento

26 giugno 2018


Come pagare una cartella di pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2018



Come fare i pagamenti parziali e i pagamenti integrali delle cartelle esattoriali. Le modalità per la richiesta di dilazione. Quali sono gli effetti del pagamento della cartella.

Hai ricevuto una cartella di pagamento da parte di Agenzia Entrate Riscossione. L’Esattore dello Stato ti sta chiedendo il pagamento di imposte e sanzioni che, a suo tempo, hai dimenticato di versare. Sai bene che la legge ti concede sessanta giorni di tempo per decidere se fare opposizione o pagare, ma che, se dovesse scadere tale termine, il debito diverrebbe definitivo e non potresti più contestarlo. A conti fatti si tratta di importi modesti per i quali è meglio non imbarcarsi in una causa: non è tua intenzione dare soldi ad avvocati e, ancor meno, spenderli per i “bolli”, con il rischio di perdere il giudizio e dover poi rimborsare anche le spese processuali all’avversario. Così decidi di fare quanto ti viene chiesto, abbandonando ogni proposito litigioso. A questo punto ti chiedi come pagare la cartella di pagamento: non vorresti infatti commettere errori che ti potrebbero pregiudicare e condannare a un pignoramento per il quale non hai colpa.

In questo articolo ti forniremo ogni delucidazione in merito e faremo in modo di spiegarti, per filo e per segno, tutti i passaggi da seguire per “chiudere” i debiti con l’Ader, l’Agenzia Entrate Riscossione, l’ente pubblico che, dall’estate del 2017, è subentrato ad Equitalia nella riscossione dei crediti erariali. Tieni conto che non sei necessariamente tenuto a pagare l’importo indicato nella cartella: potresti anche versarne solo una parte e riservarti di fare ricorso contro l’altra o, magari, rinviare l’estinzione definitiva a un momento successivo, fermo restando che sarai passibile di pignoramento solo per la parte della cartella non pagata.

Ma procediamo con ordine e vediamo come pagare una cartella esattoriale.

Cosa succede se pago una cartella esattoriale?

Nel momento in cui paghi la cartella esattoriale il debito si estingue e non subirai alcun procedimento di riscossione forzata. Non sarai ovviamente passibile di fermi e ipoteche, né di pignoramenti. Lo stesso risultato però lo puoi ottenere anche se presenti una istanza di rateazione e questa ti viene accolta. Anzi, se si tratta di un debito inferiore a 60mila euro e hai chiesto una dilazione in 72 rate, l’esattore non può rifiutare la tua domanda ed è tenuto ad accogliertela. In questo modo non potrà più agire nei tuoi confronti. Se però presenti l’istanza di rateazione dopo che è stato iscritto un fermo o un’ipoteca, tali misure continuano a rimanere fino a quando non avrai pagato l’ultima rata. Tuttavia, solo nel caso del fermo auto, potrai tornare a circolare con la tua macchina dopo il pagamento della prima rata. A tal fine, dopo aver fatto il versamento, dovrai rivolgerti allo sportello dell’esattore che ti rilascerà una quietanza da esibire al Pra per la sospensione del fermo auto.

Cosa succede se non pago una cartella esattoriale?

Se non paghi la cartella esattoriale rischi ovviamente tutte le misure di esecuzione forzata che possono essere intraprese nei confronti di qualsiasi altro contribuente. Si tratta cioè di misure cautelari (fermo auto o, per debiti superiori a 20mila euro, ipoteche) o di pignoramenti. Ovviamente se non hai beni intestati e sei nullatenente non rischi nulla.

Una cosa è certa: se non paghi la cartella esattoriale nei 60 giorni e non fai opposizione, la cartella diventa definitiva e non puoi più contestarla. L’unica cosa in cui puoi sperare per toglierti il debito di torno è che si compia la prescrizione: devono cioè scadere i termini massimi per il recupero del credito e che sono diversi a seconda del tipo di imposta (si va da 10 anni per Iva a 5 per multe stradali, Imu, Tasi e Tari).

Quanto tempo per pagare una cartella esattoriale?

Abbiamo appena detto che hai 60 giorni di tempo per pagare la cartella. Il termine non è soggetto alla sospensione feriale.

Non dovrai comunicare l’avvenuto pagamento all’esattore il quale lo verrà a sapere direttamente grazie ai propri terminali.

Quali modi per pagare una cartella di pagamento?

Hai tre modi di pagare la cartella di pagamento:

  • pagamento in un’unica soluzione di tutto l’importo indicato nella cartella esattoriale;
  • pagamento parziale: il contribuente decide di pagare solo una parte degli importi che gli sono richiesti;
  • rateazione o dilazione di pagamento: il contribuente ottiene un piano di rate che spalmano il debito in 6 o 10 anni. In questo caso deve presentare la domanda online o agli sportelli (leggi la nostra guida sulla rateazione).

Al ricorrere di certe circostanze, è possibile eseguire il versamento mediante:

  • cessione dei beni culturali [1];
  • compensazione volontaria con crediti d’imposta, cosa che avviene, di norma, su proposta dell’agente della riscossione, quando il contribuente iscritto a ruolo ha presentato domanda di rimborso di tributi indebitamente pagati. Tale procedura è ammessa se il debitore risulta inadempiente per ruoli di importo superiore a 1.500,00 euro;
  • compensazione con somme dovute da enti pubblici per crediti certi, liquidi ed esigibili relativi ad amministrazioni, forniture ed appalti;
  • compensazione con crediti d’imposta disponibili nel modello “F24 Accise” con codice tributo “RUOL”.

Pagamento in un’unica soluzione della cartella di pagamento

Le modalità di pagamento sono, di norma, indicate nelle “Avvertenze” alla cartella di pagamento stessa, e non pongono particolari problemi interpretativi.

Il modo tradizionale per pagare la cartella esattoriale è il cosiddetto pagamento volontario in senso stretto, effettuato con versamento diretto mediante il modello F24. Troverai il bollettino Rav allegato alla cartella stessa, già precompilato con l’importo esatto da pagare, comprensivo di interessi, entro la scadenza dei sessanta giorni. Se però superi i sessanta giorni dovrai farti ricalcolare e aggiornare dall’ufficio l’importo complessivo con gli eventuali interessi nel frattempo maturati.

Pagamento online della cartella di pagamento

Puoi pagare le cartelle esattoriali anche online, tramite internet, da casa tua. Puoi farlo con due diverse modalità:

  • utilizzando il servizio di home banking messo a disposizione dagli istituti di credito che offrono il servizio CBILL;
  • sul sito di Agenzia Entrate Riscossione attraverso la piattaforma pagoPA. In questo caso puoi collegarti a questa pagina per pagare il bollettino RAV oppure a questa pagina indipendentemente dal bollettino RAV (ad esempio per pagare le rate del piano di dilazione).

Pagamento parziale della cartella di pagamento

Come abbiamo anticipato nulla ti vieta di pagare solo una parte della cartella esattoriale. Immagina la situazione di Roberto che ha un debito di 21mila euro con l’Agenzia Entrate Riscossione, ripartito in tre cartelle di pari importo (7mila ciascuna). Poiché Roberto sa che l’ipoteca sulla casa gli può essere iscritta una volta superato il debito di 20mila euro, effettua un versamento parziale di 5mila euro in modo da salvaguardare l’immobile per qualche anno (almeno fin quando gli interessi non avranno fatto nuovamente levitare l’esposizione debitoria).

Per effettuare pagamenti parziali, oltre che agli sportelli dell’agente della riscossione, puoi utilizzare il bollettino modello F35, compilato in ogni sua parte, in tutti gli uffici postali. A questo link trovi l’elenco con i numeri di conto corrente per i suddetti pagamenti.

In caso di pagamenti dall’estero è possibile utilizzare il bonifico bancario indicando obbligatoriamente nella causale il codice fiscale, il numero del documento che si intende pagare e, in caso di rateizzazione, anche il numero di protocollo del piano e quello della rata che si vuole pagare. A questo link trovi i numeri di conto corrente per i pagamenti dall’estero

note

[1] Art. 28-bis del DPR 602/73.

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