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Lo sai che? Calcio e razzismo: nuove regole dopo l’episodio Boateng

Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2013

Dopo l’episodio di razzismo nei confronti di Kevin Prince Boateng, nella partita Pro-Patria vs Milano dello scorso 3 gennaio e il simbolico gesto di quest’ultimo del togliersi la maglia rosso-nero, l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive ha deliberato nuove regole per evitare il ripetersi di ulteriori atti di inciviltà.

Da oggi in poi, in presenza di semplici “segnali” di razzismo, intolleranza o antisemitismo, l’arbitro potrà investire (tramite il quarto uomo) il Dirigente del servizio di ordine pubblico, affinché quest’ultimo decida se sospendere la gara. Solo il Dirigente infatti può adottare tale estremo provvedimento.

L’arbitro potrà ricevere la segnalazione circa il verificarsi di atteggiamenti razzisti anche da parte degli stessi tifosi.

In alternativa alla sospensione del match, il Dirigente potrà decidere di far diffondere, attraverso gli amplificatori posti all’interno dello stadio, semplici messaggi di ammonimento per le tifoserie, al fine di consentire successivamente la prosecuzione della partita.

Oltre a ciò, saranno disposte iniziative a carattere preventivo. A tal fine, il Gruppo Operativo di Sicurezza provvederà alla formazione, attraverso periodiche esercitazioni, del personale di stadio (steward, operatori delle forze di polizie) e delle società calcistiche (team-manager, capitani delle squadre, ecc.).

Saranno infine predisposte campagne informative negli impianti sportivi.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO


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