Diritto e Fisco | Editoriale

Come compensare una cartella di pagamento

26 giugno 2018


Come compensare una cartella di pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2018



Come pagare la cartella di pagamento con i rimborsi richiesti all’Agenzia delle Entrate, con altri crediti tributari e quelli verso la pubblica amministrazione.

Hai deciso di pagare una cartella di pagamento ma, al momento, vorresti evitare di dare allo Stato i risparmi di quest’anno e prosciugare il conto corrente. Ti è stato detto che, in alternativa al pagamento, hai la possibilità di compensare la cartella di pagamento, il che ti tornerebbe particolarmente utile: non solo, infatti, non dovrai sborsare un euro di tasca, ma in più estinguerai il tuo debito con l’Agenzia Entrate Riscossione. Lontano dai pignoramenti e dai solleciti di pagamento tornerai a vivere sonni tranquilli e riprenderai la tua normale attività di lavoro. Ma come compensare una cartella di pagamento? In questo articolo ti forniremo tutti i chiarimenti necessari per ricorrere a questa particolare forma di pagamento. Se, infatti, fino ad oggi non hai saputo come procedere alla compensazione tra i tuoi debiti e crediti con lo Stato, ora potrai contare su questa facile guida. Ecco allora tutto ciò che c’è da sapere.

Come pagare la cartella esattoriale

In un precedente articolo abbiamo visto che il metodo tradizionale per pagare la cartella esattoriale è tramite l’F24. In alternativa si può pagare anche online. Leggi a riguardo Come pagare la cartella di pagamento.

Oltre però questa forma di pagamento esiste la compensazione che, come vedremo a breve, può consentire di non dover sborsare un soldo e fare una “partita di giro” tra crediti e debiti che si hanno con lo Stato.

Esistono tre modi per compensare una cartella di pagamento: con rimborsi, con altri crediti tributari e compensazione parziale. Qui di seguiti li analizzeremo tutti separatamente.

Come compensare una cartella di pagamento con rimborsi

Succede spesso che i contribuenti abbiano dei crediti verso l’Agenzia delle Entrate a titolo di rimborsi per imposte pagate in più oppure non dovute. Di solito i tempi per i rimborsi sono particolarmente lunghi. Così la legge [1] consente al cittadino di compensare tali crediti verso lo Stato con i debiti che egli ha nei confronti dell’agente della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione). Se, ad esempio, Mario ha chiesto un rimborso di mille euro e ha ricevuto una cartella esattoriale di 1.200 euro, può compensare mille euro con il proprio rimborso (a cui pertanto rinuncia) e chiudere definitivamente la partita con l’esattore versando solo i residui 200 euro. Dall’altro lato, se Giovanni ha un credito verso l’Agenzia delle Entrate di 2.500 euro e ha ricevuto una cartella esattoriale di 2.000 euro, la cartella verrà cancellata tramite compensazione e lo Stato gli dovrà versare solo 500 euro.

Per compensare la cartella di pagamento il contribuente deve presentare una richiesta all’Agenzia delle Entrate Riscossione dichiarando di effettuare il pagamento tramite compensazione con un rimborso richiesto all’Agenzia delle Entrate. A seguito della richiesta, l’agente della riscossione predispone una proposta di compensazione.

La possibilità di compensare la cartella con i rimborsi spetta anche quando il contribuente non riceve la cartella esattoriale perché ha ricevuto un accertamento fiscale immediatamente esecutivo. Dopo tali atti, infatti, l’esattore comunica solo la lettera di presa in carico della riscossione e non ha bisogno di notificare la cartella. Ciò nonostante la compensazione spetta ugualmente di diritto.

Come compensare una cartella di pagamento con altri crediti tributari

Il contribuente può effettuare il pagamento (anche parziale) delle cartelle di pagamento per tributi erariali (compresa l’IRAP) e oneri accessori (onere della riscossione, interessi, spese di notifica e altre spese inerenti al recupero del credito) mediante la compensazione di crediti relativi alle stesse imposte.

Per effettuare la compensazione bisogna utilizzare il Modello F24 accise (che i titolari di partita IVA devono presentare in via telematica). Esso va compilato come segue:

  • bisogna indicare il debito compensato utilizzando il codice tributo “RUOL” nella sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione, in corrispondenza degli importi a debito versati;
  • nella stessa sezione, nel campo “ente” deve indicare la lettera “R”, mentre nel campo “prov.” la sigla della provincia di competenza dell’AdR presso il quale il debito risulta in carico. Non deve compilare i campi codice identificativo, mese e anno di riferimento.

Come pagare parzialmente una cartella di pagamento con compensazione

Così come il contribuente è libero di pagare con F24 solo una parte della cartella, lo stesso può fare con la compensazione. Il pagamento parziale tramite compensazione è possibile però solo se prima si comunica all’Agenzia Entrate Riscossione quale debito tributario si vuole estinguere, utilizzando il modello di seguito riportato e reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate da inviare nei seguenti termini:

  • se presenta il mod. F24 tramite banche, poste ed Entratel, entro 3 giorni dal pagamento;
  • se presenta il mod. F24 agli sportelli dell’AdR, contestualmente.

In mancanza di comunicazione, il pagamento viene imputato al debito più remoto.

note

[1] Art. 20 bis D.Lgs. 46/99 e art. 31 DL 78/2010 conv. in L. 122/2010.

[2] Art. 31 DL 78/2010 conv. in L. 122/2010 e DM 10 febbraio 2011 .

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