Diritto e Fisco | Editoriale

La donazione con bonifico senza notaio è valida?

26 giugno 2018


La donazione con bonifico senza notaio è valida?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2018



Passaggi di proprietà tra padre e figli, bonifici sul conto corrente bancario o postale e donazioni: quando è necessario il rogito notarile e quando vanno pagate le imposte sulle donazioni.

Hai intenzione di regalare una cospicua somma di denaro a tuo figlio affinché questi possa acquistare la sua prima casa. Tuttavia vuoi fare le cose “come si devono”, un po’ perché non vuoi avere problemi con l’Agenzia delle Entrate (tantomeno li vuoi procurare a tuo figlio), un po’ perché, alla tua morte, i suoi fratelli non possano contestare la donazione e pretendere una parte dei soldi che gli hai regalato. Ti è stato detto, che per le donazioni di grosso valore, bisogna sempre andare dal notaio. Ma hai qualche dubbio in proposito: diverse volte hai infatti regalato i tuoi soldi a parenti ed amici senza che siano mai state sollevate delle obiezioni. Qual è allora la differenza? Se, dunque, il tuo problema è sapere se la donazione con bonifico senza notaio è valida, questo articolo fa proprio al caso tuo. La questione, infatti, è stata risolta di recente dalle Sezioni Unite della Cassazione [1] che hanno offerto un importante chiarimento. Si tratta di una materia solo apparentemente complessa. Ma non temere: qui te la spiegheremo nel modo più semplice possibile, senza però rinunciare a darti tutti i ragguagli del caso. Insomma, se leggerai qui di seguito non potrai sbagliare.

Donazione: bisogna andare dal notaio?

Tutte le volte in cui si regala un bene di “non modico valore”, la donazione è valida solo se la si fa davanti a un notaio e in presenza di due testimoni. Ci vuole cioè quello che la legge chiama «atto pubblico», comunemente detto rogito notarile. Questo al fine di dare la massima importanza a una decisione che può comportare un impoverimento del patrimonio del donante.

Ma quando una donazione si considera di “non modico valore”? Il riferimento va fatto, caso per caso, in base alle condizioni economiche del donante. Quindi si tratta di un parametro soggettivo che muta in base al reddito. Ad esempio, una persona che guadagna 10mila euro al mese non avrà grosse difficoltà a regalare, a fine anno, al proprio figlio, 20mila euro. Diversa è la soluzione per chi ha solo mille euro in busta paga. Dunque, quando – in rapporto alle condizioni economiche del donante – la donazione è di modico valore, non c’è bisogno di andare dal notaio. In tutti gli altri casi, invece, sì; e se manca l’atto pubblico la donazione è nulla.

Cosa significa che la donazione è nulla?

La nullità della donazione può comportare grossi problemi per le parti. Quando un contratto – come appunto la donazione – è nullo, i suoi effetti non si producono sin dall’inizio. Quindi il donatario non diventa proprietario del bene. In più la nullità può essere fatta valere in qualsiasi momento, senza limiti di tempo, anche dopo numerosi anni. Le implicazioni pratiche sono svariate. Innanzitutto, alla morte del donante gli eredi potranno contestare la donazione avvenuta senza rogito notarile. In secondo luogo anche lo stesso donante ci potrà ripensare e, revocando la donazione, chiedere la restituzione dei soldi.

Sotto un profilo fiscale, paradossalmente, la donazione nulla sconta le tasse. Significa che, nonostante da un punto di vista civilistico l’atto non produce effetti, li produce invece sotto un profilo tributario.

Differenza tra donazione diretta e indiretta

Ci sono due tipi di donazione: quella diretta e quella indiretta. La differenza è molto importante per arrivare alla soluzione del problema che abbiamo introdotto a inizio articolo, ossia per spiegare se la donazione con bonifico senza notaio è valida. Questo perché, come vedremo a breve, la donazione diretta richiede sempre il notaio (anche quando fatta con bonifico bancario o postale) mentre la donazione indiretta non lo richiede. Quindi presta molta attenzione ai seguenti passaggi.

La donazione diretta: come avviene?

La «donazione diretta» si ha quando un soggetto regala a un altro soggetto un bene specifico, senza perseguire con ciò un ulteriore fine. Ad esempio Mario regala a Giovanni una casa, un cellulare, un libro, un’auto, un oggetto di arredo, una somma di denaro. In tutti questi casi:

quando l’oggetto della donazione ha modico valore (il cellulare, il libro, l’oggetto di arredo, la piccola somma di denaro) non c’è bisogno di andare dal notaio;

quando l’oggetto della donazione non ha modico valore (la casa, l’automobile, una cospicua somma di denaro) il rogito notarile è essenziale a pena di nullità della donazione.

Anche il bonifico di denaro sul conto corrente può essere una donazione diretta, salvo quanto diremo a breve. Difatti, se manca una specifica destinazione dei soldi bonificati, siamo nell’ambito della donazione diretta e, come tale, richiede il notaio quando l’importo bonificato non è di modico valore. Quindi, ad esempio, se un genitore versa sul conto del figlio 500 euro non deve andare dal notaio. Se ne versa 50mila senza spiegare la motivazione (ad esempio con una causale), è necessario il notaio.

La donazione indiretta: come avviene

La «donazione indiretta» si ha invece quando l’intento della donazione viene perseguito in modo “triangolare”. Ad esempio Mario vuol fare in modo che suo figlio Antonio possa acquistare la casa e, poiché questi non ha i soldi, intende pagargliela lui. L’intento di Mario è quindi regalare l’immobile al proprio figlio, non invece dargli i soldi (che magari Antonio potrebbe spendersi diversamente). La donazione, in questo caso, si può realizzare in tre modi diversi: uno mediante donazione diretta e gli altri due con la donazione indiretta:

  • Mario acquista la casa dal venditore e poi la intesta al figlio Antonio: questo è lo schema della donazione diretta che abbiamo visto sopra e che, come detto, richiede la presenza del notaio. Sicuramente non è vantaggioso perché impone un doppio passaggio di proprietà del bene (prima dal venditore al papà; poi dal papà al figlio donatario);
  • Mario paga il venditore, a cui dà i soldi del prezzo della casa, con l’intesa che questi intesti l’immobile al figlio. Qui siamo nell’ambito della donazione indiretta. In questa ipotesi non c’è bisogno di andare dal notaio per formalizzare la donazione tra Mario e Antonio. Il notaio sarà necessario solo per l’atto di acquisto che, in tal caso, avverrà tra Mario e il venditore, con la presenza di Antonio in quanto intestatario del bene. A ben vedere, nessun atto è classificabile formalmente come donazione; tutt’al più si può parlare di un acquisto per conto di terzi;
  • Mario bonifica la somma di denaro sul conto di Antonio specificando che la donazione avviene affinché quest’ultimo possa acquistare la casa. In tale ipotesi siamo dinanzi a una donazione indiretta. A differenza del bonifico di soldi “puro e semplice”, che costituisce donazione diretta e che richiede il notaio, qui lo scopo è predeterminato: quello di consentire l’acquisto della casa.

Ebbene, secondo la Cassazione a Sezioni Unite, il bonifico di denaro sul conto corrente a titolo di donazione indiretta non richiede il notaio, anche se si tratta di importi rilevanti ma ciò solo a condizione che:

  • il bonifico sia fatto in vista dell’acquisto di un bene da parte del donatario (donazione indiretta);
  • sull’atto di acquisto del bene (ad esempio la casa) si specifichi che il prezzo viene pagato non dall’acquirente ma da un’altra persona, il donante;
  • si specifichi, sempre nell’atto di acquisto, che il denaro messo a disposizione da chi paga è a titolo di donazione.

In sintesi, possiamo concludere nel seguente modo: il bonifico di una somma di denaro, anche se di non modico valore, non richiede la presenza del notaio solo se lo scopo è quello di realizzare una donazione indiretta, ossia consentire al donatario di acquistare un bene specifico. È necessario che l’atto di acquisto specifichi la provenienza del denaro e la finalità dell’accredito (donazione).

Il pagamento dell’imposta sulle donazioni

Quanto abbiamo appena detto porta con sé anche un’altra questione: quella relativa al pagamento dell’imposta sulle donazioni. Nel caso della donazione indiretta, le imposte sulle donazioni non vanno versate.

In ogni caso c’è da dire che anche nel caso di donazioni dirette, l’imposta sulle donazioni è piuttosto rara nei trasferimenti tra familiari. Infatti, nei passaggi di proprietà tra padre, figlio e coniuge, si applica l’imposta al 4% solo per la parte di valore del bene che supera un milione di euro (se il figlio è portatore di handicap, per la parte che supera 1,5 milioni di euro). Invece se si tratta di una donazione tra fratelli e sorelle, l’imposta è del 6% e si calcola solo sulla parte del valore che eccede 100mila euro. Tra altri parenti l’imposta è sempre del 6% senza franchigie mentre tra estranei è dell’8%.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 18725 del 27.07.2018.


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