Diritto e Fisco | Editoriale

Errori che ti possono far perdere un processo

26 giugno 2018


Errori che ti possono far perdere un processo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2018



Risollevare le sorti di un processo che sembra perso è difficile: inutile cambiare avvocato dopo che gli atti introduttivi della causa sono stati già scritti e depositati.

Se stai per intraprendere una causa o sei stato citato davanti al giudice da un’altra persona, è verosimile che, prima di firmare il mandato al tuo avvocato, gli abbia chiesto: «Che possibilità abbiamo di vincere?» e che lui, mostrando un’espressione prudente, ti abbia detto «Dipende da come la vede il giudice». Ti sembrerà strano, ma questa scena si ripete ogni volta che un cittadino si rivolge a un legale prima di una causa: il primo, speranzoso di poter ridurre i margini di successo a delle banali percentuali matematiche; il secondo, invece, in precario equilibrio tra il voler rassicurare il cliente e il non ingenerare in lui aspettative rischiose che potrebbero deluderlo (delusione che poi si riversa inevitabilmente sull’avvocato stesso). Tutto questo perché, nei nostri processi, vige una regola non sempre ben digerita dai cittadini, ma che è la stessa Costituzione a imporre: il giudice è soggetto solo alla legge. Significa che non è vincolato alle precedenti sentenze e se un suo collega ha deciso un caso simile in un determinato modo, non deve necessariamente tenerne conto. Ci sono comunque dei consigli che si possono dare, quelli di carattere generale, per evitare gli errori che possono far perdere un processo. Questi sbagli vengono comunemente commessi perché frutto di luoghi comuni, atti impulsivi, desiderio di vendetta, poca fiducia nel proprio avvocato. Qui di seguito ne analizzeremo alcuni.

Voglio un avvocato determinato e aggressivo

Sfatiamo un luogo comune: è finita l’epoca delle arringhe e delle lunghe discussioni in udienza. Oggi il processo civile è tutto scritto. Lo sta diventando anche quello penale. La suggestione non ha più alcun peso sul processo. Non conta l’avvocato deciso, ma quello studioso e preparato. Non ti fidare quindi delle apparenze: non poche volte dietro l’ostentazione di sicurezza c’è una recita per tranquillizzare il cliente. Verifica che il legale conosca la materia: non ti curare della sua aggressività che, anzi, spesso è controproducente perché indispettisce i colleghi, i giudici e, per di più, chiude gli occhi dinanzi alle più evidenti questioni logiche. A nostro avviso, l’avvocato deve essere umile. In questa umiltà gli riuscirà più semplice analizzare tutte le possibili chiavi di lettura della causa, non solo la versione suggerita dal cliente. Se il tuo avvocato ti sta prospettando come plausibili le mosse dell’avversario non lo fa perché lo sta difendendo o non è convinto delle tue ragioni ma perché vuol analizzare la questione da tutti i punti di vista, evitando sorprese nel corso del giudizio.

La scelta dell’avvocato è chiaramente molto importante. Anche se, è vero, c’è sempre un giudice che alla fine decide, e che può decidere anche a prescindere dai suggerimenti che gli danno i difensori delle parti, il legale deve saper suggerire al magistrato i percorsi logici da seguire, le motivazioni e soprattutto le giuste norme da applicare.

Voglio un avvocato uomo

Se hai pregiudizi sulle capacità delle donne di difendere un cliente è perché non hai mai avuto a che fare con una di loro. Non è in base al sesso che ti devi basare ma in base alla preparazione. Esistono pessimi avvocati uomini ed esistono donne geniali. Chi scrive ne ha conosciute tante.

Voglio un avvocato bravo

Preoccupati di verificare se il tuo avvocato ha esperienza nel campo per il quale chiedi assistenza. Anche un ottimo avvocato può perdere le cause se sconfina in territori che non gli sono propri. Il nostro consiglio è quindi di fare una discussione preliminare con il professionista, durante la quale saprai trovare il modo per “interrogarlo” ed accorgerti di quanta conoscenza ha maturato nella materia su cui verte il processo.

Presta attenzione alle offerte in mediazione

Una cosa molto importante in un processo è saper ascoltare anche le ragioni di controparte. Spesso succede che, accecati dalla presunzione, non ci si sforza di comprendere quali sono i motivi del comportamento dell’avversario. Invece è proprio da ciò che si possono trarre argomenti utili sia per la propria difesa, sia per trovare una soluzione bonaria. Soluzione che, molto spesso, può essere ricercata all’interno dell’organismo di mediazione: quell’organo che, in alcuni casi, deve essere per forza coinvolto nella gestione della crisi prima di passare dal tribunale.

In mediazione hai un’occasione imperdibile: quella di sbarazzarti, in un solo pomeriggio, di un giudizio lungo e dei suoi costi, del tuo avvocato (che certo non è a buon prezzo) e del rischio di perdere la causa e pagare le spese all’avversario. Non avrai un’occasione migliore di questa per chiudere il contenzioso con l’ausilio di un terzo che farà da paciere e cercherà di trovare una via di mezzo.

Testimoni preparati

Tutti i processi si basano sulle prove. Ogni diritto, del resto, può essere fatto valere solo in quanto venga dimostrato al giudice. Cosa significa tutto ciò? Che dovrai ricercare nel cassetto tutti i documenti che possono portare acqua al tuo mulino. Nello stesso tempo, per tutto quello che non potrai dimostrare con le carte, potrai rivolgerti ai testimoni. Anche se i parenti possono testimoniare, tanto più è labile il legame tra di voi tanto più attendibile verrà valutata la loro deposizione. Attento: non conta il numero dei testimoni ma ciò che questi dicono. Anche un solo testimone, se qualificato, può far vincere una causa. Non per questo devi preparare il testimone e istruirlo su ciò che deve dire (commetteresti reato); ma quantomeno cerca di investigare prima se il teste ricorda i fatti ed è informato su ciò che ti serve dimostrare. Diversamente potrebbe solo essere controproducente. Un testimone “preparato” a tavolino in anticipo viene facilmente scoperto dal giudice il quale potrebbe anche mal disporsi nei suoi riguardi. Ricorda: tu non puoi testimoniare a tuo favore nel processo civile (solo nel penale la vittima è testimone).

Rivolgiti ai tecnici prima di iniziare il processo

Per molte cause è necessario prima munirsi di una perizia tecnica. Pensa a un risarcimento del danno da incidente stradale o a un infortunio sul lavoro o al difettoso funzionamento di un macchinario. Il tuo consulente di parte redigerà una perizia che, seppur non può essere considerata una prova, potrà instradare il giudice il quale potrebbe ritenere necessario nominare un perito terzo e imparziale (il cosiddetto CTU, ossia il consulente tecnico d’ufficio).

Cambio avvocato

Nuovo giro nuova corsa: non credere di poter cambiare avvocato a ogni udienza e così di correggere gli errori già commessi in precedenza. Il processo si fotografa all’inizio. Per cui la sostituzione dell’avvocato presenta tre svantaggi:

  • metti in mezzo un professionista che non ha studiato la vicenda sin dal suo inizio e troverà più difficile farlo a causa già iniziata (così come è più difficile correggere un testo scritto da altri che non riscriverlo da capo);
  • il nuovo professionista non può modificare le carte in tavola: le eccezioni e le richieste di prova fatte negli atti introduttivi non possono essere più modificate. Non ha senso cambiare il fotografo dopo che gli scatti sono già stati effettuati;
  • pagherai due parcelle probabilmente “piene” senza aver alcun utile.

Se devi sostituire l’avvocato fallo prima che inizi la causa.


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