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Split Payment per i professionisti: che cos’è

27 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2018



Come funziona la scissione dei pagamenti: per quali enti è obbligatoria, chi deve versare l’Iva, per chi sarà abolita.

Addio allo split payment per i professionisti che fatturano alle pubbliche amministrazioni: l’abolizione è prevista a breve, con il cosiddetto decreto d’estate. Lo stop alla scissione dei pagamenti per i liberi professionisti è stato deciso perché questo meccanismo causa una notevole perdita di liquidità per i lavoratori autonomi che fatturano alle pubbliche amministrazioni, soggetti economicamente deboli, nella generalità dei casi: togliere ai professionisti l’incasso dell’Iva, difatti, ha determinato nell’ultimo anno un crollo dei flussi di cassa, soprattutto per coloro che lavorano prevalentemente con la P.A., mentre non ha comportato un notevole incremento delle entrate per lo Stato. Un ritorno al passato più che giustificabile, dunque. Restano assoggettati allo split payment, invece, i contribuenti diversi dai liberi professionisti; per loro, è comunque prevista una serie di nuove semplificazioni fiscali. In attesa di saperne di più sulle modifiche in materia di scissione dei pagamenti, facciamo il punto della situazione sullo split Payment per i professionisti: che cos’è, come funziona, chi sono gli obbligati a questa modalità di versamento dell’Iva.

Che cos’è lo split payment?

Lo split payment è un particolare meccanismo, introdotto nella legislazione italiana in materia di Iva di recente, che significa scissione dei pagamenti. Lo split payment ha un funzionamento simile all’inversione contabile: in pratica, chi emette la fattura non incassa l’Iva, che invece deve essere versata direttamente all’erario dal cliente, in questo caso l’ente pubblico.

La cosiddetta manovrina 2017 [1] ha ampliato l’ambito di applicazione dello split payment a tutte le operazioni dei professionisti effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a partire dal 1° luglio 2017. A breve, invece, si dovrebbe tornare indietro, abolendo questo meccanismo, che però resterà in vigore per i contribuenti diversi dai professionisti.

Come funziona lo split payment?

Con lo split payment, il professionista è tenuto ai seguenti adempimenti:

  • emettere fattura riportando nel documento l’annotazione “scissione dei pagamenti” e il riferimento all’articolo specifico del decreto Iva [2];
  • annotare le fatture emesse nel registro Iva vendite o in quello dei corrispettivi;
  • non computare l’imposta indicata nella liquidazione periodica Iva;

Ciò significa che l’Iva relativa alle operazioni interessate dallo split payment, pur essendo esposta in fattura separatamente, non deve essere considerata nel calcolo della liquidazione periodica, dal momento che è dovuta dalla Pubblica Amministrazione che acquista il servizio e non dal professionista fornitore.

Chi è obbligato allo split payment?

I contribuenti a cui la manovrina ha stato esteso lo split payment sono i professionisti che forniscono a pubbliche amministrazioni prestazioni di lavoro autonomo e subiscono in sede di fatturazione una ritenuta d’imposta. Sono poi obbligati a sottostare al meccanismo di split payment, in generale, imprese, società ed enti fornitori della pubblica amministrazione.

Chi versa lo split payment?

Sono obbligati allo split payment gli enti di seguito elencati, per le operazioni emesse nei loro confronti, in cui risultano soggetti passivi Iva:

  • tutte le pubbliche amministrazioni (Stato, organi statali, enti pubblici, Asl, Camere di commercio, Università, consorzi pubblici…);
  • gli enti e i soggetti inclusi nel conto consolidato della pubblica amministrazione;
  • le società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, di diritto o di fatto;
  • le società controllate di diritto direttamente dagli enti pubblici italiani;
  • le società quotate in borsa inserite nell’indice Ftse Mib.

Quali sono le sanzioni in materia di Spit payment?

Secondo una nota circolare dell’Agenzia delle Entrate [3], per quanto riguarda le sanzioni, il fornitore (quindi il professionista) ha l’obbligo di emettere fattura con l’indicazione “scissione dei pagamenti”, assieme al riferimento all’articolo che disciplina questo meccanismo del decreto Iva [2]: chi omette questo adempimento subisce delle sanzioni amministrative.

Per quanto concerne l’assolvimento dell’imposta verso l’erario, è responsabile la Pubblica Amministrazione, cioè l’ente pubblico “cliente”: l’omesso o ritardato pagamento Iva, dunque, è sanzionato in capo all’ente pubblico. La sanzione è pari al 30% dell’importo non versato.

Split payment: che cosa cambierà?

Con l’abolizione dello split payment per i professionisti, questi contribuenti non saranno più obbligati alla scissione dei pagamenti: torneranno dunque a emettere fattura normalmente, riceveranno anche l’importo dell’Iva dalle pubbliche amministrazioni e verseranno l’Iva come di consueto. Nulla cambierà, invece, per i contribuenti non liberi professionisti, salvo l’introduzione di un nuovo pacchetto di semplificazioni per questi ultimi.

note

[1] DL 50/2017.

[2] Art.17 ter Dpr 633/1972.

[2] Circ. 15/E/2015.

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