Diritto e Fisco | Editoriale

Se ho un prodotto alimentare ritirato dal mercato cosa devo fare?

28 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2018



Il consumatore ha diritto di restituire al negoziante il prodotto riturato dal commercio e chiedere la sostituzione o il rimborso del prezzo

Periodicamente il Ministero della Salute pubblica l’elenco dei prodotti alimentari ritirati dal commercio in quanto non ritenuti sicuri per la salute dei consumatori. Si tratta di prodotti che possono avere etichettature e confezioni non conformi, oppure che sono contaminati con allergeni (si pensi ad esempio ad una partita di patatine di mais, contaminate con farine contenenti glutine), o ancora che si sospetta contengano batteri, salmonella, anisakis. Il ritiro dal commercio può potenzialmente riguardare qualsiasi tipo di alimento: dado da cucina, acqua, latticini, pesce, patatine, zuppe pronte o liofilizzate, ecc. Se un produttore alimentare ha dunque motivo di ritenere che un alimento da lui importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito non soddisfi i requisiti di sicurezza igienico-sanitaria deve immediatamente bloccarne la distribuzione, se ancora nella sua disponibilità, oppure se già distribuito avviare immediatamente le procedure per ritirarlo dal mercato e informarne le autorità competenti. Il produttore, a seconda della gravità del caso, dovrà avvisare i consumatori circa i rischi del prodotto acquistato facendo affiggere avvisi presso i supermercati ove il prodotto è stato distribuito, oppure segnalando il problema sul proprio sito internet aziendale. Può però accadere che prodotti “contaminati” siano già stati venduti e si trovino già nelle nostre case: vediamo dunque cosa devo fare se ho un prodotto alimentare ritirato dal mercato.

Qui trovi l’elenco degli ultimi prodotti alimentari ritirati dal commercio dal Ministero della Salute.

Che differenza c’è tra ritiro e richiamo dal mercato

Il ritiro dal mercato di un prodotto si verifica quando l’azienda produttrice o distributrice del prodotto stesso scopre che questo non è sicuro per la salute dei consumatori e dunque ne blocca la produzione o la distribuzione.

Il richiamo è invece una procedura obbligatoria [1] cui si ricorre quando il prodotto è già stato acquistato dal consumatore. In questo caso l’operatore informa i consumatori in maniera efficace e accurata del motivo del ritiro e, se necessario, richiama (chiede ai consumatori di restituire) i prodotti già acquistati, quando altre misure non siano sufficienti a garantire un livello elevato di tutela della salute.

Come prevenire l’acquisto inconsapevole di prodotti “contaminati”

Innanzitutto, è buona regola controllare periodicamente il sito internet del Ministero della Salute, ove è pubblicato l’elenco degli alimenti richiamati e ritirati dal mercato. Questo elenco viene aggiornato non appena vengono comunicati dai produttori alimentari nuovi ritiri. Dunque, conoscere gli alimenti ritirati dal mercato prima di recarsi a fare la spesa può essere una soluzione per prevenire l’acquisto di prodotti che, nonostante il richiamo, sono per vari motivi ancora presenti sugli scaffali del supermercato. Può infatti accadere che i negozianti non siano aggiornati, oppure che qualche confezione appartenente al lotto ritirato dal commercio sia sfuggita al controllo degli addetti al supermercato, o ancora che la notizia del richiamo sia talmente recente da non aver consentito ai negozianti di provvedere all’eliminazione dei prodotti “incriminati”.

Cosa fare se si ha già acquistato un prodotto ritirato dal mercato

Dopo che l’operatore alimentare ha fornito la comunicazione, oppure dopo aver consultato l’elenco dei prodotti ritirati dal commercio sul sito del Ministero della Salute, il cliente può riportare il prodotto presso lo stesso esercizio commerciale ove lo ha acquistato e chiederne la sostituzione o la restituzione del prezzo.

Non è necessario presentare lo scontrino d’acquisto, anche se questo rende la procedura di sostituzione o rimborso molto più semplice, fornendo piena prova che il prodotto è stato lì acquistato.

La dimostrazione della spesa effettuata può infatti essere fornita con qualsiasi mezzo (ad esempio la prova testimoniale, l’estratto conto della carta di credito o del bancomat per chi ha pagato con pos). Addirittura, i nuovi codici a barre riescono a rintracciare l’origine di un prodotto e se questo è stato acquistato effettivamente presso un rivenditore o un altro.

Si consiglia vivamente di restituire il prodotto richiamato e di non consumarlo, soprattutto se questo viene ritirato dal commercio per “rischio microbiologico”, in quanto ciò significa che potrebbe contenere batteri o microrganismi nocivi per la salute.

Cosa devo fare per segnalare che il prodotto acquistato è pericoloso per la salute?

Infine, se il consumatore, ad esempio mangia un formaggio e contrae una salmonellosi sicuramente riconducibile al consumo di quell’alimento, oppure aprendo una confezione di spinaci surgelati nota che alcune foglie sono diverse dalle altre e non sono spinaci, deve immediatamente segnalare l’accaduto al produttore. Sulle confezioni dei prodotti è sempre indicato il nome e l’indirizzo del produttore e spesso anche il “numero verde” o “servizio clienti” al quale rivolgersi. Ciò può essere utilissimo per consentire al produttore o al distributore del prodotto non sicuro di compiere indagini più approfondite e, se necessario, richiamare i lotti già distribuiti sul mercato.

note

[1] Art. 19 paragrafo 1 del Regolamento CE 178/2002

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