Diritto e Fisco | Editoriale

Naspi scuola: come inviare la domanda di disoccupazione

27 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2018



I docenti a tempo determinato possono inviare la domanda di disoccupazione Naspi dopo la scadenza dell’incarico: ecco come fare.

Gli insegnanti a tempo determinato, nonostante siano dipendenti pubblici, hanno diritto all’indennità di disoccupazione, che ora si chiama Naspi: i docenti la cui scadenza dell’incarico è il 30 giugno, difatti, possono presentare, dal 1° luglio, la domanda di Naspi, alla pari di tutti i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l’occupazione, anche per scadenza del contratto a termine. Anche per i docenti, come per la generalità dei lavoratori, l’indennità di disoccupazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. Il termine per presentare le domande è di 68 giorni dalla fine dell’incarico: pertanto, per i professori che cessano dal servizio il 30 giugno, ci sarà tempo sino al 6 settembre per l’invio dell’istanza. Facciamo allora il punto della situazione sulla Naspi scuola: come inviare la domanda di disoccupazione, quali sono gli adempimenti da effettuare, chi ha il diritto di presentare la domanda Naspi, quali sono i requisiti per l’indennità.

Quali insegnanti hanno diritto alla Naspi?

Le condizioni per il diritto alla Naspi, per gli insegnanti, sono le stesse applicate alla generalità dei lavoratori; bisogna dunque possedere:

  • lo stato di disoccupazione (bisogna cioè aver perso il lavoro involontariamente, anche per scadenza del termine del contratto);
  • almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni (che non abbiano già dato luogo a una prestazione per disoccupazione)
  • 30 giornate effettivamente lavorate nell’anno.

Possono ricevere la Naspi, dunque, non solo i docenti precari il cui incarico si conclude il 30 giugno, ma anche coloro che hanno lavorato durante un minor periodo nell’anno, purché si rispettino i requisiti minimi e non siano trascorsi oltre 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

A quanto ammonta la Naspi?

La Naspi è pari al 75% del reddito imponibile medio mensile degli ultimi 4 anni, se inferiore a 1.208,15 euro. Se è superiore si aggiunge anche il 25% della differenza tra l’imponibile e i 1.208,15 euro. La Naspi non può mai superare, comunque, 1.314,30 euro mensili.

L’indennità diminuisce del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Come si compila la domanda Naspi?

La domanda Naspi segue la stessaprocedura valida per la generalità delle domande di disoccupazione.

Per chi possiede il codice Pin, la Cns (carta nazionale dei servizi) o l’identità unica digitale Spid, in particolare, è necessario:

  • accedere al portale web dell’Inps, area personale My Inps con le proprie credenziali;
  • digitare, nella maschera di ricerca, Domande di prestazione a sostegno del reddito;
  • una volta all’interno di questa pagina, è necessario cliccare su Naspi, Invio domanda;
  • a questo punto, si apre un form online di domanda, in cui appaiono i propri dati, integrabili col proprio numero di telefono fisso, cellulare ed email; è necessario poi precisare la propria qualifica (nel caso dei docenti, “impiegato/insegnante”);
  • appaiono anche precaricati i periodi di contribuzione precedenti e l’ultimo rapporto di lavoro;
  • nelle schermate successive, bisogna dichiarare (mettendo un puntino sul no) che non si percepiscono altri trattamenti e pensioni (a meno che non si percepisca una pensione d’invalidità o un altro trattamento), che il licenziamento non è avvenuto per causa di malattia, che non si percepisce o percepirà l’indennità di mancato preavviso; bisogna inoltre specificare l’eventuale svolgimento di lavoro all’estero;
  • si deve poi mettere il flag sul possesso del requisito di almeno 30 giornate di lavoro nell’anno;
  • durante la compilazione, bisogna specificare se attualmente si svolge lavoro subordinato, autonomo, occasionale o parasubordinato e l’ammontare del reddito presunto nell’anno(in quanto la disoccupazione è ridotta dell’80% del nuovo reddito; oltre gli 8mila euro, per i redditi di lavoro dipendente e assimilati ed oltre i 4800 euro, per i redditi di lavoro autonomo, si perde il diritto all’indennità);
  • -viene, contestualmente alla domanda, richiesta la compilazione della Did, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e alle iniziative di politica attiva, necessaria per l’ottenimento dello stato di disoccupazione, a meno che non sia già stata resa presso un centro per l’impiego;
  • bisogna poi specificare se si desidera l’applicazione delle detrazioni per reddito di lavoro dipendente o per carichi di famiglia (in caso positivo è necessario compilare online il modello MV10) e se si ha diritto agli assegni al nucleo familiare (anche in questo caso si deve compilare l’apposito modello online);
  • se si desidera l’accredito della Naspi nel proprio conto corrente, bisogna inserire il proprio codice Iban, diversamente si può scegliere, come modalità di pagamento, il bonifico domiciliato;
  • al termine della compilazione del form, è possibile allegare dei documenti e scrivere delle note;
  • infine, se si ritiene di dover fare ulteriori modifiche alla domanda, nell’ultima pagina del form bisogna cliccare su Salva ed Esci, per poter rientrare e terminare la compilazione; diversamente, andrà cliccata la scritta Conferma e si potrà procedere direttamente all’invio della domanda;
  • inviata la domanda, è stampabile sia il modello di domanda stesso, che la ricevuta col numero di protocollo.

Per chi non possiede Pin, Cns o Spid, è possibile presentare la domanda tramite patronato; per chi li possiede ma ha difficoltà nei collegamenti internet, è possibile chiamare il numero verde 803.164 ed essere assistiti da un operatore.

Come funziona la domanda Naspi precompilata?

Per chi ha perso da poco il lavoro è direttamente l’Inps ad informare, in tempo reale, che si possiedono i requisiti per inviare la domanda Naspi e ricevere così la prestazione di disoccupazione. All’interno dell’area personale My Inps, difatti, sarà messo a disposizione dei lavoratori che hanno perso involontariamente l’impiego un apposito link per l’accesso alla domanda Naspi precompilata. Il servizio, inizialmente attivato in via sperimentale, sarà ampliato alla generalità dei lavoratori dipendenti.

Quando si perde la Naspi?

Se, dopo aver inviato la domanda Naspi, si viene nuovamente reimpiegati (come dipendenti o cococo), la disoccupazione si sospende se il contratto ha una durata minore di 6 mesi ma il reddito derivante dalla nuova attività supera gli 8mila euro annui; se il reddito risulta inferiore, la Naspi viene ridotta di un importo pari all’80% del nuovo reddito.

Se l’occupazione è a tempo indeterminato, o a tempo determinato superiore ai 6 mesi ed il reddito supera 8mila euro, si decade dalla Naspi.

Per gli altri casi di decadenza o riduzione della Naspi, vedi: Quando si perde la disoccupazione?


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