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Soldi nelle cassette di sicurezza: ci sono accertamenti fiscali?

27 giugno 2018


Soldi nelle cassette di sicurezza: ci sono accertamenti fiscali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2018



Si possono mettere i soldi nella cassetta patrimoniale per evitare gli accertamenti fiscali?

Hai accumulato una discreta somma in contanti, frutto di alcuni affari andati a buon fine, di vincite al gioco e di regali accumulati nel tempo. Vorresti depositarli sul tuo conto corrente ma ti spaventa il fatto che a saperlo non sarebbe solo tua moglie – dalla quale stai per separarti e che, in tal caso, avrebbe diritto alla metà – ma anche il fisco. L’Agenzia delle Entrate potrebbe chiederti chiarimenti fino a cinque anni dopo; in un’ipotesi del genere non avresti come dimostrare la provenienza del denaro, per quanto frutto di operazioni lecite. E siccome, quando arrivano i controlli, il “fisco può presumere”, ma spetta sempre al contribuente difendersi e presentare le prove contrarie (necessariamente documentali), non vuoi correre rischi di alcun tipo. Che fai? Conservare i contanti in casa non è una via percorribile per il rischio dei furti. Non ti resta che nasconderli in una cassetta di sicurezza della banca. In tal caso nessuno saprà cosa c’è dentro: salva la possibilità di una rapina (ma in quel caso sarebbe l’istituto di credito a rimborsarti), non dovresti avere ulteriori problemi. È davvero così? Se depositi dei soldi nelle cassette di sicurezza, ci sono accertamenti fiscali?

In questo articolo ti daremo le risposte che stai cercando: ti spiegheremo, in particolare, quanto rischi nel lasciare i tuoi risparmi all’interno del caveau della banca: chi mai potrà sapere cosa conservi all’interno e quali poteri di intervento potrebbe avere l’Agenzia delle Entrate qualora dovesse sospettare la presenza di beni sottratti alla tassazione. Ma procediamo con ordine.

Cassette di sicurezza: chi può sapere cosa c’è dentro?

Il contratto in forza del quale la banca consente al cliente di disporre di una o più cassette di sicurezza prevede, da un lato, l’obbligo per quest’ultimo di dichiarare solo il valore dei beni conservati all’interno delle stesse e, dall’altro, l’astensione per l’istituto di credito di prendere visione del contenuto. Del resto, l’apertura della cassetta di sicurezza avviene attraverso modalità tali che escludono la possibilità di ingerenze da parte di terzi. Si usa di solito il sistema della doppia chiave: una resta nella disponibilità della banca e l’altra del cliente.

A questo punto è chiaro che nessuno, oltre al titolare, sa cosa c’è dentro la sua cassetta.

Cassette di sicurezza: si può nascondere soldi contanti?

Nulla esclude che il titolare di una cassetta di sicurezza possa nascondere, all’interno della stessa, dei soldi contanti. È del tutto lecito preferire, al tradizionale versamento sul conto corrente, la custodia delle somme nelle cassette di sicurezza. Il vantaggio è che, a differenza del conto, il deposito della cassetta di sicurezza non è trasparente agli occhi del fisco ed anche a quelli della moglie, eventuale cointestataria del rapporto bancario.

L’unico obbligo per il cliente – come abbiamo detto poc’anzi – è di dichiarare all’istituto di credito il valore dei beni conservati nella cassetta, valore che, in questo caso, corrisponderà all’importo in contanti.

Che succede se i ladri svaligiano le cassette di sicurezza?

Se i ladri dovessero svaligiare le cassette di sicurezza, la banca è tenuta a risarcire il valore custodito all’interno di queste entro i limiti del massimale. Non si applica più il massimale se la rapina è avvenuta per colpa della banca, che non ha predisposto idonee misure di sicurezza.

Se la somma in contanti da depositare nella cassetta supera il massimale si potrà pensare di frammentarla in più depositi presso differenti istituti di credito, ciascuno dei quali al di sotto del relativo massimale.

L’Agenzia delle Entrate può fare controlli sulle cassette di sicurezza?

Veniamo ora al problema da cui siamo partiti: se si mettono i contanti in una cassetta di sicurezza si evitano i controlli fiscali? In verità, l’Agenzia delle Entrate riceve dalle banche tutte le informazioni relative ai rapporti in essere coi cittadini: dai conti correnti alla gestione di titoli, dai bonifici ricevuti a quelli effettuati, dal saldo conto alla lista di tutti i movimenti, dai versamenti di contanti ai pagamenti con carte di credito e di debito, dalla gestione di un portafoglio titoli al cambio di assegni allo sportello della banca, dall’emissione di certificati di deposito ai buoni fruttiferi anche ereditati. In questo elenco non potevano mancare anche i contratti per l’utilizzo di cassette di sicurezza. Anche queste informazioni sono infatti contenute nel maxi database chiamato “anagrafe dei rapporti tributari” e ai più noto con il nome “anagrafe dei conti correnti”.

Un provvedimento di Banca di Italia, del 2013 e ancora in vigore, su adeguata verifica secondo la normativa antiriciclaggio, prevede che la locazione di cassette di sicurezza è considerato un rapporto continuativo ai fini antiriciclaggio. Tradotto vuol dire che l’amministrazione fiscale (tramite anagrafe) sa chi ha una cassetta di sicurezza in una banca italiana, con la conseguenza che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza potranno fare una verifica a tappeto su tutti quelli che hanno cassetta in banche.

Ebbene, se anche il fisco sa che hai una cassetta di sicurezza non può conoscere cosa c’è al suo interno. Questo non toglie che possa procedere a una verifica bancaria, nel rispetto ovviamente della privacy e delle regole sulla tutela del contribuente, e previa autorizzazione del direttore centrale per l’accertamento o di quello regionale. Di tanto abbiamo parlato in Accertamento bancario dell’Agenzia delle Entrate e controllo del conto: cosa fare?

Nella prassi comune è già molto difficile che il fisco esegua controlli affidandosi all’anagrafe dei conti correnti (ragion per cui, di recente, l’Agenzia delle Entrate è stata “bacchettata” dalla Corte dei Conti, che ha richiesto un maggiore utilizzo di questo valido strumento di contrasto all’evasione fiscale); ancor più improbabile è che esegua controlli sulle cassette di sicurezza, anche se nulla lo esclude.

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Autore immagine: 123rf com

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