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Possibile diminuire l’Imu e aumentare la Tasi? Il Mef dice no

3 Giugno 2017 | Autore:
Possibile diminuire l’Imu e aumentare la Tasi? Il Mef dice no

Risoluzione del Ministero dell’economia e delle finanze sulle aliquote Imu e Tasi 2017. Le ultime novità.

Il Ministero dell’economia e delle finanze [1] ha fornito indicazioni sulle aliquote Imu e Tasi 2017, in vista del primo appuntamento con il versamento dell’acconto, in scadenza il 16 giugno. Vediamo di cosa si tratta.

Possibile diminuire l’Imu e aumentare la Tasi?

E’ stato posto al Mef, sotto forma di quesito, se fosse consentito una riduzione dell’aliquota dell’imposta municipale propria (Imu) per le categorie catastali D1, D2, D4, D6 e D7 e contemporaneamente un’aumento dell’aliquota del tributo per i servizi indivisibili (Tasi), fermi restando i limiti di legge.

Nello specifico, è stato chiesto se fosse possibile una riduzione dell’attuale aliquota dell’Imu dal 10 per mille al 7,6 per mille, deliberando contemporaneamente, per le stesse categorie catastali, l’applicazione dell’aliquota Tasi, attualmente fissata allo zero per mille, al 2,4 per mille.

Aumenti Tasi: cosa dice il Mef

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha chiarito che non è possibile diminuire l’IMU e aumentare la Tasi se non a specifiche condizioni.

Infatti la manovra prevista avrebbe la conseguenza di aumentare la pressione fiscale per gli occupanti degli immobili.

Per essere realizzata, dovrebbe chiaramente prevedere:

  • per gli immobili locati, il mantenimento delle aliquote allo stato vigenti ovvero l’Imu al 10 per mille e la Tasi azzerata;
  • per gli immobili non locati, l’aliquota Imu al 7,6 per mille e l’aliquota Tasi al 2,4 per mille.

Altra soluzione percorribile potrebbe essere quella di assoggettare anche gli immobili dati in locazione alle nuove aliquote Imu (7,6 per mille) e Tasi (2,4 per mille), con rinuncia però da parte del Comune alla Tasi dovuta dagli occupanti.


note

[1]  Risoluzione 2/D del Ministero dell’economia e delle finanze


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