Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa fare se mi accorgo di non aver pagato una tassa

28 giugno 2018


Cosa fare se mi accorgo di non aver pagato una tassa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2018



Quali rischi se non si pagano le tasse o le si pagano in ritardo: il ravvedimento operoso e l’arrivo delle cartelle di pagamento. 

Se le tasse si pagassero tutte in un solo giorno dell’anno forse avremmo contezza di quanto regaliamo allo Stato e, probabilmente, potremmo anche pianificare meglio il portafoglio familiare. Ma, per ragioni di varia natura (legate anche al fatto che gli enti titolari delle imposte sono spesso diversi), le tasse si versano in momenti diversi. Sicché è anche facile dimenticarsi talvolta qualche scadenza. Tra acconti, rate, saldi e conguagli le scadenze fiscali sono così tante che non poche volte ci si accorge di non aver pagato una tassa. Vogliamo fare un esempio? Sapresti dirmi, così… su due piedi, il giorno preciso in cui scade il tuo bollo auto o la tassa sulla spazzatura? E quando dovrai pagare la prossima rata della Tasi? Sono convinto che se non leggessi i giornali o non ti avvisasse il commercialista, in diverse occasioni correresti anche tu il rischio di saltare qualche scadenza. Ecco, mettiamoci proprio in una situazione del genere e immaginiamo che un giorno tu ti accorga di aver saltato una scadenza. Che fai? La prima cosa che ti chiedi sarà certamente «cosa fare se mi accorgo di non aver pagato una tassa». Ebbene, la risposta è molto facile: tutto dipende da quanto tempo è passato dalla scadenza.

Possibile? Sì: gli “evasori” sono trattati diversamente non in base alla buona o malafede (chi del resto potrebbe capire se lo hai fatto apposta o meno) ma sulla scorta di quanto ritardo è stato accumulato. Se infatti sani la tua morosità subito, pagherai delle sanzioni minime. Se invece aspetterai molto tempo, in genere più di un anno, le conseguenze possono essere pesanti. Se poi l’ente si accorge che non hai pagato e ti invia un accertamento e, successivamente a questo, iscrive il proprio credito a ruolo, ti accorgerai di non aver pagato la tassa dall’arrivo della cartella esattoriale. Non ti potrai più giustificare, in quel caso, e l’unico modo per correre ai ripari potrà tutt’al più essere quello di chiedere una rateazione. Ma sconti sulle richieste di pagamento dell’agente della riscossione, come già certamente saprai, non esistono. Non ti resta allora che sperare di annullare la cartella di pagamento.

Detto ciò, cerchiamo di fare il punto della situazione e di spiegare cosa fare se ti accorgi di non aver pagato una tassa.

Brevi ritardi nel pagamento della tassa e ravvedimento operoso

C’è chi si accorge di non aver pagato la tassa dopo pochi giorni o qualche settimana, magari apprendendo da un amico o dal proprio consulente che la scadenza è ormai passata. In questi casi non devi temere: la possibilità di un accertamento è molto remota (di solito intervengono non prima di un anno dalla morosità, anche per darti il tempo di “ravvederti”) ed è sicuramente scongiurato il rischio dell’arrivo di una cartella esattoriale o, peggio, di un pignoramento.

Devi sapere infatti che la legge ti consente, se ti attivi entro un anno dalla scadenza del termine per pagare la tassa, di usufruire di un particolare meccanismo detto ravvedimento operoso. Il nome già spiega di cosa si tratta: chi si ravvede, e lo fa non perché glielo ha ricordato l’amministrazione, ma perché si è messo lui stesso in moto (da cui il termine “operoso”) può usufruire di un notevole sconto sulle sanzioni per l’omesso pagamento.

Cos’è il ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso consente al contribuente o al coobbligato di sanare le omissioni nel pagamento delle imposte. Il ravvedimento operoso è possibile per qualsiasi tipo di violazione fiscale, salvo che ci sia stato un intento fraudolento nei confronti del fisco.

In cosa consiste il ravvedimento operoso?

Il termine “ravvedimento operoso” ti ha preoccupato? Pensi che sia una operazione difficile? Affatto. Tutto ciò che devi fare è andare a pagare presso l’amministrazione titolare del credito secondo le stesse modalità che avresti dovuto seguire qualora ti fossi mosso per tempo. Significa che devi presentare o ripresentare la dichiarazione oppure la comunicazione, o semplicemente eseguire il versamento del tributo e, nello stesso tempo, pagare le sanzioni aggiuntive ma ridotte, nonchè gli interessi legali.

Invece, quando la liquidazione delle imposte non viene effettuata autonomamente dall’utente ma deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si realizza con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di 60 giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione (pensa ad esempio alle imposte sulla successione ove il ravvedimento richiede la comunicazione circa tale intenzione all’Ufficio).

Ravvedimento operoso per l’Irpef, Iva, Irap e le altre imposte sui redditi

Se hai dimenticato di versare l’Irpef o le altre imposte sui redditi, il ravvedimento può avvenire senza limiti temporali, purché tu non abbia già ricevuto un avviso bonario (emesso a seguito di liquidazione automatica/controllo formale della dichiarazione) o un atto impositivo (avviso di accertamento, di liquidazione, di recupero del credito d’imposta, di contestazione della sanzione o cartella di pagamento).

Ravvedimento operoso per imposte comunali

Invece, per i tributi dovuti a Comuni (ad esempio Imu, Tasi, Tari, ecc.), il ravvedimento è inibito dal controllo fiscale. Esso può avvenire entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore.

Ravvedimento sprint

Se paghi con massimo di quattordici giorni di ritardo puoi usufruire del ravvedimento sprint. In tal caso la sanzione del 15% è ridotta a 1/15 per giorno di ritardo.

Facciamo un esempio. Se un pagamento di 1.000 euro viene eseguito con due giorni di ritardo e il ravvedimento viene posto in essere entro i trenta giorni, la sanzione sarà pari a 2 euro, in quanto:

  • si ha una riduzione ad un quindicesimo per ogni giorno di ritardo, per cui la sanzione da corrispondere diviene di 20 euro (150 x 2/15);
  • per effetto del ravvedimento operoso, si ha una sanzione di 2 euro (20/10).

In pratica, per i versamenti tardivi che avvengono nei 14 giorni successivi alla scadenza di legge le sanzioni “ordinarie” variano, a seconda dei giorni di ritardo, dall’1% per un giorno di ritardo (1/15 del 15%) al 14% per 14 giorni di ritardo (14/15 del 15%). Se entro i suddetti 14 giorni si effettua il ravvedimento operoso, tali sanzioni sono ulteriormente ridotte ad un decimo, diventando quindi dello 0,1% per un giorno di ritardo (1/15 del 15% : 10) e dell’1,4% per 14 giorni di ritardo (14/15 del 15% : 10).

Interessi legali

Col ravvedimento operoso è necessario pagare, oltre alle sanzioni in misura ridotta, anche gli interessi legali.

Gli interessi legali maturano giorno per giorno e si applicano all’importo dovuto a titolo di imposta, escluse le sanzioni.

La formula è la seguente: tributo dovuto x tasso legale annuo x numero di giorni/365.

Le modalità del ravvedimento operoso

Esistono tre diversi tipi di ravvedimento operoso:

  1. una prima che riguarda il ritardato versamento delle imposte (ad esempio: dimentichi di pagare l’Irpef o l’imposta di registro): in tal caso è possibile ottenere una riduzione della sanzione da 1/10 a 1/5, a seconda di quando il ravvedimento avviene;
  2. una seconda, per la generalità delle violazioni non collegate al ritardo di imposta (ad esempio non dichiari un reddito ricevuto): in tal caso è possibile ottenere una riduzione della sanzione da 1/9 del minimo a 1/5 del minimo, a seconda di quando il ravvedimento avviene;
  3. una terza, per la dichiarazione tardiva (ad esempio quando dimentichi di presentare la dichiarazione dei redditi): comporta la riduzione della sanzione a 1/10 del minimo, possibile solo entro 90 giorni dal termine per la dichiarazione.

Con il ravvedimento è possibile sanare solo violazioni tributarie, e non di altra natura, ancorchè siano connesse a queste ultime (si pensi ai tardivi versamenti di contributi previdenziali).

Termini entro cui fare il pagamento e sanzioni

Nelle tabelle che seguono abbiamo indicato a quanto ammontano le sanzioni da pagare in base al momento entro cui avviene il pagamento ritardato mediante il ravvedimento operoso.

Violazioni sostanziali

Si tratta di errori e omissioni (ad esempio integrazioni in aumento delle dichiarazioni dei redditi validamente presentate) o sul pagamento (ad esempio omesso o tardivo) del tributo.

  Termini di ravvedimento operoso

Modalità e riduzione sanzione

  Esecuzione dell’adempimento a suo tempo omesso (es. emissione della fattura omessa o di una fattura integrativa, presentazione di dichiarazione integrativa che contenga i dati corretti o precedentemente omessi) + versamento della sanzione ridotta:
– entro 90 giorni dalla data della violazione, ovvero, se la violazione si concretizza con la presentazione della dichiarazione (ad es. per le violazioni riguardanti il contenuto o la documentazione della dichiarazione), entro 90 giorni dal termine di presentazione della stessa
– ad 1/9 del minimo  (1) (2)
– termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa o, se non è prevista dichiarazione periodica, un anno dall’omissione o dall’errore
– ad 1/8 del minimo  (1)
– termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui la violazione è stata commessa o, se non è prevista dichiarazione periodica, due anni dall’omissione o dall’errore
– 1/7 del minimo  (1) (3)
– oltre il termine che precede
– 1/6 del minimo  (1) (3)
– dopo la constatazione della violazione tramite PVC
– 1/5 del minimo  (1) (3)

Omesso o tardivo versamento

Può riguardare il pagamento, totale o parziale, a saldo o in acconto, di un qualsiasi tributo.

Momento di effettuazione del versamento

Termine ravvedimento e riduzione sanzione

Riduzione sanzione

– tra il 2° e il 14° giorno dalla scadenza (c.d. ravvedimento “sprint”) – 30 giorni dalla scadenza 0,1% (1/15 × 1/10 del 15%), per ogni giorno di ritardo nel pagamento del tributo omesso
– 90 giorni dalla scadenza 0,11% (1/15 × 1/9 del 15%), per ogni giorno di ritardo nel pagamento del tributo omesso
– termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa 0,13% (1/15 × 1/8 del 15%), per ogni giorno di ritardo nel pagamento del tributo omesso  (1)
– tra il 15° giorno e il 90° giorno dalla scadenza originaria (c.d. ravvedimento “breve”, fino al 30° giorno, “trimestrale” fino al 90°) – 30 giorni dalla scadenza 1,5% (1/10 del 15%)
– 90 giorni dalla scadenza 1,67% dell’importo non versato (1/9 del 15%)
– termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa 1,88% dell’importo non versato (1/8 del 15%)  (1)
– tra il 91° giorno e fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa o, se non è prevista dichiarazione periodica, un anno dall’omissione (c.d. ravvedimento lungo) – 3,75% dell’importo non versato (1/8 del 30%)
– oltre il termine precedente ed entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui la violazione è stata commessa o, se non è prevista dichiarazione periodica, due anni dall’omissione (c.d. ravvedimento biennale) – 4,29% dell’importo non versato (1/7 del 30%)  (2)
– oltre il termine che precede (c.d. ravvedimento ultrabiennale) – 5% dell’importo non versato (1/6 del 30%)  (2)
(1)  Provvedendosi, al più tardi  entro tale termine
(2)  solo per  art. 13 c. 1-bis e 1-ter D.Lgs. 472/97).

Omessa presentazione Mod. F24

Violazione

Termini di regolarizzazione

Modalità e riduzione sanz.

F24 a saldo zero:
il modello con i dati della compensazione consente all’AE di verificare la correttezza delle
– presentazione entro 1 anno del modello omesso
– versamento sanzione ridotta, come segue:
entro 5 giorni dall’omissione € 5 (1/10 x € 50)
dal 6° giorno al 30° giorno € 10 (1/10 x € 100)
dal 31° giorno al 90° giorno € 11 (1/9 x € 100)
dal 91° giorno all’anno dall’omissione € 12 (1/8 x € 100)
F24 con  compensazione parziale:
in concreto si ha violazione di omesso versamento del saldo a debito – a condizione che i crediti utilizzati in compensazione siano sorti precedentemente allo scadere del termine previsto per il pagamento dei tributi compensati, in caso contrario, infatti, si avrebbe omesso versamento di ciascuno specifico tributo –
– presentazione del modello omesso
– versamento contestuale di:
– importo a debito risultante dalla compensazione
– gli interessi moratori
– sanzione ridotta in base a quanto indicato per l’omesso versamento (v. n.  10560)

Se passa oltre un anno di ritardo

Se dovesse decorrere oltre un anno da quando ti accorgi che hai dimenticato di pagare una tassa non potrai più ricorrere al ravvedimento operoso. A questo punto possono succedere due cose:

  • paghi spontaneamente, sanando la mora ma con le sanzioni in misura piena;
  • aspetti di ricevere un avviso di accertamento. In tale ipotesi, però, le sanzioni saranno superiori. Dall’altro lato però potrebbe succedere che l’amministrazione si dimentichi anch’essa dell’omissione (o neanche se ne accorga) e in tal caso potrai sempre aggrapparti alla prescrizione. Se l’imposta cade in prescrizione non sei più tenuto a versare nulla. La Prescrizione è differente a seconda del tipo di imposta. In particolare è di 10 anni per Irpef, Iva, Irap, Ires, camera di commercio, bollo Rai; di 5 anni per Imu, Tasi, Tari, contributi previdenziali Inps e Inail; 3 anni per bollo auto.

Se arriva la cartella di pagamento

Se non ti decidi a pagare la tassa neanche con l’avviso di accertamento, l’amministrazione iscriverà a ruolo il proprio credito e delegherà l’agente della riscossione (che per le imposte erariali è Agenzia Entrate Riscossione) a riscuotere le somme. Così riceverai la cartella di pagamento contro la quale potai pur sempre fare opposizione.

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Autore immagine: 123rf com


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