Diritto e Fisco | Editoriale

Scheda carburante fino al 2019 ma con pagamenti tracciabili

28 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2018



Rinviato l’obbligo della fattura elettronica ma rimane quello di non pagare benzina o gasolio in contanti. Che cosa cambierà dal 1° gennaio?

Il Governo ha allineato l’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto di carburante da parte dei titolari di partita Iva a quello per tutte le operazioni tra privati. Un obbligo, quindi, che entrerà in vigore per tutti il 1° gennaio 2019. Viene, dunque, tenuta in vita per altri 6 mesi la scheda carburante in cui si registra la spesa sostenuta per il pieno di benzina o di gasolio ai fini della deduzione sulla dichiarazione dei redditi. Ma…c’è un «ma». Per recuperare una parte dei costi sarà necessario utilizzare la scheda carburante fino al 2019 ma con pagamenti tracciabili. Niente contanti, insomma. Qualsiasi cosa ma non i contanti. Vediamo allora che cosa prevede il decreto legge che rinvia l’obbligo della fattura elettronica per i carburanti e che cosa cambierà dal 1° gennaio quando quest’obbligo entrerà in vigore.

Scheda carburante: il rinvio della fattura elettronica

Il decreto legge approvato dal Governo rinvia, dunque, l’obbligo di emissione della fattura elettronica per la cessione di carburanti che doveva entrare in vigore il 1° luglio 2018. Significa che la scheda carburante resterà valida fino al 1° gennaio 2019, data in cui sarà doverosa l’emissione del documento digitale per tutte le operazioni tra privati. Tuttavia, l’Esecutivo ha scelto la linea del doppio binario. Che cosa significa? Significa che, da un lato e per altri sei mesi, non ci sarà l’obbligo della e-fattura da parte del titolare del distributore di carburante e che, quindi, sarà ancora possibile documentare le spese di gasolio o di benzina attraverso la scheda carburante per poter avere accesso il prossimo anno alle deduzioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi e alla detrazione dell’Iva.

Dall’altro lato, invece, il Governo non rinuncia comunque ad evitare eventuali trucchetti per evadere il Fisco e chiede, per poter usufruire dei benefici fiscali, che i pagamenti del carburante siano tracciabili. Il che vuol dire che non si può pagare un pieno in contanti ma che occorre farlo con qualsiasi altro strumento che lasci traccia, come la carta di credito o di debito o anche un assegno.

Scheda carburante: che succederà dal 1° gennaio?

Dal 1° gennaio 2019, dunque, non sarà più possibile documentare le spese della benzina o del gasolio attraverso la scheda carburante ma occorrerà iniziare ad emettere (e a ricevere e conservare) la fattura elettronica per i soggetti che hanno una partita Iva e che agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni. Questo documento deve avere tre caratteristiche:

  • l’integrità, cioè la garanzia per il destinatario che il contenuto della fattura non sia stato alterato in fase di emissione o di trasmissione;
  • l’autenticità, cioè la garanzia che la fattura elettronica ricevuta è quella trasmessa dalla persona che l’ha emessa;
  • la leggibilità, cioè la garanzia che il documento sia correttamente visualizzabile su uno schermo anche attraverso la conversione del formato originale.

La fattura elettronica che sostituirà la scheda carburante dal 2019 non deve, per forza, riportare il numero di targa, anche se inserire questo dato può aiutare a collegare l’auto alla persona che ha sostenuto la spesa per il carburante. Quello che, invece, occorrerà riportare è il costo complessivo di tutto ciò che viene acquistato al distributore. Se, ad esempio, oltre al carburante si prende anche l’olio per il motore e le spazzole per il tergicristallo, occorrerà segnare tutto.

Come verrà emessa e trasmessa la fattura elettronica

La fattura elettronica che sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2019 al posto della scheda carburante verrà emessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), già utilizzato per le fatture alla Pubblica amministrazione.

L’emissione avviene in due momenti:

  • il primo consiste nella trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio;
  • il secondo, nel recapito della fattura al destinatario.

La trasmissione avviene mediante:

  • posta elettronica certificata (Pec);
  • la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • l’app per smartphone o altro dispositivo mobile;
  • un software da installare sul pc.

L’emittente può anche utilizzare un sistema di cooperazione applicativa, noto come Sdicoop, oppure una rete di terminali remoti collegati tramite un protocollo ftp.

Quando si ritiene emessa la fattura elettronica?

La fattura elettronica si considera effettivamente emessa quando sono stati superati i controlli effettuati dal Sistema di Interscambio. Al momento della consegna al destinatario, viene recapitata all’emittente una ricevuta che conferma l’esito positivo del processo di controllo, di recapito e di consegna della fattura. In caso contrario, cioè se il processo di controllo non è andato a buon fine, all’emittente viene inviata una ricevuta di scarto: significa che la fattura non è stata considerata emessa. A questo punto, l’emittente sarà tenuto a fare una nota di variazione interna ed a rielaborare il file e la sua trasmissione. In pratica, dovrà rifare la procedura da capo.

Come verrà inviata la fattura elettronica all’acquirente?

Il recapito della fattura elettronica all’acquirente del carburante avviene allo stesso modo della trasmissione, tranne che per la procedura web o per l’app da smartphone o da altro dispositivo mobile.

La ricevuta viene considerata tale nel momento in cui risulta che la fattura è stata recapitata all’acquirente, a seconda della modalità e cioè:

  • attraverso la Pec: la data della ricevuta di consegna inviata dal gestore della posta elettronica certificata;
  • attraverso il canale accreditato Sdicoop: la data riportata all’interno della «response» del servizio;
  • attraverso ftp: la data in cui si conclude con successo la trasmissione del file.

Il destinatario può utilizzare, per il recapito della fattura elettronica, il servizio di registrazione dell’indirizzo telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate: così facendo, le fatture verranno sempre inviate all’indirizzo registrato.

Che succede se per un problema tecnico non ricevo la fattura elettronica?

Potrà capitare che un problema tecnico impedisca il recapito della fattura elettronica che dal 1° gennaio sostituirà la scheda carburante. Niente panico: il Sistema di Interscambio, da una parte rilascia sempre un duplicato nell’area personale del destinatario presso il sito dell’Agenzia delle Entrate e, dall’altra, informa l’emittente, il quale è obbligato ad informare l’acquirente di avere a disposizione la fattura anche attraverso l’invio telematico della stessa.

La fattura elettronica sarà solo per titolari di partita Iva?

Non è detto che a richiedere la fattura elettronica per l’acquisto di benzina o gasolio dovrà essere per forza il contribuente titolare della partita Iva. Ci saranno alcuni casi particolari come questi.

Acquisto di carburante da parte di dipendenti

Possono chiedere la fattura elettronica per l’acquisto di benzina o gasolio riconducibile al soggetto passivo di imposta i dipendenti in trasferta con auto aziendale che abbiano effettuato il pagamento con la propria carta di credito (e non con quella della società per cui lavora). L’importante è che la spesa sia riconducibile all’azienda con strumenti tracciabili e che i dipendenti vengano rimborsati, anche in questo caso, con strumenti tracciabili come il bonifico bancario.

Acquisto di carburante con buoni e card

Possono essere utilizzati per il pagamento della benzina o del gasolio con obbligo di emissione della fattura elettronica buoni e carte monouso, cioè buoni carburante e carte ricaricabili o non presso i distributori della stessa compagnia.

Per quanto riguarda, invece, i buoni e le carte multiuso, cioè buoni carburante e carte ricaricabili e non presso distributori gestiti da compagnie diverse o che consentono l’acquisto di più beni o servizi (le spazzole del tergicristallo, il lavaggio dell’auto, l’olio per il motore) la cessione o la ricarica non è soggetta a Iva e, quindi, non è richiesta la fattura elettronica.

Chi non dovrà richiedere la fattura elettronica?

L’obbligo di fattura elettronica al posto della scheda carburante per l’acquisto di benzina o gasolio ha le sue eccezioni. Questa pratica non è necessaria per l’acquisto di:

  • carburante diverso dalla benzina o dal gasolio (gpl o metano, ad esempio). In questi casi, e fino al 31 dicembre 2018, va utilizzata la scheda carburante;
  • benzina o gasolio utilizzati per uso diverso dall’auto come, ad esempio, il tagliaerba, l’impianto di riscaldamento o un gruppo elettrogeno.

Sono esclusi dall’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto di carburante i soggetti passivi che appartengono al regime dei minimi o a quello forfettario.

Quali saranno i vantaggi della fattura elettronica per i contribuenti?

Chi dal 1° gennaio 2019 comunicherà elettronicamente le operazioni di vendita di gasolio o benzina attraverso la e-fattura che sostituisce la scheda carburante avrà questi vantaggi:

  • esonero dall’obbligo di presentare lo Spesometro, la Blacklist e i contratti stipulati da società di leasing;
  • esonero di comunicazione degli acquisti di beni da San Marino;
  • esonero dalla presentazione dei modelli Intrastat per gli acquisti intracomunitari di beni;
  • accesso in via prioritaria ai rimborsi Iva;
  • riduzione di un anno dei termini di decadenza per la notifica degli accertamenti;
  • nessun obbligo di registrazione dei corrispettivi (perché memorizzati e trasmessi elettronicamente);
  • nessun obbligo di rilascio ricevute e scontrini fiscali;
  • assistenza fiscale per i contribuenti minori, esonero dal visto di conformità e dalla garanzia per i rimborsi Iva.
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