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Agevolazioni prima casa possibili per chi non ci va a vivere?

7 luglio 2018


Agevolazioni prima casa possibili per chi non ci va a vivere?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 luglio 2018



La casa dove io e mia moglie abbiamo la residenza è di proprietà di mia suocera. Non possiedo immobili. Siamo in separazione dei beni. Vorrei acquistare ed intestare solo a me un appartamento dove però non andrei a risiedere, ma andrebbe a vivere mio padre. Detto appartamento non sarebbe nello stesso comune dove risiedo, ma vorrei che fosse nel Comune dove ha sede l’azienda per la quale lavoro. Posso usufruire delle agevolazioni acquisto prima casa nella mia situazione?

Al fine di poter beneficiare delle agevolazioni prima casa, occorre la sussistenza di determinati requisiti.  Innanzitutto l’abitazione che intende acquistare deve appartenere ad una delle seguenti categorie catastali:

– A/2 (abitazioni di tipo civile);

– A/3 (abitazioni di tipo economico);

– A/4 (abitazioni di tipo popolare);

– A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare);

– A/6 (abitazioni di tipo rurale);

– A/7 (abitazioni in villini);

– A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Le agevolazioni “prima casa” non sono ammesse, invece, per l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

Inoltre è necessario che:

– il contribuente non possegga, nello stesso Comune, altro immobile idoneo ad essere adibito ad abitazione, neppure in comunione con il coniuge;

– il contribuente non sia titolare di diritti di uso, usufrutto, abitazione su altro immobile nel medesimo Comune;

– il contribuente non sia titolare, interamente o per quote, di altro immobile su tutto il territorio nazionale, per il quale abbia già fruito delle agevolazioni;

– l’abitazione si trovi nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha la propria residenza;

– se residente in altro Comune, il contribuente deve, entro 18 mesi dall’acquisto, trasferire la residenza in quello dove è situato l’immobile. La dichiarazione di voler effettuare il cambio di residenza deve essere contenuta, a pena di decadenza, nell’atto di acquisto. Il cambio di residenza si considera avvenuto nella data in cui l’interessato presenta al Comune la dichiarazione di trasferimento.

Si ha ugualmente diritto alle agevolazioni quando l’immobile si trova:

– nel territorio del Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività;

– nel territorio del Comune in cui ha sede o esercita l’attività il proprio datore di lavoro, se l’acquirente si è dovuto trasferire all’estero per ragioni di lavoro;

– nell’intero territorio nazionale, purché l’immobile sia acquisito come “prima casa” sul territorio italiano, se l’acquirente è un cittadino italiano emigrato all’estero.

Premesso quanto sopra, dalla descrizione del lettore emerge che, dovendo procedere all’acquisto di immobile in Comune diverso da quello in cui questi risiede attualmente, egli ha diritto alle agevolazioni prima casa. Il fatto che l’immobile sarà abitato dal padre non comporta il venir meno del beneficio; è tuttavia essenziale che il lettore trasferisca, entro 18 mesi dall’acquisto, la propria residenza nel Comune in cui è situato il nuovo immobile. Inoltre è sufficiente che trasferisca solo il lettore la residenza, non essendo necessario che venga trasferita anche quella di sua moglie.

Si noti che il regime di separazione dei beni fa sì che, anche qualora la moglie del lettore fosse già titolare di un immobile nello stesso Comune, quest’ultimo, non essendo comproprietario, potrà accedere all’acquisto agevolato della prima casa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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