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Lo sai che? Si può estirpare gli alberi del giardino del vicino non a distanza regolamentare?

Lo sai che? Pubblicato il 7 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 luglio 2018

Cinquanta anni fa nell’allestimento del mio giardino furono piantati alberi (tigli) a distanza non regolamentare dal confine, ignoro quali fossero allora i regolamenti comunali e le leggi riguardanti l’argomento. Negli anni non mi è mai stato contestato il diritto a tenere queste piante. Inoltre, nella proprietà confinante già esisteva un immobile abitato da vari inquilini. Ho acquisito il diritto a continuare a tenere queste piante o mi può essere imposto di espiantarle?

Le norme fondamentali da prendere in considerazione per rispondere alla domanda in esame sono gli articoli 892 e 894 del codice civile. Innanzitutto l’articolo 892 stabilisce che chi vuole piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. L’articolo 892 aggiunge che se i regolamenti e gli usi locali non dovessero contenere disposizioni sulle distanze degli alberi dal confine, allora troveranno applicazione le norme contenute nello stesso articolo 892 del codice civile secondo il quale: – gli alberi di alto fusto (quelli cioè il cui tronco comincia a suddividersi in rami ad un’altezza superiore ai tre metri) devono essere piantati a non meno di tre metri dal confine; – gli alberi di non alto fusto (quelli cioè il cui tronco comincia a suddividersi in rami ad un’altezza non superiore ai tre metri) devono essere piantati a non meno di un metro e mezzo dal confine. La distanza dal confine si misura dalla linea del confine fino alla base esterna del tronco al tempo della piantagione oppure dalla linea del confine al luogo dove fu fatta la semina. Fatta questa necessaria premessa, va precisato che spesso i regolamenti locali non fanno altro che fissare le stesse distanze stabilite dall’articolo 892 del codice civile. In ogni caso, presso l’ufficio relazioni con il pubblico del comune nel cui territorio è situato il giardino della lettrice, la stessa potrà richiedere il testo del regolamento comunale che disciplina le distanze degli alberi e che era in vigore all’epoca della semina dei tigli: in questo modo potrà accertare in modo definitivo se questi suoi alberi furono piantati o meno nel rispetto delle distanze. In ogni caso si deve tener presente che in base all’articolo 894 del codice civile se sono passati più di venti anni dalla data in cui gli alberi furono piantati ad una distanza inferiore a quella legale il vicino non può più pretendere che gli alberi vengano estirpati. In altri termini: se sono passati più di venti anni dal momento in cui i tigli della lettrice furono piantati ad una distanza inferiore a quella legale, il suo vicino non ha più il diritto di ottenere che quegli alberi vengano abbattuti perché nel frattempo la lettrice avrà acquistato per usucapione il diritto di mantenerli ad una distanza inferiore a quella legale (in questo senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con sentenza n. 26.418 del 16 dicembre 2014). Chiaramente se il vicino iniziasse oggi una causa davanti ad un giudice per ottenere l’abbattimento dei tigli, a questi toccherà dimostrare che i tigli sono a distanza inferiore a quella legale mentre alla lettrice, per evitare l’abbattimento degli alberi, toccherà dimostrare che gli alberi sono stati piantati in quella posizione da oltre venti anni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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