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L’italiano residente all’estero come può trasferire propri fondi in Italia?

14 luglio 2018


L’italiano residente all’estero come può trasferire propri fondi in Italia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 luglio 2018



Da anni risiedo con mia moglie in USA (registrato AIRE) ma vorrei tornare in Italia. Avrò in caso necessità di trasferire i miei risparmi (frutto di lavoro in regola) dal mio conto USA a quello in Italia (entrambi a me intestati), magari per acquistare un piccolo immobile. Trattandosi di una somma non proprio modica, pensavo di avvisare la mia banca in Italia per poi procedere con dei bonifici oppure via Transferwise. Per evitare problemi di accertamenti da A.D.E. o costi nascosti, qual è la causale adatta da indicare e quali documenti devo avere pronti? Qual è la procedura più sicura?

La legge in generale non prevede alcuna limitazione al trasferimento in Italia, con mezzi tracciabili, di somme da depositare in conti correnti bancari nazionali.

Tuttavia se colui che intende eseguire il trasferimento dei fondi è cittadino italiano residente all’estero ed iscritto all’AIRE, occorre avere consapevolezza della situazione ed assumere alcune precauzioni.

Innanzi tutto all’apertura del conto corrente bancario in Italia occorrerà avvisare la banca che l’intestatario dello stesso è una persona fisica non residente in Italia, anche se cittadino italiano, dunque si dovrebbe avere l’accortezza di aprire un conto corrente per non residenti.

In secondo luogo sarà bene predisporre una  documentazione da tenere a disposizione, in caso di verifiche o accertamenti, dalla quale risulti in modo oggettivo e certo che gli importi trasferiti sono stati assoggettati a tassazione nel Paese estero oppure sono formati da redditi esenti o non imponibili nel Paese di residenza (dichiarazione dei redditi presentata negli Usa – prova dell’avvenuto pagamento delle imposte negli Usa– estratti conto corrente estero di partenza dei bonifici internazionali – ecc.).

Infine sarà bene verificare attentamente se la residenza all’estero può essere dimostrata, in caso di sottoposizione ad indagine da parte dell’autorità fiscale italiana, secondo quelle che sono le norme domestiche, nonché secondo la prassi e la giurisprudenza in materia di residenza delle persone fisiche.

Si ricorda solo per memoria che il cittadino italiano residente all’estero ed iscritto AIRE non ha alcun obbligo di dichiarazione in Italia, né alcun obbligo di monitorare le proprie attività estere nel Quadro RW, salvo nel caso in cui si producano in Italia redditi imponibili territorialmente, che invece dovranno essere sottoposti a tassazione dal soggetto non residente (ad esempio il canone di affitto attivo percepito dalla cessione in locazione di un immobile di proprietà del residente estero).

Infine si rileva che depositare somme in Italia, essendo residenti all’estero, potrebbe sollevare il sospetto che non si sia staccato del tutto il legame territoriale con il Paese di origine, condizione essenziale per mantenere la validità giuridica e fiscale della residenza estera, pertanto occorre particolare attenzione alle causali che vengono utilizzate, in caso di trasferimento fondi, oppure, ancora meglio, attendere a fare il trasferimento fondi quando si decidesse di rientrare in Italia.

Pertanto la risposta al quesito è la seguente:

Per il trasferimento di fondi dagli Usa in Italia, il cittadino italiano residente all’estero, dopo avere verificato di aprire in Italia un conto corrente per non residenti, provvederà a depositare fondi con una causale del tipo: “trasferimento fondi per esigenze familiari in caso di futuro rientro in Italia” oppure “ trasferimento fondi per costituzione risparmi per esigenze future”.

Tuttavia si ricorda che sarebbe meglio provvedere al trasferimento dei fondi solo al momento della effettiva necessità in concomitanza o in prossimità della data di rientro dalla residenza estera.

Infine i documenti da tenere a disposizione sono quelli di cui sopra, ovvero tutta quella documentazione che può dimostrare che le somme che rientrano dall’estero sono state sottoposte ad imposta durante gli anni della residenza all’estero e non sono ulteriormente imponibili al rientro in Italia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra

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