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Ospedali privati: assunzione per chiamata diretta o per pubblici concorsi?

14 Luglio 2018


Ospedali privati: assunzione per chiamata diretta o per pubblici concorsi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Luglio 2018



Perché gli ospedali privati, convenzionati con il S.S.N. (servizio sanitario nazionale), non espletano dei concorsi pubblici per l’assunzione di personale di ogni ordine e grado (o se fanno rarissimamente dei concorsi la nomina della commissione esaminatrice è farlocca), ma assumono con delle chiamate dirette ad personam, pur restando in vita come ospedale o casa di cura privata ecc. ecc. esclusivamente con soldi pubblici?

La risposta va rinvenuta nella natura stessa di questi enti: essendo, appunto, privati, possono assumere per chiamata diretta, cioè mediante una selezione basata essenzialmente sul curriculum inviato dal candidato. È vero che tali strutture sono sovvenzionate dallo Stato, ma è lasciata loro autonomia di gestione in quanto offrono un servizio pubblico essenziale che si affianca a quello fornito dalle strutture completamente pubbliche. Come ha ricordato il Consiglio di Stato (sez. V, 18 novembre 2002, n. 6394), non va trascurato che le strutture di tipo privatistico accreditate sono soggetti economici organizzati con criteri di imprenditorialità e di profitto; nel contempo esse svolgono un servizio di utilità generale, quale appunto è il servizio sanitario. La compatibilità fra queste due diverse e in astratto opposte esigenze va assicurata privilegiando le strutture in grado di realizzare i fini di utilità generale con un minor dispendio di risorse a parità di prestazione dal punto di vista qualitativo.

Non va dimenticato, poi, che alla base del sistema costituzionale v’è oggi il principio di sussidiarietà orizzontale, che consente al paziente la scelta della struttura che ritiene la più idonea a tutelare il suo diritto alla salute e, allo stesso tempo, pone sul medesimo piano servizio sanitario pubblico e quello di appartenenza dei privati, con l’ulteriore conseguenza che la distribuzione delle risorse collettive deve essere effettuata sulla base di criteri di convenienza per la generalità dei cittadini.

Se è vero che entrare in una clinica convenzionata potrebbe essere più semplice, è anche vero che il dipendente non gode delle stesse prerogative tipiche del dipendente pubblico, contratto a tempo indeterminato in primis. Inoltre, il lavoro prestato presso dette strutture non è completamente equiparato, ai fini della valutazione della carriera, a quello prestato all’interno di una struttura pubblica: nello specifico, il servizio presso qualsiasi struttura sanitaria accreditata e convenzionata Ssn, prestato nella medesima figura e profilo professionale di quello per cui si concorrerebbe in ambito pubblico, è valutato solamente nella misura del 25% rispetto a quello analogo prestato presso gli enti pubblici. È valutato, invece, in misura completa (100%) il periodo di servizio e pari figura professionale prestato nel pubblico impiego anche a tempo determinato o part-time. Inoltre, di norma, per essere assunto mediante concorso è necessaria sempre la specializzazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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