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Lo sai che? Reddito da lavoro dipendente: va dichiarato anche se si risiede all’estero?

Lo sai che? Pubblicato il 14 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 luglio 2018

Sono iscritto all’Aire dal 2016, risiedo in Slovacchia e sono sposato senza figli. Mia moglie non è iscritta all’Aire perché è un invalida civile (sclerosa multipla) e vive con me in Slovacchia, e se dovesse iscriversi, il SSN italiano non darebbe i farmaci salva vita (Betaferon). Nel 2017 ho lavorato in Slovacchia per 12 mesi presso un’azienda slovacca (sono dipendente di un’azienda slovacca). Devo dichiarare il mio reddito di lavoro dipendente anche in Italia, tenendo conto anche l’accordo bilaterale tra Italia e Slovacchia del 05 Maggio 1981?

Nel sistema internazionale vige il divieto generale di doppia imposizione fiscale finalizzato a garantire che il cittadino residente in uno Stato che già tassa i redditi alla fonte non debba poi subìre la tassazione in altro Stato. Per ovviare alle facili elusioni fiscali e alle ipotesi della cosiddetta “esterovestizione”, la legge italiana, così come le convenzioni di volta in volta stipulate con gli altri Paesi, hanno previsto come criterio di “collocazione” del contribuente (persona fisica) ai fini della tassazione applicabile, quello della residenza fiscale. Ai sensi dell’art. 2 del DPR 917/1986, sono considerate fiscalmente residenti in Italia le persone che: a) per la maggior parte del periodo d’imposta (cioè, per almeno 183 giorni all’anno) sono iscritte nelle Anagrafi comunali della popolazione residente in Italia; b) hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza; c) si sono trasferiti in uno dei Paesi a fiscalità privilegiata (salvo prova contraria). In ogni caso, al fine di evitare le condotte elusive sopra citate, si applica la tassazione dello Stato Italia in tutte le ipotesi in cui il contribuente, pur residente all’estero, abbia in Italia il proprio centro di interessi (inteso come interessi economici, affettivi e sociali); si parla a tal proposito di “domicilio fiscale”.

Nel caso specifico, il fatto che il lettore sia residente all’estero e che lavori all’estero, lo rende a tutti gli effetti soggetto alla tassazione dello Stato slovacco ed esclude la tassazione italiana sul reddito da lavoro dipendente. Il fatto che la moglie del lettore abbia ancora la residenza in Italia potrebbe difficilmente far presumere al Fisco italiano che il lettore abbia ancora il suo domicilio fiscale in Italia, fondandolo sul criterio del centro effettivo di relazioni e affetti; tale presunzione sarebbe facilmente superabile in quanto si potrebbe al contrario facilmente dimostrare che, essendo la moglie convivente con il lettore, il centro effettivo di interessi resta comunque all’estero.

Premesso ciò e venendo alla tassazione dei redditi da lavoro dipendente, si osservi quanto segue. Ai sensi dell’art. 3 DPR n. 917/1986: “l’imposta sui redditi si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10, e per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato”. Il legislatore italiano dichiara dunque espressamente che i redditi prodotti all’estero (in primis redditi da lavoro dipendente) sono tassati all’estero. Dunque, per esempio, il contribuente iscritto all’Aire che lavori all’estero e abbia in Italia un appartamento locato a terzi, dovrà pagare le imposte sul reddito da lavoro dipendente nello Stato estero e dichiarare il reddito da locazione in Italia.

Ferma restando la regola generale di cui all’art. 3 del Tuir appena citata, ai fini della corretta individuazione del regime di tassazione, occorre consultare la convenzione vigente tra l’Italia e lo Stato estero contro le doppie imposizioni. Ebbene la convenzione tra Italia e Repubblica Slovacca del 1981 stabilisce espressamente, all’art. 15 che: “I salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un’attività dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attività non venga svolta nell’altro Stato contraente. Se l’attività è quivi svolta, le remunerazioni percepite a tale titolo sono imponibili in questo altro Stato”.

Nel caso specifico, dunque, essendo il lettore residente in Slovacchia ed essendo il reddito prodotto da attività di lavoro dipendente svolta nello Stato, è fuor di dubbio che si applichi sul reddito da lavoro dipendente, tanto ai sensi della convezione internazionale citata quanto ai sensi della legge dello Stato italiano (art. 3 DPR n. 917/1986), unicamente la tassazione slovacca.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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