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Lo sai che? Separazione: quali obblighi ha l’ex comproprietario della casa?

Lo sai che? Pubblicato il 14 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 luglio 2018

Possiedo un immobile in comproprietà al 50% con mio marito dal quale, anche se non legalmente, sono separata. Detto immobile necessita di rifacimento tetto e ne stiamo parlando con gli altri 3 inquilini. Se rinuncio legalmente alla mia quota, devo comunque compartecipare?

Se, come pare di capire dal quesito, l’immobile di cui la lettrice parla si trova in un edificio condominiale, le norme da considerare per fornire una risposta sono gli articoli 1117 e 1118 del codice civile.

L’articolo 1117 stabilisce, innanzitutto, che il tetto deve essere considerato un bene comune (cioè di proprietà condominiale) se non risulta il contrario dai titoli di acquisto (cioè se non risulta il contrario dagli atti di compravendita con i quali i singoli condomini hanno acquistato le loro proprietà esclusive e, assieme a quelle, i diritti di proprietà sui beni condominiali).

Se, perciò, non risulta nulla in contrario nell’atto di acquisto della lettrice, il tetto è un bene di proprietà comune a tutti i condomini.

Fatta questa premessa, occorre aggiungere che l’articolo 1118, 2° comma, del codice civile vieta al condomino (non fa differenza se sia proprietario al 100% o se sia comproprietario) di rinunciare alla proprietà sulle parti comuni e quindi, nel caso specifico, alla proprietà del tetto.

Per essere più precisi, l’articolo 1118, 2° comma, del codice civile non solo vieta al condomino di rinunciare alla proprietà sulle parti comuni, ma di logica conseguenza non gli consente nemmeno di sottrarsi al pagamento delle spese per la conservazione delle parti comuni (tra cui, come si  diceva, vi è anche il tetto).

Lo stesso 3° comma dell’articolo 1118 del codice civile chiarisce in modo puntuale che il condomino non si può sottrarre alle spese necessarie per la conservazione delle parti comuni né rinunciando alla proprietà su di esse, né modificando la destinazione d’uso della propria unità immobiliare.

Pertanto la lettrice è tenuta per legge, in quanto condomina, al pagamento delle spese necessarie alla conservazione del tetto, cioè alle spese di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che fosse necessario sostenere per evitare il deterioramento nel tempo di questa proprietà comune e non può sottrarsi a questo pagamento nemmeno se rinunciasse alla proprietà dei beni condominiali (rinuncia che, come ho precisato, è vietata per legge).

In conclusione, bisogna aggiungere che la lettrice non può evitare di pagare le spese relative al tetto (e le spese relative

a qualsiasi altro bene condominiale) nemmeno se rinunciasse soltanto alla quota di proprietà dell’immobile di proprietà esclusiva sua e di suo marito; questa rinuncia, infatti, sarebbe limitata alla quota (50%) di proprietà del solo immobile suo e di suo marito e non potrebbe avere alcun valore come rinuncia anche alla sua quota di comproprietà dei beni condominiali (tetto compreso).

Perciò, anche se la lettrice rinunciasse solo alla quota del 50% dell’immobile, resterebbe comunque obbligata a sostenere le spese di conservazione di tutti i beni condominiali.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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