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Stalking condominiale e barbecue: quando vi sono gli estremi per una denuncia

14 Luglio 2018


Stalking condominiale e barbecue: quando vi sono gli estremi per una denuncia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Luglio 2018



Mio figlio da circa 2 anni ha acquistato una villetta a schiera in un residence di 7 proprietà vicine. Nel complesso ci sono 4 cani e 3 barbecue. La coppia di vicini più anziani (per età e per anzianità di proprietà) hanno diffidato mio figlio per il disturbo del cane e l’uso del barbecue. Il cane di mio figlio dorme in casa ogni sera e durante la notte non abbaia. Gli altri 3 cani del complesso abbaiano come tutti ma “non disturbano”. Il barbecue di mio figlio (usato una volta al mese) ha le ruote ed è a gas (no carbonella). Gli altri sono fissi. L’amministratore ha telefonato due giorni fa intimando, per bocca del vicino di tagliare la siepe che esce di pochi cm perché altrimenti “fanno scrivere dall’avvocato”. Cosa possiamo fare? Il regolamento di condominio prevede il possesso del cane. Si può fare denuncia per stalking?

Quelle che il lettore descrive sono delle molestie condominiali molto fastidiose, soprattutto quando

– come sembra nel caso specifico– le ragioni risultano infondate.

Ovviamente, non potendo attaccare il figlio del lettore per la questione cane (visto che la sua presenza è prevista nel regolamento condominiale; e tra l’altro non abbaia e, quindi, non disturba) e la questione barbecue, hanno trovato l’unico appiglio per poter creare un disagio: il taglio della siepe.

Con riguardo a questa problematica, il consiglio è di provvedere al rasamento della stessa, se realmente affaccia (anche se di poco) oltre la proprietà del figlio del lettore; in questo modo lo stesso eviterebbe di passare dal lato del torto e, conseguentemente, di rendere fondate eventuali azioni legali.

Da quanto può dedursi, l’obiettivo è far sottostare alle proprie regole tutti gli abitanti del residence e di fare una guerra legale a tutti coloro i quali, come il figlio del lettore, non vogliono sottostare a questa sorta di dittatura.

Ad oggi, dagli elementi descritti, non si è ancora in presenza di uno stalking condominiale.

In questo tipo di reato occorre la presenza di reiterate minacce o molestie (aggressioni verbali), mentre nel caso di specie non si denota una chiara condotta persecutrice in tal senso.

Inoltre, occorrerebbe provare che queste condotte abbiano influito sull’emotività del figlio del lettore; se quest’ultimo ha invece mostrato un carattere forte, dichiarando di non voler sottostare alle regole arbitrarie dettate da quei condomini, non potrà configurarsi questo tipo di reato, bensì quello minore di molestie, o di violenza privata.

E così, per configurarsi, lo stalking condominiale necessita di una serie di comportamenti persecutori e molesti (aggressioni verbali, minacce ecc.) a danno di tutti i condomini, rivolti essenzialmente ad imporre il proprio stile di vita.

In tale caso, il condomino in questione sarebbe tenuto ad abbandonare il proprio appartamento con conseguente applicazione nei suoi confronti della misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese e dai loro familiari (Ufficio Indagini preliminari Padova, 15/02/2013, n. 1222).

Tuttavia, non essendo ancora ben delineata la circostanza, il mio consiglio è quello di attendere e di conservare eventuali prove di tali condotte moleste, nel tempo reiterate.

Un’eventuale denuncia oggi potrebbe portare un domani, in caso di assoluzione, una controdenuncia per calunnia in danno del figlio del lettore da parte di quei soggetti e, quindi, un contrattacco indesiderato.

Ad avviso dello scrivente, essendo intervenuto in prima persona l’amministratore per intimare il taglio della siepe, il consiglio al lettore è di iniziare ad indicare tutte le mancanze ed inadempienze loro, in modo tale da costringere i condomini “dittatori” a subire sulla propria pelle quelle segnalazioni fastidiose e a capire, così, che l’unico modo per evitare una banale guerra tra vicini è quello di evitare inutili scaramucce con chi, civilmente, abita nelle vicinanze.

Nel caso in cui i vicini non dovessero rispettare le segnalazioni del figlio del lettore, quest’ultimo

potrebbe inviare tramite legale una diffida, in modo tale da provare a questi la serietà d’intenti.

Riassumendo, il consiglio è:

– con riguardo alla questione barbecue e cane, ignorare le lamentele,

– con riguardo alla questione siepe, intervenire se realmente in torto,

– con riguardo alla denuncia per stalking, attendere situazioni più gravi,

– con riguardo alle mancanze, iniziare a segnalare tutte le omissioni di quei vicini e, in caso di inottemperanza, intervenire con un legale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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