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Tetto da riparare e passaggio nel fondo in comproprietà

14 luglio 2018


Tetto da riparare e passaggio nel fondo in comproprietà

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 luglio 2018



In un piccolo immobile, ancora in comunione, composto di pianterreno (con giardino passo carraio) e primo piano (con sottotetto ed uscita su strada autononoma), dal tetto ad una sola falda cadono pezzi di cornice con rischi per noi stessi che vi passiamo sotto. Il comproprietario (che ha un accesso proprio alla strada) ha impedito all’impresa edile di entrare nel “mio” passaggio (legalmente in comproprietà) per montare il ponteggio e riparare il tetto. Cosa posso fare per sbloccare subito la situazione?

L’articolo di riferimento al caso di specie è l’843 del codice civile il quale stabilisce che il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune.

Se l’accesso cagiona danno, è dovuta un’adeguata indennità.

Pertanto, se (come s’evince dal caso) vi è la necessità di intervenire su quel tetto, pericoloso per i passanti, il comproprietario dovrà di certo autorizzare il passaggio della ditta per consentire la riparazione.

Ovviamente, il punto cruciale della questione si snocciola sulla valutazione di “necessario” da applicare al caso concreto.

La Cassazione ha avuto modo di specificare che, in tema di accesso al fondo altrui per l’esecuzione di interventi edilizi (nella specie realizzazione di una canna fumaria), ai fini della verifica delle condizioni di cui all’art. 843 c.c., la valutazione comparativa dei contrapposti interessi delle parti deve essere compiuta con riferimento alla necessità non della costruzione o manutenzione, ma dell’ingresso e del transito, nel senso che l’utilizzazione del fondo del vicino non è consentita ove sia comunque possibile eseguire i lavori sul fondo stesso di chi intende intraprenderli, oppure su quello di un terzo, con minore suo sacrificio (Cassazione civile, sez. II, 26/11/2008, n. 28234).

Pertanto, ciò che si dovrà valutare sarà la necessità del lettore di dover passare forzatamente da quel passaggio.

Ad ogni modo, se in comproprietà, non sarebbe neppure necessaria quella autorizzazione, poiché il lettore risulterebbe proprietario e, quindi, avente diritto ad utilizzare quel passaggio comune, con l’unico limite di non danneggiare la comproprietà, pena il pagamento di un indennizzo all’altro proprietario.

Tanto premesso, quello che si consiglia al lettore è di inviare una lettera di diffida, meglio se tramite legale, con il quale inibire il comproprietario dall’ostacolare tale passaggio; se dovesse, successivamente, ostacolare nuovamente il passaggio, non resterebbe che procedere con un’azione giudiziaria urgente finalizzata ad avere immediatamente, e in via cautelare, un riconoscimento in tal senso da parte del giudice.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

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