Diritto e Fisco | Editoriale

Come calcolare la quattordicesima Inps

28 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2018



Quattordicesima pensionati: come si calcola l’ammontare della somma aggiuntiva e il reddito per il diritto all’agevolazione.

Con il mese di luglio arriva una piccola boccata d’ossigeno per i pensionati Inps: viene infatti corrisposta, assieme alla pensione, la cosiddetta somma aggiuntiva, o quattordicesima. Si tratta di un importo extra che può arrivare a un massimo di 655 euro. La quattordicesima, però, non spetta a tutti i pensionati, ma soltanto a coloro che hanno dai 64 anni in su ed un reddito non superiore a 2 volte il trattamento minimo. Inoltre, l’importo cambia non solo a seconda del reddito posseduto, ma anche degli anni di contributi versati e dall’appartenenza alle gestioni Inps dei dipendenti o dei lavoratori autonomi. Chiariamo subito, allora, come calcolare la quattordicesima Inps: quali operazioni eseguire per capire qual è l’importo spettante, come si calcola il reddito per il diritto all’agevolazione, come si calcolano gli anni di contributi posseduti.

A chi spetta la quattordicesima?

La quattordicesima [1], o somma aggiuntiva, è riconosciuta dall’Inps a chi possiede i seguenti requisiti:

  • almeno 64 anni di età;
  • titolarità di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria (che comprende le gestioni dei dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori) e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative (ad esempio Inpdap, Enpals, Ipost, fondo elettrici, telefonici, etc.), gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria;
  • reddito non superiore a 2 volte il trattamento minimo.

Qual è il reddito massimo per il diritto alla quattordicesima?

Di recente, la quattordicesima è stata estesa ai pensionati che possiedono un reddito sino a 2 volte il trattamento minimo (precedentemente, la somma aggiuntiva era riconosciuta solo a chi possedeva un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo). Per il 2018, inoltre, grazie alla rivalutazione del trattamento minimo, sono aumentate le soglie di reddito entro le quali si ha diritto alla quattordicesima. Nello specifico, possono ricevere la somma aggiuntiva sulla pensione coloro che hanno un reddito annuo non superiore a:

  • 13.696,92 euro, se possiedono oltre 25 anni di contributi;
  • 13.612,92 euro, se possiedono oltre 15 anni di contributi ma meno di 25 anni;
  • 13.528,92 euro, se possiedono sino a 15 anni di contributi.

La somma aggiuntiva, in questi casi, non può però superare i 504 euro.

Come si calcola la quattordicesima per redditi da 1,5 a 2 volte il minimo

L’importo della quattordicesima, per i pensionati che possiedono un reddito da 1,5 a 2 volte il minimo, è pari a:

  • 336 euro fino a 15 anni di contributi accreditati, per i pensionati ex lavoratori dipendenti, o sino a 18 anni di contributi per gli ex lavoratori autonomi;
  • 420 euro oltre 15 anni di contributi e fino a 25 anni per gli ex lavoratori dipendenti, o oltre 18 anni di contributi e sino a 28 anni per gli ex lavoratori autonomi;
  • 504 euro oltre 25 anni di contributi per gli ex dipendenti, oltre 28 anni per gli ex autonomi.

Chi supera 2 volte il trattamento minimo, ma non supera la soglia determinata da 2 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, ha diritto all’importo aggiuntivo corrispondente alla differenza tra la soglia e il reddito percepito.

Come si calcola la quattordicesima per redditi sino a 1,5 volte il minimo

Chi possiede un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, cioè non superiore a 9.894,69 euro (per l’anno 2018), ha il diritto di ricevere la quattordicesima in misura integrale e superiore rispetto a chi possiede un reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo.

Chi possiede un reddito non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della quattordicesima stessa, invece, ha diritto al riconoscimento parziale del beneficio; nel dettaglio, il reddito non deve superare:

  • 10.331,69 euro, per chi possiede meno di 15 anni di contributi (18 se lavoratore autonomo);
  • 10.440,69 per chi ne possiede meno di 25 (28 se autonomo);
  • 10.549,69 euro per chi ne possiede oltre 25 (28 se autonomo).

L’importo della quattordicesima, anche per questi pensionati, varia a seconda degli anni di contributi posseduti e del reddito dell’interessato. In particolare, per l’anno 2018, l’ammontare della quattordicesima è pari a:

  • 437 euro fino a 15 anni di contributi, se il beneficiario era lavoratore dipendente, o sino a 18 anni di contributi se era un lavoratore autonomo;
  • 546 euro oltre 15 anni di contributi e fino a 25 anni se ex lavoratore dipendente, o oltre 18 anni di contributi e sino a 28 anni se ex lavoratore autonomo;
  • 655 euro oltre 25 anni di contributi se ex dipendente, oltre 28 anni se ex autonomo.

Gli importi elencati si riferiscono al beneficio spettante in misura piena, cioè spettante a chi non supera 1,5 volte il trattamento minimo. Per chi supera questa soglia, ma non supera la soglia determinata da 1,5 volte il trattamento minimo più l’importo della somma aggiuntiva ipoteticamente spettante, il beneficio è determinato dalla differenza tra la soglia e il reddito percepito.

Quattordicesima parzialmente spettante: esempio di calcolo

Ecco un esempio di calcolo relativo alla determinazione della quattordicesima in misura parziale. Se un pensionato percepisce 10mila euro di reddito annuo e possiede oltre 25 anni di contributi, per capire a quale importo ha diritto dobbiamo:

  • moltiplicare il trattamento minimo, pari a 507,42 euro mensili, per 1,5 volte e per 13 mensilità;
  • otteniamo così 9.894,69 euro, ai quali dobbiamo aggiungere 655 euro, quattordicesima spettante per chi ha alle spalle oltre 25 anni di contributi;
  • otteniamo dunque 10.549,69 euro: sottraendo i 10mila euro di reddito, otteniamo 549,69 euro di quattordicesima, cioè l’importo corrispondente alla differenza tra la soglia di 10.549,69 euro e il reddito stesso, in questo caso pari a 10mila euro.

Come si calcolano gli anni di contributi ai fini della quattordicesima?

Come capire quanti anni di contributi ha alle spalle il pensionato? Il calcolo dei contributi può risultare complesso: generalmente, nell’estratto conto dell’Inps, la contribuzione è segnata in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il dipendente.

Nella generalità dei casi, per capire quanti anni di contributi si possiedono, bisogna considerare che:

  • un anno equivale a 52 settimane;
  • un mese equivale a 4,333 settimane;
  • una giornata equivale a 0,19259 settimane.

Non sempre, però, ci si deve basare su questi parametri per la trasformazione dei periodi contribuiti. In alcune gestioni, ad esempio, possono essere sufficienti 156 giornate per ottenere un anno di contributi, in altre 180, 270, 312…Ogni fondo è un ordinamento a sé, e per essere sicuri di fare bene i conti bisogna studiare accuratamente la normativa, anche aiutandosi con le circolari Inps.

note

[1] Art. 5 L. 127/2007.

[2] D.L. 81/2007.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI