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Falsa residenza: cosa si rischia?

29 giugno 2018


Falsa residenza: cosa si rischia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2018



Chi dichiara all’anagrafe del Comune la residenza in un indirizzo diverso da quello effettivo non solo può subire la revoca della cambio di residenza, ma anche una incriminazione penale.

È arrivata la conferma. Se anche si sospettava una soluzione del genere e i giuristi più attenti mettevano in guardia i propri cliente dal dare false informazioni all’ufficio anagrafico, ora c’è la Cassazione che lo dice a chiare lettere: dare una falsa residenza in Comune espone a seri rischi, anche di carattere penale. «Come?» ti chiederai sicuramente sorpreso. «Lo fanno tutti gli italiani». Come darti torto. C’è chi dichiara la propria residenza presso il vecchio indirizzo della madre, perché così crede di poter sfuggire alle notifiche degli atti giudiziari, alle multe, alle cartelle esattoriali per il bollo auto, alle raccomandate dei creditori. C’è chi invece ha due case e, d’accordo con la moglie, decide di separare le reciproche residenze per ottenere gli sconti fiscali. C’è chi infine vuol darsi irreperibile per le ragioni più disparate e fornisce indirizzi a volte inesistenti. Il fatto poi che, il più delle volte, queste condotte non diano origine ad alcuna conseguenza è solo sintomo di una pubblica amministrazione inefficiente (e a volte tacitamente consenziente, specie nei piccoli centri). Ma quando le autorità si svegliano sono dolori. La conferma è in una sentenza pubblicata l’altro giorno dalla Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di falsa residenza, cosa si rischia.

La residenza dove deve essere?

Ti dò una brutta notizia. Non sei tu a decidere dove fissare la tua residenza. Ma sono i fatti a stabilirlo. La residenza infatti deve coincidere con la tua dimora abituale. Cosa significa? Che laddove abitualmente dormi e ceni (i più fortunati ci pranzano pure) lì deve essere la tua residenza. Non puoi, ad esempio, fissare la tua residenza nella casa al mare o in quella in campagna; né puoi lasciarla al vecchio indirizzo dei genitori una volta che ti sposi e vai a vivere altrove. Non puoi stabilire tu, in buona sostanza, quale indirizzo dare al Comune per le notifiche “ufficiali”. Se ti stai già indignando di questa “limitazione di libertà” ti invito a riflettere su un altro aspetto: tutti i cittadini hanno l’obbligo di rendersi reperibili. Non tanto agli altri privati (che pur potrebbero avere il giusto interesse a sapere dove abiti per notificarti, ad esempio, una citazione) ma anche e soprattutto alla pubblica amministrazione, alle autorità, al fisco. Da quanto sopra è facile intuire che le residenze di comodo sono vietate, checché ne dica o faccia la gente.

Detto ciò vediamo le conseguenze di tali azioni e cosa rischia chi dà in Comune una falsa residenza. Leggi anche: Chi dichiara una residenza falsa quali sanzioni rischia?

Cambio di residenza rifiutato 

Se ti presenti all’ufficio anagrafe per chiedere un cambio di residenza, questo ti viene concesso subito e la modifica nei registri comunali viene attuata entro due giorni lavorativi. Nei successivi 45 giorni, però, la polizia municipale potrà presentarsi presso l’indirizzo da te dichiarato per verificare se ci vivi davvero. In caso contrario il cambio di residenza viene cancellato. Leggi Cambio di residenza: tutta la procedura da seguire. Ciò a conferma del fatto che la residenza deve necessariamente coincidere con la tua dimora abituale.

Questo non significa però che non ti puoi assentare da lì o che, in caso di breve assenza ti tocca cambiare di nuovo la residenza (pensa ai mesi di vacanza trascorsi nella dimora estiva o al trasferimento di un anno per esigenze di lavoro). Ma vuol dire che, comunque, quel luogo deve rimanere il centro di riferimento della tua “normale” vita.

Cancellazione dai registri dell’anagrafe

Potrebbe succedere che hai dato un indirizzo falso e che la polizia non abbia mai fatto i controlli. Oppure che, dopo qualche anno, ti trasferisci ad un altro indirizzo senza comunicarlo al Comune per la modifica delle indicazioni anagrafiche. Che succede in questo caso? Se l’amministrazione dovesse accorgersene (informazione che potrà esserle fornita dal postino, dall’Inps, dal datore di lavoro o da chiunque altro), potrà effettuare una serie di accertamenti e poi disporre la definitiva cancellazione dall’anagrafe comunale. Non sarai cioè più presente nei registri e verrai dichiarato irreperibile. Una vittoria? Tutt’altro! Tutte le notifiche ti verranno fatte presso la casa comunale e si considereranno ugualmente conosciute. Significa che non potrai mai difenderti da qualsiasi pretesa che ti arriva. Leggi sul punto Come diventare irreperibili e nascondere la propria residenza.

Dare una falsa residenza è reato?

Ma i problemi per chi dà una falsa residenza non finiscono qui. Secondo la sentenza della Cassazione che abbiamo citato in commento, chi indica in Comune un indirizzo diverso da quello ove vive commette reato di falso ideologico.

Difatti, per rispondere all’esigenza di semplificazione della documentazione amministrativa tra P.A. e privati cittadini, la legge [2] stabilisce che le dichiarazioni sostitutive di certificazioni sono pienamente equiparate, agli effetti penali, agli atti pubblici poiché fatte a pubblico ufficiale (l’ufficiale dell’anagrafe).  

Se, quindi, di recente sei stato al Comune per dichiarare il cambio di residenza, magari perché tu e tua moglie avete due case di proprietà e uno dei due intende trasferirsi solo formalmente presso un altro indirizzo per fini fiscali, sappi che hai commesso un reato. E se qualcuno se ne accorge potrai essere incriminato. 

La falsa dichiarazione di residenza rientra negli illeciti previsti dal codice penale [3] «in quanto si configura come un atto destinato a provare la verità di un fatto, con l’obbligo del dichiarante di affermare il vero. Non rileva, pertanto, ai fini della consumazione del reato di falsità ideologica, che tale dichiarazione sia trasfusa in un atto pubblico distinto dalla medesima, posto che le dichiarazioni sostitutive di certificazioni sono pienamente equiparate, agli effetti penali, agli atti pubblici poiché fatte a pubblico ufficiale».

note

[1] Cass. sent. n. 29469/18 del 27.06.2018.

[2] Art. 75 d.P.R. n. 445/2000.

[3] Art. 483 cod. pen.


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1 Commento

  1. vorrei ospitare a casa un amico collega per lungo tempo ha bisogno di farsi la residenza da me contribuirà un po’ con 200euro quali sono le azioni da fare per essere a posto con la legge grazie a chi mi risponde al più presto

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