Diritto e Fisco | Editoriale

Incidente auto all’estero: cosa fare?

14 Agosto 2018 | Autore:
Incidente auto all’estero: cosa fare?

A chi rivolgersi in caso di sinistro durante una vacanza o un viaggio di lavoro? Posso fare la richiesta di risarcimento in italiano e da casa?

È vero che oggi le compagnie aeree low cost invogliano a volare per fare turismo risparmiando tempo e soldi nel viaggio. Ma è altrettanto vero che una vacanza in macchina, d’estate o d’inverno poco importa, ha un fascino in più. Se non altro, perché c’è la possibilità di fermarsi davanti ad un bel panorama, di muoversi in assoluta libertà dove i mezzi pubblici non arrivano ed a qualsiasi orario. Evviva la vacanza in auto, allora. Purché la si faccia con prudenza per non guastarla con un incidente. Anche perché non sempre viene in automatico, quando si è all’estero, sapere a chi rivolgersi quando si provoca o si subisce un danno alla macchina. C’è anche il problema della lingua se si va in un Paese in cui, ben che vada, si parla a gesti. Quindi, in caso di incidente auto all’estero, cosa fare? C’è un numero da chiamare da qualsiasi parte ci si trovi per chiedere aiuto? Devo chiedere il risarcimento subito oppure posso, comunque, godermi la vacanza (anche se con l’auto ammaccata, pazienza) ed avviare la pratica online al mio ritorno a casa? Vediamo.

Incidente all’estero: cosa fare subito

Ammesso e non concesso che l’incidente auto all’estero non sia talmente grave da mandarci in ospedale, la prima cosa da fare, passato lo spavento e recuperata la giusta lucidità, è raccogliere ogni elemento utile dell’altra macchina e del suo conducente per poter chiedere e – possibilmente – ottenere un risarcimento. Quindi, prendere nota di:

  • data, ora e luogo dell’incidente;
  • modello e numero di targa dell’altra auto (da cui si dedurrà la nazionalità);
  • generalità del conducente dell’altra auto;
  • impresa di assicurazioni dell’altra auto;
  • forza dell’ordine intervenuta sul luogo del sinistro (vigili urbani, Polizia di Stato o altro).

Visti i progressi della tecnologia, scattare con il telefonino qualche foto non guasta: le immagini dei danni subiti e del contesto in cui è avvenuto l’incidente possono essere utili in un’eventuale controversia per mostrare come sono andate le cose e avere il risarcimento.

Incidente all’estero: a chi rivolgersi

C’è una procedura approvata dall’Unione europea e recepita in Italia nel 2003 da seguire in caso di incidente auto all’estero. Una procedura, però, che cambia a seconda del Paese in cui è avvenuto il sinistro, cioè se si trova in uno Stato membro dello Spazio economico europeo o se si trova al di fuori di queste frontiere. A dire il vero, la normativa interessa non solo lo Spazio economico (quindi gli Stati membri dell’Unione europea più Liechtenstein, Islanda e Norvegia) ma anche i Paesi che aderiscono al sistema della Carta Verde, quindi l’Europa dei Balcani e l’Europa orientale che non fa parte dell’Ue (rientra anche la Russia), la Turchia e la zona mediterranea del Nod Africa come Tunisia o Marocco, giusto per citare alcune delle mete turistiche più frequentate.

Se l’incidente auto all’estero è avvenuto in uno Stato membro del sistema Carta Verde, ci possono essere due possibilità.

La prima, che l’incidente sia stato causato da una macchina immatricolata o assicurata nello Spazio economico europeo o in Svizzera: in questo caso bisogna rivolgersi per la richiesta di risarcimento a Consap SpA, Centro di Informazione Italiano. Si tratta della Concessionaria per i servizi assicurativi pubblici. Il numero del centralino è 06.857961. L’indirizzo di posta elettronica è consap@consap.it, mente l’indirizzo di Pec è consap@pec.consap.it. L’orario di apertura al pubblico è:

  • da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 16.30;
  • venerdì dalle 9.30 alle 13.

Nel caso in cui non sia stato nominato un mandatario oppure non si riceve una risposta entro 3 mesi o, ancora, l’auto non è identificata o assicurata, bisogna rivolgersi sempre a Consap ma all’ufficio Gestione F.G.V.S. – Organismo di Indennizzo Italiano. Se il veicolo che ha causato l’incidente è immatricolato in Svizzera, bisogna rivolgersi alla compagnia della controparte per la richiesta di risarcimento.

La seconda possibilità è che il veicolo che ha causato l’incidente non sia immatricolato in un Paese dello Spazio economico europeo o in Svizzera. Anche in questo caso bisogna rivolgersi a Consap SpA, Centro di Informazione Italiano. Se il veicolo che ha causato l’incidente è immatricolato nello stesso Paese in cui è avvenuto il sinistro (mettiamo che mi viene addosso in Germania una macchina immatricolata a Berlino), la richiesta di risarcimento va inviata all’assicuratore e/o al proprietario del veicolo. Se, invece, il veicolo è immatricolato in un altro Paese diverso da quello in cui è avvenuto il sinistro, la richiesta va inviata al Bureau del Paese dell’incidente indicato sul retro della Carta Verde.

Incidente all’estero: posso chiedere il risarcimento da casa?

La normativa Ue che stabilisce la procedura in caso di incidente auto all’estero si applica, come detto nei Paesi dello Spazio economico europeo. Prevede che ogni compagnia assicurativa nomini un mandatario in ciascuno di questi Paesi. Sarà lui l’interlocutore dell’automobilista che ha subìto il danno. L’ulteriore vantaggio è che il conducente potrà avere di fronte questa persona che opera per conto della compagnia estera ma che parla la sua lingua per istruire la pratica e chiedere il risarcimento del danno. La prassi, dunque, si svolge in italiano, il che non è poco pensando, ad esempio, ad un incidente in Norvegia o in Finlandia.

Da casa, è possibile chiedere il risarcimento tramite il sito di Consap (www.portale.consap.it) previa registrazione oppure inviando un’e-mail all’indirizzo sopra indicato.

Incidente auto all’estero: che succede se avviene in Svizzera?

Si sa che, per tradizione, la Svizzera è sempre stata e resta ancora un Paese a sé stante. Tramite un referendum disse di no all’ingresso nello Spazio economico europeo, quindi resta al di fuori di questo «club». La Confederazione Elvetica, però, resta un Paese molto frequentato dagli italiani, sia per turismo sia per lavoro, nel caso dei frontalieri. Quindi, in caso di incidente auto, che cosa fare?

C’è da dire che esiste un accordo tra le autorità assicurative italiane, cioè l’Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) e l’Ania (l’Associazione nazionale imprese assicuratrici) e quella svizzera. In virtù di questa intesa, la normativa degli Stati del sistema Carta Verde è stata allargata al Paese elvetico. Quindi se un’auto svizzera provoca un incidente auto all’estero in uno di quei Paesi, verrà applicata la procedura sopra descritta. Come detto in precedenza, è importante chiedere al momento del sinistro qual è la compagnia con cui è assicurato il veicolo che lo ha causato. Questo perché, in caso di mancata risposta o se la richiesta di risarcimento viene respinta, bisogna rivolgersi direttamente alla compagnia svizzera.



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2 Commenti

  1. Vivo con i miei genitori e, in famiglia, abbiamo 2 macchine di cui una è intestata a mia madre invalida con legge 104. Mia madre non ha patente ma ha tutto intestato a lei (anche assicurazione) quindi la macchina con agevolazioni viene sempre guidata da me o mio padre. Ora l’azienda per cui lavoro mi chiede di trasferirmi per vari periodi dell’anno in Spagna con rientri a cadenza varia; posso utilizzare l’automobile di famiglia per portare tutti i miei effetti personali all’estero? Non intendo tenerla all’estero ma utilizzarla per portare tutte le valigie.

    1. Le agevolazioni previste dalla legge n.104 del 1992 sono, ovviamente, finalizzate alla tutela esclusiva del disabile.Questo significa che l’utilizzo di un’autovettura intestata al disabile, oggetto di agevolazioni fiscali, deve essere finalizzato, prevalentemente, a beneficio del disabile stesso.Tuttavia, l’utilizzo non deve essere considerato esclusivo, ma prevalente. Da questa considerazione, ne deriva il fatto che un familiare può utilizzare di tanto in tanto l’auto per scopi personali, senza tuttavia snaturare la natura dell’acquisto, che dovrà sempre essere collegato alle condizioni del disabile.Ovviamente, individuare chi utilizza l’auto intestata ad un disabile per scopi propri, piuttosto che negli interessi del disabile, non è compito semplice per gli accertatori, anzi! Ed è per questo che questa prassi è molto diffusa in Italia.Infatti, giustificare l’utilizzo saltuario della macchina per scopi personali è molto più facile, soprattutto perché l’ente accertatore dovrebbe dimostrare il contrario: ad esempio, se Lei dovesse essere fermato a diversi posti di blocco, nel giro di un breve periodo, potrebbero partire degli accertamenti, finalizzati alla revoca delle agevolazioni fruite. Capisce bene, però, che si tratta di casi fortuiti (sfortunati!).Nel Suo caso, ad avviso di chi scrive, effettuare un trasloco con quel veicolo deve essere considerato uso saltuario, non essendo frequente l’attività in questione; diversamente, se dovesse trattenere l’auto all’estero, o dovesse utilizzarla quotidianamente, allora lì non potreste più giustificare un utilizzo occasionale e, quindi, potreste rischiare un eventuale controllo fiscale e, conseguentemente, l’obbligo di rimborso delle agevolazioni usufruite.

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