Diritto e Fisco | Editoriale

Mandato d’arresto europeo: quando non è possibile

14 Agosto 2018 | Autore:
Mandato d’arresto europeo: quando non è possibile

Il mandato di arresto europeo, il suo ambito di applicazione e le ipotesi di rifiuto di consegna.

Il mandato di arresto europeo (MAE) ha lo scopo di assicurare la consegna di una persona ricercata allo stato che deve procedere nei suoi confronti esercitando l’azione penale (e, dunque, iniziando un procedimento penale) o dando esecuzione ad una pena o ad una misura di sicurezza (e, dunque, in un momento in cui la condanna è definitiva): la consegna deve avvenire tra due stati diversi (uno che richiede la consegna ed un altro che deve decidere se concederla) ed in tempi brevi. Non sempre lo stato membro deve consegnare il soggetto richiesto: ci sono, infatti, casi specifici in cui la legge gli consente di non operare la consegna e casi in cui addirittura gli vieta di farlo. Vediamo insieme, dopo aver analizzato l’istituto, quando non è possibile attuare il mandato di arresto europeo.

Cos’è il mandato di arresto europeo?

Il mandato di arresto europeo è stato introdotto in Italia nell’anno 2005 [1]. Si tratta di un provvedimento giudiziario con il quale uno stato membro dell’Unione europea chiede l’arresto (e la successiva consegna) di un soggetto ricercato da parte di un altro stato membro nel quale questo si trovi.

Facciamo un esempio. Un cittadino Italiano ha commesso un grave crimine in Italia e poi è fuggito all’estero, precisamente in Spagna. In Italia si celebra il processo nei suoi confronti che si conclude con una sentenza definitiva di condanna. Al fine di eseguirla, l’Italia emette un mandato di arresto europeo con il quale chiede alla Spagna di consegnarle il cittadino italiano che è stato condannato e deve scontare la sua pena in Italia. Non sempre, però, lo stato richiedente ha diritto ad ottenere la consegna: per la sua applicazione è, infatti, necessaria la presenza di determinati requisiti:

  • i fatti puniti dalla legge dello stato membro che emette il mandato devono essere sanzionati (in astratto) con una pena o con una misura di sicurezza non inferiore nel massimo a 12 mesi (ci si riferisce al caso in cui non sia stata ancora comminata una pena né disposta una misura di sicurezza);
  • deve essere stata emessa una condanna o disposta l’applicazione di una misura di sicurezza di durata non inferiore a quattro mesi;
  • deve essere rispettato il principio della doppia incriminazione, nel senso che i fatti per cui è emesso il mandato devono costituire reato ai sensi della legge dello tato membro che esegue l’ordine oltre che dello Stato membro che lo emette [2]. Questo principio non si applica per i fatti di particolare gravità ed, in particolare, non si applica in materia di tasse e imposte, di dogana e di cambio (quando la legge italiana non impone lo stesso tipo di tasse o di imposte ovvero non contiene lo stesso tipo di disciplina in materia di tasse, di imposte, di dogana e di cambio della legge dello Stato membro di emissione). Tuttavia, deve trattarsi di tasse e imposte che siano assimilabili, per analogia, a tasse o imposte per le quali la legge italiana prevede, in caso di violazione, la sanzione della reclusione della durata massima, escluse le eventuali aggravanti, pari o superiori a tre anni.

Quando l’Italia deve rifiutare la consegna del ricercato?

L’esecuzione del mandato di arresto europeo non è sempre possibile, in quanto esso deve essere rifiutato in alcune ipotesi tassative. Se vi è richiesta di un mandato di arresto da parte di uno Stato membro, la corte di appello (in Italia) rifiuta la consegna nei seguenti casi [3]:

  • se vi sono motivi oggettivi per ritenere che il mandato d’arresto europeo sia stato emesso al fine di perseguire penalmente o di punire una persona a causa del suo sesso, della sua razza, della sua religione, della sua origine etnica, della sua
    nazionalità, della sua lingua, delle sue opinioni politiche o delle sue tendenze sessuali oppure che la posizione della persona interessata possa risultare pregiudicata per uno dei motivi appena citati;
  • se il diritto è stato leso con il consenso di chi, secondo la legge italiana, può validamente disporne;
  • se per la legge italiana il fatto costituisce esercizio di un diritto, adempimento di un dovere ovvero è stato determinato da caso fortuito o forza maggiore;
  • se il fatto è manifestazione della libertà di associazione, della libertà di stampa o di altri mezzi di comunicazione;
  • se la legislazione dello Stato membro di emissione non prevede i limiti massimi della carcerazione preventiva;
  • se il mandato d’arresto europeo ha per oggetto un reato politico;
  • se dagli atti risulta che la sentenza irrevocabile, oggetto del mandato d’arresto europeo, non sia la conseguenza di un processo equo condotto nel rispetto dei diritti minimi dell’accusato;
  • se sussiste un serio pericolo che la persona ricercata venga sottoposta alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti;
  • se la persona destinataria del mandato d’arresto europeo, al momento della commissione del reato, fosse minore di anni 14, o minore di anni 18 quando il reato per cui si procede è punito con una pena inferiore nel massimo a nove anni, o quando la restrizione della libertà personale risulta incompatibile con i processi educativi in atto, o quando l’ordinamento dello Stato membro di emissione non prevede differenze di trattamento carcerario tra il minore di anni 18 e il soggetto maggiorenne o quando, effettuati i necessari accertamenti, il soggetto risulti comunque non imputabile o, infine, quando nell’ordinamento dello Stato membro di emissione non è previsto l’accertamento della effettiva capacità di intendere e di volere;
  • se il reato contestato nel mandato d’arresto europeo è estinto per amnistia ai sensi della legge italiana, sempre che al fatto si applichi la giurisdizione dello stato italiano
  • se risulta che la persona ricercata è stata giudicata con sentenza irrevocabile per gli stessi fatti da uno degli Stati membri dell’Unione europea purché, in caso di condanna, la pena sia stata già eseguita o sia in corso di esecuzione o non possa più essere eseguita in forza delle leggi dello stato membro che ha emesso la condanna;
  • se i fatti per i quali il mandato d’arresto europeo è stato emesso potevano essere giudicati in Italia e si sia già verificata la prescrizione del reato o della pena;
  • se, per lo stesso fatto che è alla base del mandato d’arresto europeo, nei confronti della persona ricercata, sia in corso un procedimento penale in Italia (esclusa l’ipotesi in cui il mandato d’arresto europeo concerne l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membro dell’Unione europea);
  • se il mandato d’arresto europeo riguarda reati che dalla legge italiana sono considerati reati commessi in tutto o in parte nel suo territorio, o in luogo assimilato al suo territorio; ovvero reati che sono stati commessi al di fuori del territorio dello Stato membro di emissione, se la legge italiana non consente l’azione penale per gli stessi reati commessi al di fuori del suo territorio;
  • se è stata pronunciata, in Italia, sentenza di non luogo a procedere;
  • se il mandato d’arresto europeo è stato emesso ai fini della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale, qualora la persona ricercata sia cittadino italiano, sempre che la corte di appello disponga che tale pena o misura di sicurezza sia eseguita in Italia conformemente al suo diritto interno;
  • se la persona richiesta in consegna è una donna incinta o madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente, salvo che, trattandosi di mandato d’arresto europeo emesso nel corso di un procedimento, le esigenze cautelari poste a base del provvedimento restrittivo dell’autorità giudiziaria emittente risultino di eccezionale gravità;
  • se il provvedimento cautelare in base al quale il mandato d’arresto europeo è stato emesso risulta mancante di motivazione;
  • se la persona richiesta in consegna beneficia per la legge italiana di immunità che limitano l’esercizio o il proseguimento dell’azione penale;
  • se la sentenza per la cui esecuzione è stata domandata la consegna contiene disposizioni contrarie ai princípi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano.

Quali garanzie deve richiedere l’Italia per eseguire il mandato?

Non sempre è possibile emettere (e soprattutto eseguire) il mandato di arresto europeo, sia quando l’Italia richieda la consegna sia che gli venga richiesto di eseguirla. L’esecuzione del mandato d’arresto europeo da parte dell’autorità giudiziaria italiana è, infatti, possibile solo se [4]:

  1. il mandato d’arresto europeo è stato emesso ai fini dell’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza comminate con un provvedimento pronunciato in assenza dell’imputato (tecnicamente si dice in absentia) e se l’interessato non è stato citato personalmente né informato in altro modo della data e del luogo dell’udienza che ha portato a quella sentenza di condanna. In questo caso specifico, la consegna è possibile solo se l’autorità giudiziaria che emette il mandato di arresto (e che, dunque, chiede la consegna del condannato) fornisca serie rassicurazioni circa il fatto che i destinatari del mandato potranno chiedere la celebrazione di un nuovo processo (nello stato membro richiedente) e che sarà loro consentito di presenziare;
  2. il reato oggetto del mandato d’arresto europeo è punibile con una pena o una misura di sicurezza privative della libertà personale a vita. In questo caso l’esecuzione del mandato (e, quindi, la consegna allo stato richiedente) è possibile solo se lo stato membro richiedente prevede (nel suo ordinamento giuridico) la possibilità di modificare la pena comminata su richiesta della parte e la possibile applicazione di misure di clemenza (alle quali la persona destinataria del mandato ha diritto in virtù della legge o della prassi dello Stato membro di emissione) affinché la pena o la misura in questione non siano eseguite;
  3. la persona destinataria del mandato d’arresto europeo (e nei confronti della quale deve essere iniziato un procedimento penale) è cittadino italiano o residente in Italia. In questo caso la consegna è subordinata alla condizione che la persona, dopo essere stata ascoltata dallo stato richiedente, sia rinviata nello stato membro di esecuzione (Italia) per scontarvi la pena o la misura di sicurezza (che, eventualmente, siano state pronunciate nei suoi confronti).

 


note

 

[1] L.n. 69 del 22.04.2005.

[2] Art. 7 L.n. 69 del 22.04.2005.

[3] Art. 18 L. n. 69 del 22.04.2005.

[4] Art. 19 L. n. 69 del 22.04.2005.


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