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Diabete mellito

30 giugno 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 30 giugno 2018



Il diabete mellito è una malattia cronica progressiva caratterizzata da un aumento della glicemia, cioè del glucosio nel sangue. Il glucosio, che costituisce la fonte energetica primaria del nostro corpo, si ottiene a partire dai cibi, viene veicolato dal sangue e, tramite l’insulina, penetra all’interno delle cellule che costituiscono i nostri tessuti.

Cause del diabete

Il diabete mellito è conseguenza di fattori genetici e ambientali che causano un’alterata produzione e/o utilizzazione dell’insulina, ormone prodotto dal pancreas. Vi sono varie forme di diabete:

  • tipo I, rappresenta il 2-3% dei casi e colpisce soprattutto individui sotto i trent’anni. È una malattia autoimmune, vengono prodotti anticorpi che distruggono le cellule del pancreas produttrici di insulina.
  • tipo II, rappresenta il 90% dei casi e si manifesta soprattutto in individui di età superiore ai quarant’anni. Si ha una ridotta produzione e/o un’incapacità da parte dei tessuti di utilizzare l’insulina. La causa è sconosciuta ma sono numerosi i fattori di rischio: familiarità per il diabete, obesità, alimentazione sbilanciata, sedentarietà, mancato esercizio fisico, fumo, ipertensione arteriosa.
  • gestazionale: colpisce donne in gravidanza;
  • altri tipi (diabete conseguente a difetti genetici, a patologie del pancreas, indotto da farmaci quali glucocorticoidi o ormoni tiroidei, diabete associato a sindromi genetiche come sindrome di Down, sindrome di Turner, sindrome di Klinefelter).

Sintomi del diabete

Il tipo I esordisce in maniera improvvisa: il paziente presenta stanchezza e affaticabilità, fame insaziabile, sete eccessiva, aumento della diuresi, dimagrimento repentino.

Nel tipo II i sintomi iniziali sono modesti, possono essere presenti prurito, dermatiti, infezioni genitali, parodontopatie. Talvolta non è presente nessun sintomo e la diagnosi viene fatta casualmente in occasione di un check-up, nel corso di esami preparatori a un intervento chirurgico oppure dopo l’insorgenza di una complicanza.

Diagnosi di diabete

La diagnosi di diabete si effettua con un prelievo di sangue dopo un digiuno di almeno otto ore.

La diagnosi di diabete si pone in presenza di:

  • valore di glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl in almeno due occasioni. Il valore normale di glicemia è 60-100 mg/dl;
  • riscontro di glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl due ore dopo un carico orale di glucosio di 75 grammi;
  • valore di emoglobina glicata superiore 6,5%. L’emoglobina è una proteina contenuta nei globuli rossi del sangue. Una piccola percentuale lega il glucosio e prende il nome di emoglobina glicata; il suo valore è proporzionale al valore di glucosio, pertanto il suo valore rappresenta un indice di controllo della glicemia.

I valori di glicemia compresi tra i 100 mg/dl (limite superiore di normalità) e 126 mg/dl (diagnosi di diabete) costituiscono una condizione intermedia che viene definita “anomala glicemia a digiuno”.

In presenza di sintomi quali sete intensa, appetito eccessivo, dimagrimento, aumento delle minzioni, stanchezza è indicato un controllo glicemico.

Dopo i quarant’anni si consiglia un esame della glicemia soprattutto in presenza di fattori di rischio quali familiarità per il diabete, obesità, valori alterati del colesterolo e trigliceridi, ipertensione, sedentarietà.

Terapia del diabete

Il diabete è una malattia dalla quale non si guarisce.

Nel diabete tipo I la terapia consiste nella somministrazione sottocute di insulina più volte al giorno.

Nel diabete tipo II la terapia si basa sulla dieta, sull’esercizio fisico, sull’assunzione di farmaci ipoglicemizzanti orali e/o di insulina.

L’iniezione di insulina avviene attraverso:

  • la penna insulinica, strumento con un ago corto e una cartuccia di insulina;
  • il microinfusore, dispositivo medico applicato attraverso un catetere nel sottocute dell’addome.

È fondamentale il monitoraggio più volte al giorno della glicemia, a tal fine si usa:

  • glucometro, strumento che analizza una goccia di sangue ottenuta dalla puntura dei polpastrelli;
  • sensori glicemici che si applicano sulla cute e tramite un lettore verificano il valore della glicemia.

Complicanze del diabete

Le complicanze del diabete mellito possono essere acute e croniche.

Le complicanze acute, emergenze mediche e appannaggio quasi esclusivo del tipo I, sono costituite da:

  • coma iperglicemico dovuto ad una ridotta o assente somministrazione di insulina;
  • coma ipoglicemico conseguente ad un’insufficiente alimentazione, ad una attività fisica intensa o ad un’eccessiva somministrazione di insulina.

Queste due condizioni sono precedute da sintomi che mettono in allarme il paziente:

  • alterazione della vista, irritabilità, sudorazione e tremori nell’ipoglicemia;
  • crampi addominali, senso di malessere, visione offuscata nell’iperglicemia.

Una rapida determinazione della glicemia permette di intervenire prontamente con l’assunzione di zucchero nell’ipoglicemia o la somministrazione di insulina nell’iperglicemia.

Le complicanze croniche, più frequenti nel tipo II ma presenti anche nel tipo I con mediocre compenso della glicemia, hanno gravità e frequenza proporzionale all’entità e alla durata dell’alterazione glicemica. Sono rappresentate da:

  • retinopatia: lesione dei piccoli vasi della retina che può portare a cecità;
  • nefropatia: perdita progressiva della funzionalità renale che può evolvere verso un’insufficienza renale cronica, la dialisi, il trapianto di rene;
  • neuropatia con alterazione della sensibilità e neuropatie dolorose;
  • malattie cardiovascolari: infarto, ictus, arteriopatia periferica con formazione di ulcere alle estremità degli arti inferiori, gangrena con amputazione.

Prevenzione del diabete

Attualmente non ci sono metodi per prevenire il diabete tipo I.

È invece appurato che la prevenzione è in grado di impedire o quantomeno ritardare l’insorgenza del diabete tipo II. Si consiglia l’esercizio fisico, la riduzione del peso corporeo, un’alimentazione ricca di fibre e ortaggi, di evitare grassi e zuccheri, l’astensione dal fumo, il controllo della pressione arteriosa.

La prevenzione rappresenta invece il cardine per evitare le complicanze sia nel tipo I che nel tipo II. Ogni sei mesi/un anno il paziente diabetico esegue esami del sangue, una visita diabetologica, oculistica, nefrologica e cardiologica.

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