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Conciliazione: cos’è e come funziona

7 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 settembre 2018



La conciliazione consente alle parti di trovare un accordo: vediamo come funziona.

Quando si pensa al mondo del diritto, soprattutto per quanto riguarda coloro che non ne fanno parte, l’idea principale e che subito viene alla mente è quella di un settore complicato, tecnico, con linguaggi specialistici ed anche, ammettiamolo, terribilmente litigioso. D’altronde rivolgersi ad un avvocato, comparire davanti a un giudice per ottenere e far valere un proprio diritto, o difendersi (nelle situazioni che riguardano il diritto penale), sono tutte attività che implicano e sottintendono un conflitto – anche molto grave – fra le parti, una presa di posizione delle persone coinvolte e che si trovano momentaneamente su posizioni opposte e inconciliabili. Ci sono tuttavia istituti appositi, nel nostro sistema, che hanno la precisa funzione di risolvere le controversie attraverso il dialogo fra le parti, volto a raggiungere una posizione intermedia mediante procedimenti specifici, non contenziosi, che tengano conto delle differenti posizioni e consentano una soluzione condivisa. Vediamo quindi cosa si intende nel nostro sistema per conciliazione, capendo assieme cos’è e come funziona la conciliazione.

Conciliazione: cos’è e come funziona

Quando si parla di conciliazione, si fa riferimento ad un metodo di risoluzione delle controversie alternativo rispetto ad un necessario ricorso dinanzi alle autorità giudiziarie, attraverso il quale le parti provano a trovare una soluzione concordata. Si tratta quindi in sostanza di una procedura che ha come risultato l’accordo delle parti, che hanno conciliato le rispettive posizioni trovando un accordo comune condiviso. In particolare, come avremo comunque modo di approfondire meglio quando spiegheremo la differenza fra mediazione e conciliazione, la conciliazione si identifica e si concretizza, anche secondo le previsioni del nostro legislatore, nel risultato ottenuto dall’attività delle parti coinvolte. Per capire quindi come funziona la conciliazione, occorre considerare che la conciliazione è la posizione finale raggiunta, l’accordo che le parti hanno concordato facendosi concessioni reciproche e venendosi incontro rispetto alle iniziali posizioni opposte.

Conciliazione: differenze rispetto alla mediazione

Come abbiamo anticipato, quando si parla di conciliazione, il richiamo più immediato è sicuramente all’istituto della mediazione, che è regolato nel nostro ordinamento da un apposita disciplina. Dal punto di vista terminologico, d’altronde, si tratta di due parole che sono molto simili nel significato, dal momento che si riferiscono entrambe a un tentativo di arrivare ad una posizione condivisa partendo da situazioni opposte: mediare, così come conciliare, significano in italiano trovare una soluzione nel mezzo, cercando compromessi che permettano ai soggetti coinvolti di trovare punti d’incontro soddisfacenti per tutti. Nel linguaggio comune, e spesso anche in quello legale, sono anche utilizzate spesso come sinonimi, ma in realtà sono differenti. Se il procedimento di mediazione riguarda l’intero iter, e quindi la procedura di mediazione fra le parti, con una persona terza esterna che coordina le operazioni (mediatore abilitato), la conciliazione in realtà si identifica con il risultato stesso, e quindi con l’accordo definitivo raggiunto dalle persone in disaccordo.

Conciliazione: che finalità ha

Dal punto di vista pratico, la conciliazione – così come peraltro anche l’istituto della mediazione – assolve a una specifica funzione, che viene definita in gergo tecnico deflattiva del contenzioso. In altri termini, la conciliazione può evitare il ricorso ad una procedura giudiziale nel caso in cui abbia esito positivo e le parti coinvolte riescano a trovare un punto d’incontro. Si riduce quindi il contenzioso, ovvero le procedure giudiziarie, e questa riduzione (cioè deflazione) è l’obiettivo che permea l’intera disciplina, volta a risolvere in breve tempo e con misure alternative conflitti fra differenti individui.

Conciliazione: giudiziale e stragiudiziale

Nel nostro sistema esistono diverse tipologie di conciliazione, e sotto questo profilo la distinzione più rilevante e fondamentale che si può effettuare quando si parla di conciliazione è quella fra conciliazione giudiziale e conciliazione stragiudiziale.

Nel nostro sistema, infatti, l’istituto della conciliazione è anzitutto regolato e previsto in diverse disposizioni, e può svolgersi anche davanti ad un giudice nel corso di un procedimento giudiziale. Nel primo caso, si tratta di conciliazione giudiziale, in quanto avviene nel corso di una causa, e nel nostro ordinamento civile le ipotesi sono diverse. Tra le tante disposizioni previste dal nostro codice di procedura civile, possiamo citare il tentativo di conciliazione che deve effettuare il giudice di pace alla prima udienza, o il presidente del tribunale all’udienza di comparizione dei coniugi nel giudizio di separazione (anche consensuale), mentre nel processo ordinario di cognizione dinanzi al tribunale la comparizione delle parti con la finalità di provocarne la conciliazione avviene solo se le stesse parti congiuntamente lo richiedono, o qualora il giudice lo ritenga opportuno.

Si definisce invece conciliazione stragiudiziale, come abbiamo detto, il risultato di una mediazione, e quindi in sostanza la composizione di una controversia fra le parti, che si verifica però al di fuori di un procedimento giudiziario.

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Autore immagine: Pixabay.

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1 Commento

  1. Qualora nel corso dell azione di governo emergano divergenze per quanto concerne l interpretazione e l applicazione del presente accordo, le parti si impegnano a discuterne con la massima sollecitudine e nel rispetto dei principi di buona fede e di leale cooperazione. Nel caso in cui le divergenze persistano, verra convocato il Comitato di conciliazione.

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