HOME Articoli

Lo sai che? Cosa succede agli evasori fiscali

Lo sai che? Pubblicato il 1 luglio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 1 luglio 2018

Evasione fiscale: cos’è? Quali sono le sanzioni economiche per chi evade? Quando l’evasione diventa reato?

L’evasione fiscale è uno spauracchio per tutti i contribuenti: quando se ne sente parlare, un brivido corre lungo la schiena e il pensiero va all’ultima dichiarazione dei redditi. In realtà, vedremo che, sebbene l’evasione fiscale sia sempre una cosa negativa, cioè costituisca un illecito, le sanzioni non sono sempre così tremende e il penale scatta solamente nelle ipotesi più gravi. Spieghiamo allora cosa succede agli evasori fiscali.

Evasione fiscale: cos’è?

L’evasione fiscale consiste nella condotta del contribuente che si sottrae in tutto (evasione totale) o in parte (evasione parziale) all’obbligo di pagare le tasse. L’evasione fiscale può realizzarsi in diversi modi: omettendo di dichiarare il proprio reddito reale, dichiarando costi deducibili inesistenti, applicando un’aliquota fiscale diversa da quella prevista per legge; emettendo fatture false; ecc. Com’è noto, quando si deve commettere un illecito la fantasia non manca di certo.

Evasione fiscale: quali sono le sanzioni?

Vediamo ora cosa succede agli evasori fiscali. Come anticipato, l’evasione fiscale è sostanzialmente un illecito tributario: pertanto, le sanzioni che ne derivano sono di tipo economico, consistenti nel pagamento di una somma di danaro. Quando, però, l’evasione supera una determinata soglia (cosiddetta soglia di punibilità), scatta la sanzione penale. Scendiamo nel dettaglio e vediamo in pratica cosa succede agli evasori fiscali.

Evasione fiscale: sanzioni economiche

Gli evasori fiscali, come detto, incorrono innanzitutto in sanzioni di tipo economico. Le conseguenze in questo caso dipendono dalla tipologia della tassa non pagata: generalmente il cittadino riceve la cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione e dovrà pagare una sanzione sull’imposta dovuta. La sanzione consiste in una sorta di sovrattassa, cioè un importo aggiuntivo, determinabile in misura percentuale sull’importo originariamente dovuto.

In caso di mancato pagamento, contro l’evasore fiscale può essere avviata la procedura per l’esecuzione forzata, ossia il soddisfacimento, che verrà attuato in modo coatto, del diritto del creditore (lo Stato) nei confronti del debitore. Non pagando le tasse, quindi, c’è il rischio di un pignoramento dei beni, mentre a seconda dei casi sono previste delle ulteriori misure cautelari come l’ipoteca o il fermo amministrativo dell’auto.

Sanzioni amministrative: quali sono le principali?

Di seguito alcune ipotesi di violazione tributaria con conseguente sanzione amministrativa (cioè economica).

Versamenti diretti

Nel caso di ritardato od omesso versamento diretto (acconti, conguagli, versamenti periodici, saldi) delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi, le sanzioni sono le seguenti:

  1. ritardo non superiore a quindici giorni: sanzione amministrativa pari all’1% dell’importo non versato per ogni giorno di ritardo;
  2. ritardo superiore a quindici giorni ma non a novanta giorni: sanzione amministrativa pari al15% dell’importo non versato;
  3. ritardato od omesso versamento fuori dai casi precedenti: sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato.

Dichiarazione imposte dirette

Le sanzioni economiche riguardanti la dichiarazione dei redditi sono le seguenti:

  • in caso di omessa dichiarazione, la sanzione è dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 258 euro. La sanzione è da 258 euro a 1.032 euro, se non sono dovute imposte. La sanzione è raddoppiabile per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. In presenza di redditi prodotti all’estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo.
  • in caso di dichiarazione infedele, la sanzione è dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza di credito (la sanzione si applica anche se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni o deduzioni). In presenza di redditi prodotti all’estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo.

Imposte sui redditi e Iva

In caso di omessa tenuta o conservazione della contabilità, la sanzione va da 1.032 euro a 7.746 euro.  Le sanzioni sono raddoppiate se dalle irregolarità emergono evasioni dei tributi diretti e dell’Iva complessivamente superiori, nell’esercizio, a 51.645,69 euro.

Imposta di registro

In caso di omessa richiesta di registrazione la sanzione va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Nell’ipotesi di insufficiente dichiarazione di valore, la sanzione va dal 100% al 200% della maggiore imposta. In caso di occultazione di corrispettivo, invece, la sanzione va dal 200% al 400% della differenza d’imposta (detratta l’eventuale sanzione per insufficiente dichiarazione di valore).

Imposte ipotecarie e catastali

In caso di omessa richiesta di trascrizione o di annotazioni obbligatorie, la sanzione va dal 100% al 200% dell’imposta ovvero, se soggetta a imposta fissa, da 103 a 2.065 euro.

Imposta di bollo

In caso di omesso o insufficiente pagamento, la sanzione va dal 100% al 500% dell’imposta o della maggiore imposta.

Compensazioni nel modello F24 di crediti inesistenti

L’indebito utilizzo in compensazione è punito con la sanzione dal 100% al 200% del credito inesistente. La sanzione è del 200% del credito inesistente se gli importi compensati superano 50.000 euro per anno solare. La sanzione si applica a tutti i crediti per imposte e contributi che possono essere utilizzati in compensazione per eseguire i versamenti. Il termine di scadenza per l’accertamento della violazione è fissato al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di utilizzo del credito.

Evasione fiscale: sanzioni penali

Agli evasori fiscali va molto peggio nel caso in cui superino la soglia di punibilità prevista dalla legge. Bisogna distinguere a seconda dell’evasione concretamente posta in essere. Cominciamo con la dichiarazione fraudolenta.

Dichiarazione fraudolenta

Si ha dichiarazione fraudolenta quando il contribuente altera o falsifica i dati riportati nella dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o modificando le scritture contabili (per chi è tenuto a compilarle). Le soglie perché scatti il reato sono le seguenti:

  • l’imposta evasa è superiore a trentamila euro;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione;
  • gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori a 1,5 milioni di euro;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta sono superiori a trentamila euro.

Superate tali soglie, per l’evasore fiscale è prevista la pena della reclusione da un anno e sei mesi fino a sei anni [1].

Dichiarazione infedele

Quando invece il contribuente, senza falsificare la dichiarazione, omette (in modo cosciente e volontario) dei redditi percepiti o aumenta le spese, si ha l’ipotesi della dichiarazione infedele. Anche in questo caso, il reato (punito con la reclusione da uno a tre anni) scatta solo al raggiungimento di un tetto prefissato dalla legge:

  • l’imposta evasa deve essere superiore a centocinquantamila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale o comunque i tre milioni di euro.

Omessa dichiarazione

Chi invece non presenta la dichiarazione dei redditi, Iva e anche del 770 entro novanta giorni dalla scadenza commette il reato di omessa dichiarazione ma solo a condizione che l’imposta evasa sia superiore a 50mila euro. Sotto questa soglia non si va in carcere. Al di sopra, invece, c’è la reclusione da uno a tre anni.

Omesso versamento Iva e ritenute certificate

Il reato di omesso versamento Iva e ritenute certificate scatta solo se il debito è superiore a 250mila euro.

Emissione di fatture false e occultamento di documenti contabili

Al di là delle soglie di punibilità, esistono casi in cui, a prescindere dall’entità dell’evasione, la condotta viene punita penalmente anche se essa dovesse comportare un vantaggio di un solo euro. Si tratta dei reati di emissione di fatture false e di occultamento o distruzione di documenti contabili.

Nel primo caso, l’emissione di fatture false o ricevute per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’imposta sui redditi o dell’Iva comporta la pena della reclusione da un anno e sei mesi a sei anni; nel secondo, l’occultamento o distruzione di documenti contabili di cui è obbligatoria la conservazione per non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari integra reato punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Omesso versamento

L’omesso versamento dell’Iva, entro il termine per l’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, da dichiarazione per importo superiore a 250.000 euro per ogni periodo è sanzionato con la reclusione da sei mesi a due anni. L’omesso versamento di  ritenute dovute o certificate entro il termine per la dichiarazione dei sostituti, per importo superiore a 150.000 euro per ogni periodo d’imposta è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Evasione fiscale: cos’è la particolare tenuità del fatto?

Anche nel caso in cui la condotta costituisca reato, per gli evasori fiscali c’è la possibilità di farla franca. Secondo la Corte di Cassazione, per chi supera di poco la soglia di rilevanza penale è applicabile l’istituto giuridico della particolare tenuità del fatto [2]: ciò consente di chiedere l’immediata archiviazione del procedimento penale e di evitare la pena. Resta la fedina penale macchiata e, ovviamente, il debito tributario che verrà iscritto a ruolo e confluirà nelle cartelle esattoriali. Con tutte le conseguenze sotto il profilo esecutivo che esse comportamento (pignoramenti, ipoteche, ecc.).

note

[1] Art. 3, d. lgs. n. 74 del 10.03.2000.

[2] Art. 131-bis cod. pen.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI