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Quali sono le agevolazioni fiscali per chi trasferisce la residenza in Italia?

7 Giugno 2017 | Autore:
Quali sono le agevolazioni fiscali per chi trasferisce la residenza in Italia?

Reddito imponibile dal 10 al 70% per chi si trasferisce. Ecco in dettaglio i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate.

Chi decide di trasferire la residenza fiscale in Italia potrà beneficiare di alcune importanti agevolazioni fiscali. É quanto ha chiarito di recente l’Agenzia delle Entrate [1].

Vediamo quali sono i requisiti, l’entità dell’agevolazione, soffermandoci sull’opzione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva dell’Irpef sui redditi realizzati all’estero, stabilita in misura forfettaria di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta.

Il requisito principale: trasferirsi in Italia dall’estero

Presupposto comune ai vari regimi agevolati è il trasferimento della residenza in Italia da parte del contribuente interessato.

É richiesto inoltre che la persona fisica deve aver mantenuto la residenza fiscale all’estero per un periodo di tempo minimo, variabile a seconda del regime agevolativo.

Ricercatori e docenti: vantaggi per il rientro in Italia

Ricercatori e docenti che decidono di trasferire la residenza in Italia possono beneficiare dell’agevolazione a patto che:

  • siano essere in possesso di un titolo di studio universitario e equiparato;
  • siano essere stati non occasionalmente residenti all’estero;
  • abbiano svolto all’estero documentata attività di ricerca o docenza per almeno due anni continuativi;
  • svolgano l’attività di docenza e ricerca in Italia;
  • trasferiscano la residenza in Italia.

In presenza di tutti questi presupposti il reddito imponibile sarà pari al 10% del reddito prodotto, sia esso di lavoro dipendente o autonomo.

L’agevolazione è concessa per un lasso di tempo non superiore a quatto anni che decorrono dall’anno di trasferimento della residenza in Italia.

Regime per i lavoratori impatriati

Si parla di regime fiscale di vantaggio per i lavoratori rimpatriati quando ci si riferisce invece a tutti quei soggetti, anche non laureati, che trasferiranno (o abbiano trasferito a decorrere dal 2016) la residenza in Italia e che soddisfano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • non siano stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il trasferimento;
  • svolgano attività lavorativa presso un’impresa residente in Italia;
  • prestino l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano, per più di 183 giorni nell’arco dell’anno;
  • rivestano ruoli direttivi o sono in possesso di elevata qualificazione o specializzazione;
  • si impegnino a permanere in Italia almeno per cinque anni.

Il reddito imponibile è pari al 70% per il periodo d’imposta 2016 e al 50% a partire dal 2017.

Il regime agevolato è applicabile per un periodo massimo di cinque anni.

Regime di imposizione sostitutiva

Il regime definito di «imposizione sostitutiva» è rivolto alle persone fisiche che trasferisco la residenza in Italia e che abbiano avuto la residenza all’estero per un tempo almeno pari a 9 periodi d’imposta nel corso dei 10 precedenti quello di inizio di validità dell’opzione.

In questo caso si può optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef sui redditi realizzati all’estero, stabilità forfettariamente nella misura di 100mila euro.

L’opzione ha una durata massima di 15 anni. Si tratta della cosiddetta «Flat Tax Paperoni», per sapere come funziona ti consigliamo di consultare il nostro articolo  Flat Tax Paperoni: entri in Italia con tassazione fissa.


note

[1] Agenzia delle Entrate, circolare n. 17 del 23 maggio 2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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