Diritto e Fisco | Editoriale

Sono obbligato a lavorare nei festivi?

2 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 luglio 2018



Il dipendente è obbligato a svolgere la propria attività durante le giornate festive, su richiesta dell’azienda, o può legittimamente rifiutarsi?

Il lavoro durante le giornate festive, come Natale, Pasqua, Ferragosto e Capodanno, ha dato luogo, negli ultimi anni, a numerose polemiche, riguardanti non solo i lavoratori dipendenti dalle aziende del settore turistico e della grande distribuzione, ma anche, in generale, tutti i lavoratori degli esercizi commerciali situati in città d’arte ed in località turistiche. Ma che cosa dispongono le leggi al riguardo? Il dipendente è tenuto a lavorare nelle giornate festive, su richiesta del datore di lavoro? In altre parole, sono obbligato a lavorare nei festivi, oppure posso legittimamente rifiutarmi, anche se lavoro nel settore del commercio e del turismo?

Quali sono le giornate festive?

Le giornate festive non devono essere confuse con le domeniche; si tratta invece dei giorni considerati di festività civile e religiosa, come individuati dalla legge [1]:

  • 1° gennaio: Capodanno;
  • 6 gennaio: Epifania
  • Pasqua (che cade sempre di domenica)
  • Pasquetta o Lunedì dell’Angelo
  • 25 aprile: giorno della Liberazione
  • 1° maggio: festa dei Lavoratori
  • 2 giugno: festa della Repubblica
  • 15 agosto: giorno dell’Assunzione, o Ferragosto (da Feriae Augusti, festività istituita dall’imperatore Augusto, poi ripresa in età fascista);
  • 1° novembre: festa di Ognissanti;
  • 8 dicembre: festa dell’Immacolata Concezione;
  • 25 dicembre: Natale;
  • 26 dicembre: Santo Stefano.

A queste festività va aggiunta quella del santo patrono, differente a seconda del comune in cui è ubicata l’attività.

Che differenza c’è tra il lavoro festivo o domenicale?

Lavorare la domenica non è espressamente vietato, ma è consentito per la generalità delle attività lavorative: ne abbiamo parlato nel nostro approfondimento sul Lavoro domenicale.

Secondo la legge sull’orario di lavoro [2], difatti, è possibile prestare la propria attività di domenica, purché il lavoratore possa fruire di un riposo settimanale di 24 ore (più ulteriori 11 ore di riposo giornaliero). In parole semplici, il lavoratore deve potersi riposare per almeno 35 ore ogni 7 giorni. Questo valore è, comunque, inteso come media nell’arco di 14 giorni: ciò significa che, se una settimana il dipendente non si riposa, la settimana successiva ha diritto al riposo doppio.

Se il lavoratore, dunque, si rifiuta di lavorare la domenica, può subire delle sanzioni disciplinari: questo non accade, invece, riguardo al lavoro festivo, perché la legge [3] prevede un vero e proprio diritto soggettivo al rifiuto di lavorare nei festivi.

Il lavoro festivo è vietato?

Lavorare durante le festività, ad ogni modo, non è vietato: se il dipendente acconsente, può benissimo prestare la propria attività lavorativa durante una giornata festiva. Prova ne sia che i principali contratti collettivi prevedono espressamente delle maggiorazioni della retribuzione per il lavoro festivo. Se il lavoro festivo fosse vietato, ovviamente, queste disposizioni non esisterebbero.

Che cosa succede se mi rifiuto di lavorare nei festivi?

Se il dipendente si rifiuta di lavorare nei festivi, secondo quanto chiarito da un’importante sentenza della Cassazione [4], ha comunque diritto alla normale retribuzione. In pratica, il lavoratore ha diritto a non prestare servizio durante le festività e a non vedersi detrarre alcunché dallo stipendio, dal momento che l’assenza dal lavoro risponde all’esercizio di un diritto soggettivo.

Fanno eccezione solo i lavoratori che dipendono dalle istituzioni sanitarie pubbliche e private e coloro che svolgono servizi di pubblica utilità, obbligati a prestare la propria attività durante le festività se le esigenze di servizio non si conciliano col riposo.

Posso essere obbligato a lavorare nei festivi dal contratto collettivo?

Secondo le previsioni della Cassazione [4], in nessun caso un accordo sindacale, anche aziendale, può comportare il venir meno di un diritto già acquisito dal singolo lavoratore, come il diritto al riposo durante le giornate festive, non trattandosi infatti di un diritto disponibile per le organizzazioni sindacali.

Posso essere obbligato a lavorare nei festivi dal contratto individuale?

Sempre secondo le previsioni della Cassazione, se azienda e lavoratore stipulano un contratto in cui quest’ultimo si obbliga a prestare attività lavorativa nei giorni festivi, su richiesta dal datore di lavoro, la clausola è illegittima. Secondo la giurisprudenza, infatti, il consenso manifestato dal lavoratore all’atto dell’assunzione non legittima l’azienda a pretendere in via generalizzata la sua prestazione lavorativa nelle giornate festive per tutta la durata del rapporto. In pratica, la prestazione lavorativa durante i festivi è subordinata a un nuovo accordo tra le parti, da manifestarsi volta per volta in via specifica.

Posso essere sanzionato se non lavoro nei festivi?

In base a quanto appena osservato, sembrerebbe non sussistere alcun dubbio sul fatto che il lavoratore possa legittimamente rifiutarsi di prestare l’attività durante i festivi, con pieno diritto alla retribuzione. E invece no. Una delle più recenti pronunce della Cassazione [5], pur ribadendo che il diritto del lavoratore di astenersi dall’attività lavorativa in caso di festività è pieno e ha carattere generale, sottolinea che il rifiuto al lavoro festivo potrebbe avere un rilievo disciplinare.

In parole semplici, sembrerebbe che la giurisprudenza reputi possibile che il rifiuto a prestare il lavoro durante la festività possa essere oggetto di una sanzione disciplinare, se il contratto collettivo o quello individuale prevedono l’obbligo del lavoratore a prestare servizio, se richiesto dall’azienda, durante le feste comandate, salvo rifiuto per giustificato motivo.

La questione, posta in questo modo, contrasta apertamente con la legge, nonché con gli orientamenti consolidati della giurisprudenza. L’ultima sentenza della Cassazione in materia torna invece ai precedenti orientamenti, richiedendo un accordo specifico, di volta in volta, per lo svolgimento del lavoro festivo. Sarebbero comunque opportuni dei chiarimenti da parte della Cassazione, e prima ancora da parte del Legislatore.

note

[1]   L. n.260/1949 n. 260; L. n.54/1977. D.P.R. n. 792/1985.

[2] D.lgs.66/2003.

[3] Art.2, L. n.260/1949

[4] Cass. sent. n.9176/1997.

[5] Cass. Sent. n. 21209/2016.

[6] Cass. Sent. n. 27948/2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI