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Lo sai che? Rei reddito d’inclusione: che cosa cambia

Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 luglio 2018

Reddito d’inclusione più alto e per tutte le famiglie: a quanto ammonta, come si calcola, come si presenta la domanda.

In attesa del reddito di cittadinanza, o del reddito di avviamento al lavoro, resta pienamente operativo il Rei, cioè il reddito d’inclusione dedicato ai più poveri: il raggio d’azione di questo assegno mensile di assistenza, tra l’altro, è stato recentemente ampliato. Il Rei, difatti, non è più riconosciuto soltanto alle famiglie con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55, ma spetta ora a tutte le famiglie che possiedono i requisiti economici per il sussidio, a prescindere dalla composizione del nucleo familiare. Inoltre, il reddito d’inclusione è passato dalla soglia massima di 485 euro al mese all’importo massimo mensile di circa 540 euro. Le novità sono state illustrate dall’Inps con un recente messaggio [1], e valgono per tutte le domande presentate a partire dal 1° giugno 2018. Facciamo allora il punto della situazione sul Rei reddito d’inclusione: che cosa cambia, chi sono i nuovi aventi diritto, quali sono i nuovi importi, come si calcola il beneficio.

Che cos’è e come funziona il Rei?

Il Rei è un sussidio mensile, a favore dei nuclei familiari più poveri, riconosciuto attraverso una carta acquisti, la carta Rei: come la vecchia Social Card, la carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze domestiche. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto e dà diritto a degli sconti sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni delle bollette di energia elettrica e gas.

Il Rei spetta alle famiglie più bisognose, ma può essere riconosciuto soltanto se i membri della famiglia aderiscono a un programma d’inclusione sociale e lavorativa. In parole semplici, i componenti del nucleo familiare si devono impegnare attivamente per qualificarsi e trovare un lavoro, secondo il progetto appositamente predisposto per loro, pena la revoca del beneficio.

Chi ha diritto al Rei?

Il Rei, in base alle ultime modifiche, spetta alle famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • il cui indicatore Isre non supera i 3mila euro; si tratta dell’indicatore della situazione reddituale (Isr) presente nell’attestazione Isee, diviso per il parametro della scala di equivalenza Isee ai fini Rei;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Dal 1° giugno 2018, non è più richiesto il vecchio requisito legato alla composizione del nucleo familiare: ciò vuol dire che possono ottenere il reddito d’inclusione tutte le famiglie aventi i requisiti patrimoniali e reddituali indicati, anche senza figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55.

In ogni caso, chi richiede il Rei deve essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Come si calcola il Rei?

Grazie alla legge di Bilancio 2018 gli importi massimi del Rei sono stati aumentati. Gli importi soglia del reddito d’inclusione sono differenti a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nello specifico, il beneficio economico del Rei è pari, su base annua, al valore di 3mila euro moltiplicato:

  • per il parametro della scala di equivalenza (corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni previste dal decreto Isee);
  • per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

La soglia per il diritto è dunque pari a 3mila euro, ma in sede di prima applicazione viene coperta solo al 75%. Pertanto, inizialmente, la soglia con cui confrontare le risorse economiche del nucleo familiare è pari, per un singolo, a 2.250 euro (75 % di 3mila), e cresce a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (viene infatti proporzionata per mezzo della scala di equivalenza).

I parametri della scala di equivalenza corrispondenti al numero di componenti il nucleo familiare, come definiti dal decreto Isee, sono i seguenti:

  • un componente: 1,00
  • 2 componenti: 1,57
  • 3 componenti: 2,04
  • 4 componenti: 2,46
  • 5 componenti: 2,85.

Il parametro della scala di equivalenza è incrementato di 0,35 punti per ogni ulteriore componente il nucleo familiare. Tuttavia, dato che nel 2018 si applica un tetto massimo di importo annuale, questo comporta l’abbattimento dell’importo massimo annuo erogabile ad un nucleo di 6 componenti, nella misura di 6.477,90 euro annui e di 539,83 euro mensili, e l’effettiva mancata applicazione dell’incremento di 0,35 per ciascun ulteriore componente.

A quanto ammonta il Rei

In base a quanto esposto, vediamo a quanto ammonta il sussidio Rei mensile, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Nel dettaglio, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei può essere pari a un massimo di 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 461,25 euro mensili;
  • 5 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 534,37 euro mensili;
  • 5 o più componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 539,82 euro mensili.

Il Rei è compatibile con altre entrate e sussidi?

Il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui e il limite Isre di 3mila euro. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda: il Rei Com si trova in una sezione della domanda stessa).

Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altri sussidi per la disoccupazione.

Se un componente della famiglia, o più familiari, beneficiano di altri trattamenti di assistenza, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del Rei viene ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni.

Sono comunque compatibili col Rei:

  • il pagamento di arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • le somme riconosciute come rimborso spese sostenute, i buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

note

[1] Inps Mess. n.2120/2018.


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