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Assicurazione auto: come detrarla dalla dichiarazione dei redditi

4 luglio 2018


Assicurazione auto: come detrarla dalla dichiarazione dei redditi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 luglio 2018



È possibile scaricare dalle tasse i costi di una assicurazione rc auto oppure quella su eventuali infortuni e sinistri al conducente e ai passeggeri?

È arrivato il momento di fare la dichiarazione dei redditi e, nel fascicolo delle ricevute di spesa sostenute nel corso dell’anno, trovi anche le prove del versamento dell’assicurazione obbligatoria sull’auto, la cosiddetta rc-auto (responsabilità civile automobilistica). Dopo aver versato i due premi semestrali al tuo agente ti sei fatto consegnare le ricevute e le hai catalogate nell’archivio dei documenti più importanti. Ora è il momento di verificare se e come detrarre l’assicurazione auto dalla dichiarazione dei redditi. Visto che paghi diverse centinaia di euro sia per te che per tua moglie, il risparmio di imposta potrebbe essere notevole. Peccato dunque farsi sfuggire eventuali benefici fiscali.

Se dunque il tuo problema è questo, ecco le istruzioni che fanno al caso tuo. Qui di seguito cercheremo di spiegarti come muoverti per non avere problemi, in caso di controlli, con l’Agenzia delle Entrate e scaricare dalle tasse i costi dell’rc-auto, sempre ammesso che sia possibile.

Si possono detrarre dalle tasse i premi dell’assicurazione auto?

Devo darti una notizia brutta e una bella. Come di norma si fa in questi casi, iniziamo prima dalle cattive per poi cercare di addolcirci il palato con quelle buone. Ebbene, se speravi di ottenere le detrazioni fiscali sui premi dell’assicurazione rc-auto sappi che questi sono finiti dal 2014, abrogati con una legge del 2013 [1]. Ad oggi non è più possibile scaricare dalle tasse il costo dei premi. All’epoca era prevista una detrazione relativamente alla quota garantita e versata al Servizio Sanitario Nazionale e, in ogni caso, solo per gli importi superiori a 40 euro (per importi inferiori non era prevista alcuna detrazione).

Ciò nonostante residuano margini per ottenere ancora qualche detrazione fiscale su eventuali polizze assicurative infortuni. Vediamo quali.

Detrazioni fiscali per la polizza infortuni

L’unica spesa che il contribuente può detrarre dalle tasse è quella relativa alla polizza infortuni del conducente che è stipulata su base volontaria (non è cioè obbligatoria) ed è parallela alla polizza rc-auto. Una polizza di questo tipo è spesso consigliabile, tenuto conto che la normale assicurazione – quella cioè imposta dalla legge – in caso di sinistro causato dalla responsabilità dell’assicurato copre solo i danni (fisici e al mezzo) riportati dal conducente dell’altro mezzo ma non i propri.

Ad oggi spetta la detrazione Irpef del 19% per:

  • i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente;
  • i premi per assicurazioni per rischio di non autosufficienza;
  • i premi assicurativi contro il rischio di eventi calamitosi.

Premi per assicurazioni sulla vita, contro gli infortuni, sul rischio morte e invalidità permanente

La detrazione Irpef del 19% riguarda:

  • per i contratti stipulati o rinnovati fino al 31.12.2000, i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, anche se versati all’estero o a compagnie estere. La detrazione è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a 5 anni e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima [2];
  • per i contratti stipulati o rinnovati a partire dall’1.1.2001, i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% (da qualunque causa derivante).

L’importo detraibile dei premi non deve complessivamente superare 750,00 euro relativamente ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave.

Spese sostenute per i familiari

Solitamente è necessario che contraente e assicurato siano la medesima persona. Tuttavia, la detrazione spetta anche nei seguenti casi:

  • quando il contribuente (contraente) stipula un’assicurazione per il figlio minorenne (assicurato e beneficiario) e, quindi, versa i premi nell’interesse di un familiare a carico;
  • quando il familiare a carico del contribuente (es. moglie) stipula un contratto e versa i relativi premi, risultando quindi sia come contraente che come assicurato. Ovviamente in questo caso la detrazione spetta al contribuente che ha a carico il familiare.

Premi per assicurazioni per rischio di non autosufficienza

La detrazione Irpef del 19% riguarda anche i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto. L’importo dei premi non deve superare 1.291,14 euro, al netto dei premi per le suddette assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente. Anche in questo caso le spese per premi assicurativi in questione sono detraibili anche se sono state sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico (es. figli).

Il suddetto limite massimo di 1.291,14 euro comprende anche gli eventuali premi relativi ai familiari fiscalmente a carico.

note

[1] DL n. 102/2013.

[2] C.M. 12.5.2000 n. 95/E, circ. Agenzia delle Entrate 55/2001, 29/2001, 17/2006 e 15/2005 e ris. Agenzia delle Entrate 143/2005.


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1 Commento

  1. Come segnalare un’assicurazione che non vuole risarcire la vittima della strada .imponendogli danni su danni e spese alla vittima.s chi devo riferrmi

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