Diritto e Fisco | Articoli

Rottamazione cartelle: si può modificare?

5 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2018



Come eliminare le cartelle dalla rottamazione: il nuovo servizio ContiTu.

Hai aderito alla definizione agevolata delle cartelle di pagamento e l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha accolto la tua istanza inviandoti la comunicazione delle somme dovute. Tuttavia ti sei accorto che non puoi pagare tutte le cartelle inserite nella comunicazione o comunque vuoi pagarne solo alcune. Puoi farlo? È possibile modificare l’elenco delle cartelle inserite nella rottamazione?

Ebbene si, purché ciò avvenga entro il 31 luglio 2018, data di scadenza della prima rata del piano di definizione agevolata. Vediamo come fare per modificare la rottamazione.

Modificare la rottamazione: servizio Conti Tu

Una volta ricevuta dall’Agenzia delle Entrate Riscossione la comunicazione delle somme dovute, è possibile pagare solo alcune delle cartelle/avvisi in essa contenuti e chiedere nuovi bollettini per il pagamento. Per la modifica c’è tempo fino al 31 luglio 2018.

Attenzione però.  È possibile solo eliminare le cartelle che non si vogliono più pagare, ma non se ne possono aggiungere diverse da quelle già inserite nell’istanza scaduta il 15 maggio 2018.

Per effettuare la modifica occorre accedere al servizio predisposto dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, denominata ContiTu.

Si accede dal seguente link Conti Tu e si compila l’apposito form, inserendo:

  • codice fiscale,
  • e-mail (sul quale arriverà il link per la conferma della richiesta)
  • numero Comunicazione e data inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione.
  • i numeri delle sole cartelle e avvisi che si vogliono pagare.

Prima di inviare la richiesta di modifica, è possibile effettuare una verifica. È, infatti, possibile calcolare l’importo di ciascuna rata e l’importo totale. Il numero delle rate non può essere modificato e resta quello indicato nell’istanza di definizione agevolata.

Rottamazione modificata: cosa succede alle cartelle rimaste fuori

Le cartelle che restano escluse dalla rottamazione potranno essere recuperate dall’Agenzia delle Entrate Riscossione: per esse è come se la definizione agevolata non produce effetti ed è come se non fosse mai stata richiesta. Ciò vuol dire che l’Agenzia potrà notificare intimazioni di pagamento e poi procedere con le misure cautelari (fermo amministrativo e ipoteca) e/o con le misure esecutive (pignoramento mobiliare o immobiliare).

Chi aveva presentato l’istanza di rottamazione quando aveva già in corso un rateizzazione, regolarmente rispettata, può riprendere il piano di rate, rinunciando tacitamente alla definizione agevolata.

Rottamazione: se non è arrivata la comunicazione

Chi non ha ancora ricevuto la comunicazione delle somme dovute, può chiederne una copia accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione oppure, senza necessità di pin e password personali, compilando il form al seguente link Richiesta comunicazione somme dovute.

Basta inserire il codice fiscale, l’indirizzo mail al quale ricevere la risposta e allegare un documento di riconoscimento.

Rottamazione: se non si modifica entro il 31 luglio

Chi non modifica l’elenco delle cartelle rottamate entro il 31 luglio 2018 e non paga tutte le rare del piano di definzione agvolata entro le rispettive scadenze, decade definitivamente dalla rottamazione. La conseguenza è che il contribuente non può più ottenere nuovi provvedimenti di rateizzazione.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può quindi riattivare il recupero di tutti crediti contenuti nelle cartelle esattoriali e pretenderne il pagamento in un’unica soluzione, senza che il contribuente possa rateizzare il debito in 72 o 120 rate.

La rateizzazione è possibile solo per le cartelle e gli avvisi notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

Chi invece aveva presentato l’istanza di rottamazione quando aveva già in corso un rateizzazione, regolarmente rispettata, può riprendere il piano di rate, rinunciando tacitamente alla definizione agevolata.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI