HOME Articoli

Lo sai che? Permesso di costruire: come funziona?

Lo sai che? Pubblicato il 5 luglio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 5 luglio 2018

Quando e per che cosa c’è bisogno di autorizzazione per fare dei lavori in casa, dove chiederlo, quanto tempo serve e quali sono le alternative.

Se hai in mente di fare un lavoro edilizio, che si tratti di costruire una nuova casa o di ristrutturare o ampliare quella già esistente, ti starai chiedendo quali tipi di autorizzazioni serviranno ancor prima di posare o di muovere la prima pietra. I permessi non sono tutti uguali, ma cambiano (certe volte nemmeno servono) a seconda dell’intervento da fare. Per alcune opere viene richiesto il permesso di costruire. Ma come funziona? Quali sono gli interventi per i quali ti verrà richiesto e da chi dovrai andare per ottenerlo? E quanto tempo ci vuole per avere un permesso di costruire? Ecco le risposte che stai cercando.

Permesso di costruire: per che cosa viene richiesto?

Le opere per le quali serve il permesso di costruire sono quelle:

  • di nuova costruzione;
  • di ristrutturazione urbanistica;
  • di ristrutturazione edilizia che modifichino in modo importante la struttura e la volumetria dell’edificio;
  • di ristrutturazione edilizia su edifici delle zone omogenee A che modifichino la destinazione d’uso;
  • di ristrutturazione edilizia che comportino la modifica della sagoma di edifici sottoposti a vincoli.

I tipi di interventi nell’edilizia

L’elenco che abbiamo appena visto, presentato così, potrebbe dirti poco o nulla. Sei sicuro di conoscere la differenza tra un intervento edilizio e l’altro? Facciamo ulteriore chiarezza e vediamo quali tipi di interventi sono contemplati nel Testo unico dell’edilizia ed in che cosa consiste ciascuno di essi.

  • manutenzione ordinaria. Rientrano in quest’ambito i lavori di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture e quelli occorrenti a mantenere efficienti gli impianti tecnologici. Si parla, ad esempio, della tinteggiatura della facciata, la sostituzione dei serramenti o degli infissi, la posa di un nuovo pavimento, ecc.;
  • manutenzione straordinaria. Si tratta dei lavori per il rinnovo e la sostituzione di parti anche strutturali degli edifici o per fare o integrare i servizi igienico-sanitari, purché non vengano modificate la volumetria e la destinazione d’uso. Parliamo, quindi, di apertura o chiusura di porte, della dotazione di nuovi impianti, della modifica della distribuzione interna di una casa, ecc.;
  • restauro e risanamento conservativo. Questa voce comprende i lavori per la conservazione dello stabile e per assicurare la funzionalità mediante una serie di opere che, pur mantenendo la tipologia formale e strutturale dell’immobile, consentano il cambio delle destinazioni d’uso. Rientrano, quindi, gli interventi di consolidamento, di ripristino e di rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, così come l’inserimento di impianti e accessori propri all’uso;
  • ristrutturazione edilizia. Questi sono i lavori che possono cambiare i «connotati» di un edificio, rendendolo in toto o in parte diverso da com’era prima attraverso l’eliminazione e la ricostruzione di alcuni o di tutti gli elementi dell’immobile rispettando la stessa volumetria. Se lo stabile è sottoposto a vincoli di legge, dopo la ricostruzione dovrà mantenere la stessa sagoma che aveva in precedenza;
  • ristrutturazione urbanistica. Sono quegli interventi volti a sostituire il tessuto urbanistico­-edilizio esistente con altro diverso.

Ci sono, infine, i lavori di trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio. Comprendono:

  • la costruzione di manufatti o il loro ampliamento all’esterno della sagoma esistente;
  • i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria eseguiti da privati e non dal Comune;
  • le infrastrutture e gli impianti anche per pubblici servizi che presuppongano la trasformazione permanente del suolo;
  • l’installazione di tralici o torri per impianti o ripetitori di telecomunicazioni;
  • l’installazione di roulottes, camper, case prefabbricate o imbarcazioni che vengano utilizzati come ambienti di lavoro, di abitazione, magazzini, ecc. tranne nei casi in cui si tratti di installazioni temporanee o siano inserite in una struttura turistica che ne ha avuto l’autorizzazione;
  • le pertinenze che le normative considerino interventi di nuova costruzione o che abbiano un volume superiore al 20% di quello dell’edificio principale;
  • depositi di materiale o di merci;
  • impianti per attività produttive all’aperto che comportino la modifica permanente del suolo.

Permesso di costruire: come si chiede?

Se hai bisogno di realizzare uno degli interventi sopra citati, ti serve un permesso per costruire. Ma come lo devi chiedere? In base a quanto stabilito dal Testo unico sull’edilizia, devi presentare l’istanza di richiesta allo Sportello unico per l’edilizia, allegando:

  • l’attestazione sul titolo di legittimazione;
  • il progetto o i progetti richiesti;
  • la dichiarazione del progettista abilitato sulla conformità del progetto.

Quest’ultima dichiarazione, in particolare, deve attestare la conformità a:

  • gli strumenti urbanistici approvati e adottati dall’ente locale interessato;
  • i regolamenti edilizi in vigore;
  • le norme antisismiche;
  • le norme di sicurezza;
  • le norme antincendio;
  • le norme igienico-sanitarie;
  • le norme che riguardano l’efficienza energetica.

Permesso di costruire: quanto ci vuole per ottenerlo?

Una volta che hai presentato l’istanza con tutta la documentazione richiesta, lo Sportello unico per l’edilizia ti comunicherà entro 10 giorni il nominativo del responsabile del procedimento ed entro i 50 giorni successivi (cioè entro 60 giorni dalla presentazione della domanda) questo responsabile si occupa di istruire la pratica e di formulare una proposta di provvedimento accompagnata da una relazione. Entro questo termine può anche richiedere delle modifiche. In tal caso, avrai 15 giorni di tempo per presentare ulteriore documentazione.

Può succedere, però, che quando hai presentato la domanda tu abbia dimenticato qualche documento oppure che sia necessario allegarne qualche altro per approfondimenti tecnici. In questo caso, il responsabile del provvedimento interromperà l’istruttoria entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda per chiedere ulteriore documentazione. Una volta che questa è stata presentata, ricominciano a decorrere i termini per ottenere il permesso.

Dopo che il responsabile ha formulato la proposta con tanto di relazione, entro 30 giorni il dirigente adotta il provvedimento definitivo accogliendo o respingendo la domanda. Se non ti arriva alcuna comunicazione dopo 30 giorni, vale la regola del silenzio-assenso, quindi è legittimo ritenere che hai il permesso per costruire, tranne in caso di vincoli sull’assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali.

Permesso di costruire: la Scia alternativa

Ci sono alcuni lavori per i quali anziché il permesso di costruire puoi chiedere un’autorizzazione alternativa. Si tratta della superScia, o Scia alternativa, grazie alla quale si può fare a meno del permesso di costruire per:

  • interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo in tutto o in parte diverso da quello precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici;
  • interventi di ristrutturazione edilizia negli immobili delle zone omogenee A che modifichino la destinazione d’uso;
  • interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica disciplinati da un piano attuativo dichiarato valido dall’organo comunale competente;
  • interventi di nuova costruzione in esecuzione diretta di strumenti urbanistici generali con precise disposizioni planovolumetriche.

Come presentare la Scia alternativa?

Se devi fare uno degli interventi sopra citati e vuoi utilizzare la Scia alternativa al permesso di costruire, devi trasmetterla allo Sportello unico per l’edilizia almeno 30 giorni prima dell’inizio effettivo dei lavori. Occorrerà allegare una relazione tecnica dettagliata che contenga i progetti, firmata da un professionista abilitato. La relazione dovrà certificare:

  • che i lavori da fare sono conformi con gli strumenti urbanistici approvati;
  • che gli interventi non sono in contrasti con strumenti urbanistici o con i regolamenti edilizi in vigore;
  • che verranno rispettate le norme di sicurezza e quelle igieniche e sanitarie.

Quanto ci vuole per ottenere la Scia alternativa?

Una volta presentata la Scia alternativa al permesso di costruire insieme alla documentazione richiesta, ci sono 30 giorni di tempo affinché l’Amministrazione comunale competente la valuti. Trascorso questo termine ed in assenza di risposta, la Scia si può ritenere approvata. Può darsi, però, che nell’arco di quei 30 giorni l’Amministrazione contesti qualche documento oppure ritenga che non ci sono le condizioni per poter effettuare i lavori. In quest’ultimo caso, l’ufficio comunale dovrà comunicartelo, sempre entro quel mese di tempo, motivando l’ordine di non realizzare l’opera.

Inoltre, se l’Ente locale avverte che c’è una falsa attestazione da parte del professionista abilitato, ne darà comunicazione all’autorità giudiziaria ed al Consiglio dell’Ordine di appartenenza del professionista.

Permesso di costruire: quando serve la Scia

La Scia normale, cioè non quella alternativa al permesso di costruire, basta per poter realizzare alcuni interventi, e nello specifico:

  • lavori di manutenzione straordinaria necessari per rinnovare e sostituire parti anche strutturali di un edificio o per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitati e tecnologici purché non si alteri la volumetria dell’immobile;
  • lavori di restauro e di risanamento conservativo che riguardano parti strutturali dell’immobile e che comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi che costituiscono l’edificio, l’inserimento di accessori e di impianti richiesti dalle esigenze dell’uso e l’eliminazione di elementi estranei all’edificio;
  • lavori di ristrutturazione edilizia diversi da quelli per i quali è necessario il permesso di costruire o la Scia alternativa;
  • le varianti al permesso di costruire che non toccano i parametri urbanistici o le volumetrie, non modificano la destinazione d’uso, la categoria edilizia e la sagoma dell’edificio;
  • le varianti al permesso di costruire che non comportano una variazione essenziale purché rispettino le prescrizioni urbanistico-edilizie.

Le varianti possono essere comunicate a fine lavori con l’attestazione del professionista abilitato.

Per questi interventi, comunque, è possibile chiedere il permesso di costruire anziché presentare la Scia. Se così fosse, i tempi per il rilascio sarebbero di 75 giorni dalla presentazione della domanda.

Quali sono i tempi della Scia

A differenza del permesso da costruire, la Scia consente l’immediato inizio dei lavori, a meno che debbano essere acquisiti ulteriori atti di assenso. In tal caso, potrai cominciare i lavori solo quando lo Sportello unico ti avrà comunicato l’avvenuta acquisizione degli atti richiesti.

Entro 30 giorni dalla presentazione della Scia, l’Amministrazione comunale può bloccare i lavori e chiedere la rimozione degli eventuali danni provocati. Può, inoltre, chiedere che vengano prese le misure necessarie a rientrare nella normativa entro un termine non inferiore a 30 giorni. Se, trascorso questo tempo, non provvederai all’adozione delle misure richiesti, i lavori si intenderanno vietati.

Permesso di costruire: quando si può usare la Cila

La Cila, cioè la Comunicazione inizio lavori asseverata, può essere richiesta per interventi edilizi che rientrano nella cosiddetta «categoria residuale» che non richiede una precisa indicazione sulla tipologia degli interventi. In sostanza, per tutti i lavori per i quali non è necessario né il permesso di costruire né la Scia. Puoi, dunque, avviarli dopo avere inviato al Comune (anche via e-mail) una comunicazione dell’inizio dell’attività edilizia asseverata da un tecnico abilitato in cui si certifica che i lavori:

  • rispettano gli strumenti urbanistici ed i regolamenti edilizi in vigore;
  • sono compatibili con la normativa antisismica e con quella sul rendimento energetico;
  • non interessano parti strutturali dell’edificio.

Bisogna, inoltre, indicare i dati dell’impresa che realizzerà i lavori.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI