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Box auto: si può usare come ufficio?

5 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2018



Il garage, oltre ad essere un luogo in cui parcheggiare la macchina, può diventare, talvolta, anche un appoggio per il lavoro o gli hobby.

Il prezzo alto degli affitti ha portato molti artigiani e professionisti a trovare delle soluzioni alternative per contenere le spese, molti, ad esempio, scelgono uno spazio condiviso, come un appartamento con più stanze in maniera da dividere le quote, altri si spostano in zone della città meno care, altri ancora cercano una sistemazione nella propria abitazione. La casa non è sempre la migliore soluzione in cui adibire l’ufficio o lo studio per dedicarsi ad un hobby in quanto, nella maggior parte dei casi, non si riesce a trovare la giusta concentrazione oppure si rischia di disturbare i familiari o i vicini di casa. In taluni casi, soprattutto quando si tratta di appartamenti, manca proprio lo spazio materiale per ricreare un angolo riservato. Per queste ragioni, chi necessita di un’area in cui lavorare, dedicarsi ad un passatempo o, semplicemente, rilassarsi in solitudine si pone una domanda: il box auto si può usare come ufficio?

Box auto come ufficio o studio

Quando si lavora si vuole avere uno spazio riservato in cui collocare una scrivania, un computer e tutto il necessario per portare avanti i propri compiti. Chi svolge, ad esempio, una professione intellettuale ha bisogno di silenzio e concentrazione, non può avere distrazioni che rischiano di compromettere la buona riuscita dei propri impegni. Molti decidono di allestire un ufficio nel proprio garage perché, essendo uno spazio poco frequentato, rappresenta un’ottima location per avere la giusta calma e tranquillità. Il medesimo discorso vale anche per gli artigiani o gli artisti, come ad esempio i sarti o i pittori che, al fine di dare sfogo alla loro creatività, necessitano di spazi silenziosi.

Al contrario, vi sono persone che, avendo hobby e passatempi rumorosi, ossia che potenzialmente possono dare disturbo agli altri, in particolare ai vicini di casa, adibiscono il garage come studio proprio per non dare noia. Si pensi ad esempio ai musicisti che suonano tante ore al giorno oppure ai dj che mixano i dischi e non possono, o vogliono, indossare le cuffie. Tutte queste persone si domandano dunque se il box auto si può usare come ufficio.

Cosa si intende per box auto

Per box auto si intende uno spazio, collocato al piano strada, o nel seminterrato, chiuso con una porta, o delimitato mediante un cancello, in cui è possibile posteggiare la macchina per proteggerla dagli agenti atmosferici o dai malintenzionati. Il garage, quando gli spazi lo consentono, può anche essere adattato a ripostiglio o a cantina, inserendo ad esempio delle mensole o degli scaffali. Essendo una pertinenza, ossia un accessorio, della casa principale, il box auto si trova in prossimità dell’abitazione in modo da consentire un agevole parcheggio.

Nel caso del condominio, in generale, ogni garage viene assegnato a ciascun proprietario e le spese vive, come ad esempio l’elettricità per l’illuminazione dei locali o l’apertura automatica delle porte, vengono divise equamente o in base ai millesimi di proprietà, a seconda delle regole condominiali. Chi intende utilizzare questi spazi diversamente si chiede, box auto: si può usare come ufficio?

Il box auto condominiale può essere usato come ufficio?

Con riferimento alla normativa e alla giurisprudenza prevalente, l’utilizzo di un box auto come ufficio o studio, se non in contrasto con i regolamenti condominiali, è consentito nell’eventualità di modifica di destinazione d’uso, ad esempio da garage a magazzino-deposito. In altre parole, occorre fare il passaggio di destinazione d’uso dalla classe catastale C6 – garage, alla classe C2 – magazzini e locali di deposito oppure C3 – laboratori per arti e mestieri.

Qualora il passaggio non risulti praticabile, occorre uniformarsi a quanto stabilito dall’amministratore del condominio che, investendo della questione un tecnico, per l’incolumità e la sicurezza dei suoi condomini, è obbligato ad ottenere dai Vigili del Fuoco il Certificato prevenzione incendi dell’autorimessa.

Mobili e arredi quali ad esempio le librerie, gli scaffali in legno, i climatizzatori o, anche, l’eventuale rivestimento acustico sono tutti elementi che costituiscono potenzialmente un pericolo perché soggetti ad incendio quindi, onde continuare ad utilizzare lo spazio, probabilmente sarà utile adottare un arredamento più basico e minimale.

Cosa dice la normativa antincendio

La normativa antincendio per i garage condominiali [1], rispetto alla versione precedente che limitava a 5 i livelli di prestazione antincendio (L.P.), variabili in base all’altezza antincendio dell’edificio, oggi ne impone 4:

  1. L.P.0 per gli edifici di altezza antincendi da 12 metri a 24 metri;
  2. L.P.1 per gli edifici di altezza antincendi da 24 metri a 54 metri;
  3. L.P.2 per gli edifici di altezza antincendi da oltre 54 metri fino a 80 metri;
  4. L.P.3 per gli edifici di altezza antincendi oltre 80 metri.

Maggiore è l’altezza dell’edificio e maggiore sarà dunque il pericolo per gli occupanti, per questa ragione l’amministratore, quale responsabile della sicurezza, deve fare in modo che i condomini possano avere tutte le informazioni necessarie a prevenire ed evitare i danni, cioè:

  1. sapere come allertare i Vigili del Fuoco e quali indicazioni fornire per un soccorso veloce ed efficace;
  2. sapere come mettere in sicurezza le apparecchiature e gli impianti presenti nell’edificio e individuare le vie di fuga;
  3.  sapere come effettuare un corretto esodo, soprattutto in presenza di persone con ridotte capacità motorie;

A seguito della messa in sicurezza, che è obbligatoria a pena di divieto di utilizzo dei garage stabilito dal Sindaco in caso di evidente pericolo, l’amministratore di condominio, con apposito sopralluogo, chiede la conformità di quanto svolto ai Vigili del Fuoco che in caso di esito favorevole emettono il Certificato prevenzione incendi, documento che attesta la sicurezza dei locali adibiti a rimessa.

note

[1] Bozza di regola tecnica integrativa del D.M. 16 maggio 1987, n. 246, recante misure gestionali e di esercizio commisurate al livello di rischio ipotizzabile.

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