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Ferie lavoratori stagionali: quando?

5 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2018



Entro quando il lavoratore con contratto stagionale deve essere mandato in ferie e può fruire di permessi e riposi?

Sei stato assunto con contratto stagionale, devi lavorare per alcuni mesi nell’anno, ma hai paura di non aver diritto a ferie, permessi e riposi, considerato che il periodo di lavoro non è molto lungo? Devi sapere che tutti i lavoratori hanno pari diritti, a prescindere dal contratto con cui sono assunti e dalla sua durata. Di conseguenza, anche i lavoratori stagionali hanno diritto alle ferie ed ai permessi, alla pari degli altri dipendenti, nonostante la particolarità e la brevità delle attività svolte, in quanto legate a determinati periodi dell’anno. Bisogna certamente considerare che la disciplina del lavoro stagionale è più elastica rispetto a quella del rapporto di lavoro subordinato in generale, e che i diritti, per il lavoratore, maturano in proporzione all’attività svolta: nonostante l’elasticità del contratto e il minor periodo di servizio, comunque, l’azienda non può riconoscere agli stagionali diritti inferiori rispetto a quelli previsti per la generalità dei lavoratori, fatto che si tradurrebbe in una discriminazione. Il problema, per quanto riguarda le ferie, è che queste sono, normalmente, pari a 4 settimane all’anno solo per chi ha lavorato tutto l’anno, e che il datore di lavoro ha esclusivamente l’obbligo di far fruire di 2 settimane di ferie entro l’anno di maturazione. Data la brevità del contratto stagionale, potrebbe dunque accadere che tu non riesca a fruire delle ferie: l’azienda non sarebbe soggetta ad alcuna sanzione, ma dovrebbe corrisponderti un’indennità per le ferie maturate e non godute. Lo stesso vale per i permessi. Ma facciamo subito il punto della situazione sulle ferie lavoratori stagionali: quando possono essere richieste, come maturano, quando vanno liquidate. Vediamo anche come funzionano i permessi ed i riposi dei lavoratori stagionali.

Che cosa sono le ferie?

Le ferie sono delle assenze retribuite a cui hanno diritto tutti i lavoratori, in misura almeno pari a 4 settimane l’anno. Queste assenze hanno la finalità fondamentale di consentire il riposo psico-fisico del dipendente e sono un diritto costituzionalmente garantito [1]: non può accadere, dunque, che le ferie non siano previste nel contratto lavorativo.

Come maturano le ferie per gli stagionali?

Le ferie, per i lavoratori stagionali, alla pari degli altri dipendenti, maturano mensilmente, con un rateo pari a 2,167 giorni al mese (salvo previsioni più favorevoli del contratto collettivo), corrispondenti a circa 17,33 ore mensili, se il contratto è full time. Le settimane di ferie previste dal decreto sull’orario di lavoro [2], difatti, sono 4 all’anno, corrispondenti a 26 giornate: dividendo le 26 giornate per 12, si ottiene il rateo mensile.

Se il lavoratore è assunto nel mese di giugno e termina l’attività nel mese di settembre, ha dunque diritto a 3 ratei ferie, pari a 6, 498 giornate (o al maggior rateo eventualmente previsto dal contratto collettivo): il fatto che non abbia diritto a 26 giornate, ovviamente, non costituisce una discriminazione, in quanto il diritto è riconosciuto in proporzione all’attività svolta (proprio come avviene, ad esempio, per i lavoratori con contratto part time verticale, che possono prestare la loro opera soltanto alcuni periodi dell’anno e non maturano le ferie nei periodi d’inattività).

Se il lavoratore è assunto o cessa il contratto nel corso del mese, è necessario far riferimento al giorno dell’assunzione e della cessazione: se nel mese risultano lavorate almeno 15 giornate, il rateo matura per il mese intero, se meno, il rateo ferie non matura.

Il contratto collettivo applicato può comunque prevedere una disciplina di miglior favore.

Quando sono concesse le ferie agli stagionali?

Posto che la maturazione delle ferie avviene, per gli stagionali, allo stesso modo degli altri lavoratori, le differenze possono manifestarsi nella concessione delle ferie: la legge, difatti, stabilisce soltanto che il datore di lavoro sia tenuto a concedere, entro l’anno di maturazione, almeno 2 settimane di ferie, per coloro che maturano tutte e 4 le settimane previste.

Pertanto, se il contratto stagionale iniziato nel corso dell’anno termina prima del 31 dicembre e non è stato concesso il periodo minimo di ferie, il datore di lavoro non è sanzionabile: anche se è preferibile far godere al lavoratore stagionale le ferie maturate prima del termine del contratto, l’intenso svolgimento dell’attività d’impresa potrebbe renderne problematica la fruizione. In questo caso, le ferie non godute devono essere riconosciute al dipendente sotto forma di indennità: si tratta dell’unico caso in cui è possibile monetizzare il periodo minimo di ferie.

Come maturano i permessi per gli stagionali?

I contratti collettivi, oltre alle ferie, prevedono ulteriori assenze retribuite, chiamate permessi: alcuni di essi, previsti per la generalità dei dipendenti, non richiedono una particolare motivazione per la loro fruizione. Tra le principali tipologie di permessi ricordiamo:

– i permessi ex festività, nati per sopperire l’abolizione delle 4 vecchie giornate di festività, pari a 32 ore l’anno;

– i rol (permessi per riduzione orario di lavoro), il cui ammontare è diverso a seconda del contratto collettivo applicato: il Ccnl Commercio, ad esempio, prevede la concessione di un rateo mensile pari a 7,33 ore, per le aziende con meno di 15 dipendenti, o di 8,66 ore, per le altre aziende.

Per i lavoratori stagionali, dunque, i ratei mensili di permesso spettanti sono pari a quelli a cui hanno diritto gli altri lavoratori, in proporzione all’orario svolto. Per quanto riguarda la loro concessione, vale quanto già esposto in merito alle ferie: se il datore è impossibilitato a riconoscerli a causa della brevità e dell’intensità dell’attività, sono indennizzati al termine del rapporto.

Quali sono i riposi a cui hanno diritto gli stagionali?

La concessione dei riposi minimi previsti per legge ai lavoratori stagionali, invece, non segue la stessa disciplina prevista per le ferie. Il dipendente, difatti, deve obbligatoriamente godere:

  • di 11 ore di riposo al giorno consecutive: ogni previsione contraria è nulla;
  • di un riposo consecutivo minimo di 35 ore ogni 7 giorni, poiché 24 ore di riposo festivo vanno sommate alle 11 ore minime di riposo giornaliero: questo riposo, comunque, può essere anche conteggiato come media in 14 giorni; per il lavoro eccezionale di domenica, deve essere prevista una maggiorazione, oltre ad un riposo compensativo.

Il riposo settimanale può non coincidere con la domenica; per approfondire: Sono obbligato a lavorare di domenica?

Per quanto concerne le pause giornaliere, è previsto un minimo di 10 minuti ogni 6 ore di lavoro; la pausa non è retribuita, salvo diversa previsione del contratto collettivo, e può essere fruita anche al termine dell’attività lavorativa (ad esempio uscendo 10 minuti prima). Per gli addetti al videoterminale, invece, è prevista una pausa di 15 minuti, retribuita, da fruire tassativamente ogni 2 ore di lavoro.

note

[1] Art.36 Cost.

[2] D.lgs. 66/2003.


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