Diritto e Fisco | Editoriale

Omissione di soccorso in caso di incidente stradale

5 luglio 2018


Omissione di soccorso in caso di incidente stradale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2018



Cosa fare dopo un incidente: l’obbligo di attendere la polizia scatta solo in caso di feriti, anche lievi. Non c’è reato per chi scappa se ci sono solo danni alle auto.

Ci sono tante fake news che circolano in rete quando si parla di omissione di soccorso in caso di incidente stradale. Innanzitutto non è vero che l’automobilista ha l’obbligo di aiutare la persona in difficoltà ad uscire dall’auto, farle il massaggio cardiaco o la respirazione bocca a bocca, magari fasciare le ferite e immobilizzare gli arti. La legge non ti chiede di improvvisarti medico (anzi, tutt’altro: devi astenerti dall’operare manovre che potrebbero danneggiare l’infortunato); tutto ciò che devi fare è chiamare le autorità competenti. Un’altra falsa convinzione in cui facilmente si cade quando si parla di omissione di soccorso in caso di incidente stradale è che è tenuto a fermarsi solo colui che è responsabile dell’urto e non chi, invece, non ha alcuna colpa. Non è vero: che tu abbia rispettato il codice della strada o che invece sia vittima dell’altrui imprudenza, hai comunque l’obbligo di prestare aiuto all’altro automobilista se questo si è ferito. Ed ancora: non è necessario vedere il sangue o un arto penzolante per dover scendere dall’auto e chiamare le autorità; basta anche un semplice urto della fronte o un contraccolpo che potrebbe causare capogiri o conati di vomito.

L’ultimo luogo comune che bisogna sfatare quando si parla di incidenti stradali è che chi tampona un’auto ferma mentre sta uscendo da un parcheggio e non lascia i propri recapiti per essere contattato dal proprietario e avviare la pratica assicurativa commette reato: il penale per chi non fornisce gli estremi dell’assicurazione non scatta in caso di danni solo alle auto e non alle persone.

Detto ciò, vediamo cosa fare in caso di incidente stradale con feriti e cosa si rischia in caso di omissione di soccorso.

Se urto un’auto ferma e scappo commetto reato?

In generale il codice della strada impone ad ogni automobilista, in caso di incidente, di fermarsi e fornire gli estremi della propria assicurazione all’altro conducente per avviare le pratiche assicurative di risarcimento. Ciò però non è sempre possibile quando l’auto danneggiata è ferma e vuota (succede ad esempio nelle manovre di entrata o uscita da un parcheggio). In questi casi è obbligatorio – e non solo “buona educazione” – lasciare i propri recapiti telefonici o comunque mettersi in contatto con il proprietario affinché questi possa chiedere l’indennizzo alla propria compagnia.

Chi non lo fa, però, non commette reato ma una semplice violazione amministrativa sanzionata con una “multa” da 296 a 1.184 euro. Il che ovviamente presuppone che qualcuno abbia visto la scena e possa riferirlo al diretto interessato. Oltre a tutto questo c’è ovviamente il risarcimento del danno da pagare all’altro conducente, danno tuttavia che in questi casi, dovrebbe essere coperto dall’assicurazione.

Se urto un’auto in movimento e scappo commetto reato?

Se non ci sono feriti, scappare subito dopo un incidente, senza fermarsi e fornire gli estremi della propria assicurazione, non è reato. Scatta la sanzione amministrativa appena indicata da 296 a 1.184 euro.

Se il danno causato ai veicoli coinvolti è grave – cioè tale da determinarne l’obbligo di revisione – scatta anche la sospensione della patente di guida da 15 giorni a 2 mesi. Se si verifica un danno a uno o più animali di affezione, la sanzione amministrativa va da 413 a 1.658 euro.

Come vedremo a breve, il reato scatta solo se qualcuno si è fatto male (sia questi il conducente o un passeggero).

Se urto un’auto sono costretto a dare l’assicurazione o posso pagare io il danno?

La legge impone, a chi commette un danno, di risarcire le conseguenze prodotte. Questo significa che se le parti si mettono d’accordo sull’ammontare del costo necessario a riparare il mezzo incidentato non c’è bisogno di comunicarlo all’assicurazione. Se però non c’è l’accordo – si pensi al caso di chi vuol far riparare il mezzo da un proprio fiduciario quando il danneggiato preferisce riferirsi alla ditta autorizzata dalla casa madre – allora è obbligatorio fornire gli estremi della propria assicurazione.

Se l’altro conducente si assume la responsabilità dell’incidente cosa posso fare?

La cosa migliore è fargli firmare il Modulo di Constatazione amichevole, anche detto CID. Questo lo vincolerà alla ricostruzione riportata sul foglio. In alternativa le parti possono redigere una scrittura privata con riconoscimento della colpa in capo a uno dei due.

Questo documento non vincola l’assicurazione che potrà anche rifiutarsi di riconoscere il risarcimento se dimostra che i fatti sono andati diversamente.

Che fare se ci sono feriti in un incidente stradale?

In caso di feriti, entrambi gli automobilisti, sia il responsabile dell’urto che l’altro, hanno due diversi obblighi, sanzionati con due distinti reati.

Reato di fuga

L’automobilista, anche se non è responsabile del sinistro, deve fermarsi e attendere la polizia affinché generalizzi i conducenti e rediga il verbale: in caso contrario si è responsabili del reato di fuga punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente da 1 a 3 anni. Si è ugualmente colpevoli se ci si ferma per pochi minuti e poi si va via per aver constatato che l’altro conducente sta sostanzialmente bene. Il concetto di “ferito” non deve essere legato solo al sangue o alla rottura di un arto. È anche ferito chi subisce una contusione a un braccio, chi urta la testa contro lo sterzo o contro l’airbag, chi subisce il classico colpo di frusta tipico dei tamponamenti anche lievi. In tal caso, può scattare l’arresto facoltativo in flagranza e sono alternativamente applicabili anche le misure coercitive degli arresti domiciliari, del divieto e dell’obbligo di dimora, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e del divieto di espatrio.

Affinché scatti l’obbligo di fermarsi basta che l’utente della strada abbia il sospetto che la sua condotta abbia contribuito – anche minimamente – a causare un incidente in cui ci siano uno, o più feriti, anche in modo molto lieve.

La sosta deve essere di un tempo adeguato a consentire la compiuta identificazione dell’utente che ha causato l’incidente da parte delle forze dell’ordine intervenute;

Reato di omissione di soccorso

L’automobilista, anche se non responsabile del sinistro, purché in esso coinvolto (quindi non vale per i terzi spettatori), deve prestare i soccorsi solo se l’altro conducente ha riportato delle ferite anche lievi: in caso contrario si risponde del reato di omissione di soccorso. «Prestare soccorso» non significa improvvisarsi medici, fare la respirazione bocca a bocca, togliere i corpi dalle auto o medicarli ma chiamare il 118, la polizia, i carabinieri o le altre autorità preposte. In caso di violazione scatta la reclusione da un anno a tre anni e con la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

Se le lesioni sono lievi (ovvero non superiori ai 40 giorni di prognosi) si rientra nel reato previsto dal codice della strada; invece se le lesioni sono gravi o gravissime si integra il delitto previsto dall’articolo 590 bis del Codice penale e scatta comunque l’arresto facoltativo in flagranza, obbligatorio in caso di omicidio stradale.

La differenza tra i due reati  è la seguente:

  • reato di fuga: il codice della strada stabilisce il dovere di fermarsi, in caso di incidente «comunque ricollegabile» al proprio comportamento, e di prestare l’assistenza occorrente a chi abbia subito danno alla persona. L’obbligo di non allontanarsi è previsto al fine di accertare le modalità dell’incidente e di identificare coloro che rimangono coinvolti in incidenti stradali. Si prescinde dallo stato di bisogno del danneggiato (per cui ci si deve sempre fermare se vi sono danni a persone);
  • omissione di soccorso: in questo caso il codice della strada impone alle persone coinvolte in un incidente di «porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinchè non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità». Il soggetto ferito deve trovarsi in una condizione di bisogno effettivo (non si prescinde dallo stato di bisogno come nel precedente caso).
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