L’esperto | Editoriale

Bollo auto: ultime sentenze

3 Maggio 2021
Bollo auto: ultime sentenze

Quando pagare il bollo auto? Quando si prescrive la tassa automobilistica e cosa succede in caso di incidente stradale per il risarcimento del danno?

Il bollo auto resta sempre al centro dell’attenzione di tutti i contribuenti: l’obbligo annuale cui si devono confrontare gli automobilisti è sempre causa di contenzioni con il fisco. Gran parte delle cartelle esattoriali contengono la voce bollo auto non pagato, ma molte volte si tratta di somme prescritte. Come noto la tassa automobilistica cade in prescrizione dopo tre anni. Ma la lettera raccomandata con cui viene inviato l’accertamento interrompe i termini così come li interrompe il preavviso di fermo auto. 

In questo articolo ci occuperemo delle ultime sentenze che si sono occupate di bollo auto. Abbiamo raccolto le massime delle pronunce più interessanti degli ultimi mesi.

L’omesso pagamento del bollo auto

Ai sensi dell’art.3 D. L. 6 novembre 1985 n.597, l’azione dell’Amministrazione Finanziaria per il recupero delle tasse dovute per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.

Comm. trib. reg. Potenza, (Basilicata) sez. I, 28/02/2020, n.56

Prescrizione bollo auto: da quando decorre?

I termini di prescrizione del bollo auto sono da determinarsi di tre anni in tre anni, sia nel caso che sia stato notificato entro i termini, l’avviso di accertamento, e sia quando nei successivi tre anni sia stata notificata la cartella esattoriale, atto interruttivo della prescrizione. Il termine inizia a decorre dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento. Il dies a quo per il computo del periodo di prescrizione, per la cartella esattoriale, non può che decorrere dalla data di definitività dell’accertamento per mancata impugnazione, ossia dopo altri 3 anni dall’avviso e dopo 61 gg. consecutivi.

Comm. trib. reg. Bari, (Puglia) sez. I, 16/12/2019, n.3456

Bollo auto: è dovuto se si dimostra il passaggio di proprietà alla scadenza?

La previsione dell’art. 5, d.l. n. 953/1982, secondo cui la tassa automobilistica, per i veicoli iscritti al PRA, è dovuta da coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano da tale registro esserne i proprietari, non pone una presunzione assoluta, bensì solo una presunzione relativa, che, in quanto tale, può essere vinta dalla prova contraria con documenti di data certa che dimostrino l’avvenuto trasferimento della proprietà.

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2019, n.3040

Stralcio automatico della cartella esattoriale

Lo stralcio “automatico” delle cartelle esattoriali, comprese quelle relative al bollo auto, recanti carico fino a 1.000,00 euro, disposto dalla legge a far data dal 31 dicembre 2018 non incide sulla potestà legislativa della Regione, in quanto per un verso l’attività di riscossione rientra nell’ambito previsto dall’art. 117 comma 2 lett. e) Cost., per altro verso la portata generale della disposizione non opera alcuna distinzione tra le cartelle in relazione all’origine del carico recato, non consentendo così all’interprete di effettuare alcun distinguo circa la natura ed il soggetto creditore del debito portato dalle cartelle.

Comm. trib. reg. Ancona, (Marche) sez. VI, 16/09/2019, n.692

Bollo auto: richiesta di esenzione 

Il silenzio-assenso formatosi ex art. 20 l. n. 241/1990 come modificato dall’art. 3 comma 6-ter della L. n. 80/2005, sulla richiesta di esenzione dalla tassa automobilistica indirizzata all’Agenzia delle Entrate e regolarmente documentata dai certificati rilasciati dalla A.S.L., equivale a provvedimento di accoglimento della domanda. Pertanto, l’iscrizione a ruolo della tassa tempestivamente impugnata deve considerarsi illegittima e, dunque, deve essere annullata.

Comm. trib. reg., (Lazio) sez. XVI, 13/12/2018, n.8781

Termine di prescrizione triennale per la riscossione

In tema di tassa automobilistica, il decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione, previsto dall’art. 5, comma 51, del D.L. n. 953/1982, come convertito nella Legge n. 53/1983, non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’Amministrazione finanziaria, in quanto tale procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima. Pertanto, in virtù del fatto che, ai sensi dell’art. 2943 c.c., l’effetto interruttivo della prescrizione si produce solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore, l’iscrizione a ruolo è inidonea a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario della pretesa. Il termine entro il quale l’Amministrazione finanziaria può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi di natura prescrizionale (e non decadenziale), in quanto risponde ad un’esigenza che intende escludere che il debitore possa trovarsi in una situazione di incertezza in una materia ispirata al principio di legalità, al quale sono tenuti a uniformarsi sia l’Amministrazione finanziaria che l’agente della riscossione.

Non rilevano in tal senso, ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati all’Amministrazione o agli organi della notificazione. L’interruzione della prescrizione, infatti, è un atto che deve giungere nella sfera legale di conoscenza del contribuente entro il termine previsto dalla legge e non rileva nemmeno l’epoca, eventualmente antecedente, in cui l’atto sia stato affidato all’ufficiale giudiziario o all’ufficio postale per la notifica.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise), sez. I, 19/04/2018,  n. 212 

Tassa automobilistica e vendita di autoveicolo

In tema di tassa automobilistica, nel caso di vendita di autoveicolo non seguita da annotazione nel pubblico registro automobilistico, l’intestatario non è esonerato dal pagamento in via solidale del tributo, anche se il soggetto passivo dell’obbligazione tributaria è, da un punto di vista sostanziale, colui che, a prescindere dalle risultanze di detto registro, abbia la disponibilità reale ed effettiva del veicolo in base a documenti di data certa e verso il quale il primo, ove provveda al pagamento della tassa, ha diritto di rivalsa.

Cassazione civile, sez. VI, 10/04/2018,  n. 8737

Riscossione del tributo: termine di prescrizione

Il decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione del tributo, previsto dall’art. 5, comma 51, del D.L. n. 953/1982, come convertito con modificazioni dalla Legge n. 53/1983, non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo dello stesso da parte dell’Amministrazione finanziaria, in quanto tale procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima e, pertanto, producendosi l’effetto interruttivo della prescrizione, ai sensi dell’art. 2943 c.c., solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore, è inidonea ad essere percepita e a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario della pretesa.

Il termine entro il quale l’ente impositore può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi di natura prescrizionale (e non decadenziale), in quanto risponde ad un’esigenza che intende escludere che il debitore possa trovarsi in una situazione di incertezza in una materia ispirata al principio di legalità, al quale sono tenuti a uniformarsi sia l’ente impositore, che l’agente della riscossione.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise), sez. II, 26/03/2018,  n. 166 

Riscossione della tassa automobilistica

La scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c.. Tale principio si applica con riguardo a tutti gli atti, di modo che, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

In ordine alla riscossione della tassa automobilistica, soggetta a termine di prescrizione triennale, per effetto di quanto stabilito dall’art. 5, comma 51, D.L. n. 953/1982, come convertito con modifiche dalla Legge n. 53/1983 e modificato dall’art. 3 del D.L. n. 2/1986, come convertito con modifiche dalla Legge n. 60/1986, la mancata impugnazione della cartella nei termini non comporta l’applicabilità del temine ordinario di prescrizione relativamente alla successiva notifica dell’intimazione di pagamento.

Comm. trib. prov.le Salerno, sez. III, 08/02/2018,  n. 417 

L’esenzione dalla tassa di possesso automobilistica

L’esenzione dalla tassa di possesso automobilistica prevista dalla legge n. 342 del 2000, art. 63, comma 2, in favore dei veicoli ritenuti di particolare interesse storico e collezionistico, dipende dall’accertamento costitutivo dell’ASI, delegata all’adempimento di tale compito dal D.P.R. n. 445 del 2000, art. 47 che non ha effetto “ad rem”, è limitato ad un elenco analitico di modelli e marche, ed ha portata generale e astratta, riferita, cioè, a categorie complessive di veicoli.

Cassazione civile, sez. trib., 27/09/2017,  n. 22505 

Termine di prescrizione breve

Il principio di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo e, pertanto, anche all’avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica.

Cassazione civile, sez. VI, 25/08/2017,  n. 20425 

Bollo auto: cos’è? 

Per effetto della loro iscrizione nei pubblici registri, i veicoli sono soggetti a prelievo fiscale secondo le disposizioni vigenti (cd. tassa automobilistica). Il cosiddetto bollo auto ha natura sostanziale di tributo ed è attribuito alla competenza delle Regioni. In particolare, si tratta di un tributo proprio derivato in quanto, sebbene la struttura essenziale della fattispecie rimanga riservata alla competenza del legislatore statale, le singole Regioni esercitano una potestà normativa relativamente alla disciplina dell’ammontare del tributo.

Il prelievo fiscale trova giustificazione non in ragione della titolarità di un bene espressivo di ricchezza, quale appunto il veicolo, bensì in ragione del pubblico servizio implicitamente richiesto dal privato al momento dell’iscrizione del veicolo nel P.R.A. e ravvisabile nell’utilizzo delle strade. Pertanto, si può dire che il tributo non colpisce solo l’aspetto statico della titolarità bensì quello dinamico dell’utilizzo, il quale si presume a carico dell’utilizzatore.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XIV, 05/07/2017, n.2948

Il bollo auto si prescrive in tre anni

Il principio di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo e, pertanto, anche all’avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica.

Cassazione civile sez. VI, 25/08/2017, n.20425

Esenzione disabili

In tema di tassa automobilistica, ai fini dell’esenzione prevista per i soggetti disabili, la mancata presentazione dell’istanza di esenzione non costituisce causa di decadenza dal godimento dell’esenzione medesima.

Comm. trib. prov.le Caltanissetta, 25/07/2017,  n. 856

Omesso pagamento del tributo automobilistico

Nel caso in cui il contribuente intenda far valere il diritto alla esenzione direttamente davanti al giudice tributario, in sede di impugnativa dell’atto impositivo del tributo dal quale è esentato, è gravato dall’”onere di provare la sussistenza dei presupposti di fatto che giustificano la esenzione […] secondo gli ordinari criteri stabiliti dall’art. 2967 cod. civ.” (principio di diritto esposto dalla Cassazione Civile nella sentenza n. 13954/2011).

Nel caso esaminato, la CTR ha confermato quanto espresso dalla Commissione tributaria provinciale la quale, peraltro, aveva aggiunto l’ulteriore considerazione che la ricorrente – oltre la documentazione sanitaria, per vero meritevole di scrutinio in sede tecnica piuttosto che a opera dell’organo giudicante – non aveva prodotto alcuna altra certificazione/documentazione per provare gli elementi per avere riconosciuta […] l’esenzione del bollo auto, così come […] previsti dall’art. 30 della legge n. 388/2000 e dall’art. 8 della legge n. 449/1997, nonché dalle richiamate circolari esplicative e interpretative emanate.

Comm. trib. reg. Catanzaro, (Calabria) sez. III, 02/11/2016, n.2760

Preavviso di fermo amministrativo

Il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo, qualora non siano stati impugnati i relativi avvisi di accertamento sui quali trova fondamento, trattandosi di atto autonomamente impugnabile, può essere gravato solo per vizi propri.

Nella specie un contribuente ricorre contro il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo per il mancato pagamento del bollo auto relativo a diverse annualità, contestando la mancata notifica dei relativi avvisi di accertamento quali atti prodromici.

Comm. trib. prov.le Bergamo sez. II, 13/10/2015, n.700

Fermo amministrativo

Il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo, qualora non siano stati impugnati i relativi avvisi di accertamento sui quali trova fondamento, trattandosi di atto autonomamente impugnabile, può essere gravato solo per vizi propri. Nella specie un contribuente ricorre contro il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo per il mancato pagamento del bollo auto relativo a diverse annualità, contestando la mancata notifica dei relativi avvisi di accertamento quali atti prodromici.

Comm. trib. prov.le Bergamo, sez. II, 13/10/2015,  n. 700 

Tassa automobilistica regionale: bollo auto

Non risponde di un unico episodio, ma di tutti i fatti che hanno determinato l’ammontare del danno accertato, il dipendente pubblico che con la propria condotta ha impedito la riscossione di entrate pubbliche (nella specie tassa automobilistica regionale – bollo auto).

Sussiste la responsabilità del dipendente pubblico per l’utilizzo proprio o permesso a terzi della password di accesso alle pratiche informatiche di sua pertinenza, che arrecano danno all’ente, per violazione gravissima di basilari e fondamentali obblighi di servizio, atteso che il titolare della password che appone la propria sigla si assume l’integrale paternità e responsabilità dell’atto.

Corte Conti, (Puglia) sez. reg. giurisd., 27/12/2011, n.1354

Quando non è dovuto il bollo auto?

In caso di eventuali limitazioni della carta di circolazione non sono dovuti la tassa sui rimorchi, né il bollo auto, poiché il mezzo non è idoneo alla circolazione e quindi al traino di rimorchio.

Comm. trib. reg. Perugia, 16/02/2009, n.13



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2 Commenti

  1. nel 2009 ho comprato un Nissan Terrano II D. da un autosalone. Nel momento dell’acquisto si sono evidenziati difetti mai risolti dal concessionario. Il procedimento civile,dopo 11 anni, mi ha dato ragione con la rescissione del contratto ed il rimborso sia del prezzo pattuito ce delle somme sostenute per il lavori eseguiti al veicolo. Dal 2009 sino al 2019 ho pagato la tassa di possesso del veicolo. Per il 2020 non ho pagato la tassa. Può essere giustificato, in parte, il mio comportamento? La controparte ha proposto appello che sono in attesa degli sviluppi. Grazie che vorrebbe commentare tale mia situazione.

    1. L’omesso versamento del bollo auto è un’evasione fiscale da cui conseguono sanzioni di carattere amministrativo. È possibile calcolarle considerando la scadenza dell’obbligo di pagamento del bollo auto e la tolleranza. Entro il primo anno puoi usufruire del ravvedimento operoso. Trascorso l’anno, la sanzione corrisponde al 30% dell’importo dovuto più un interesse pari allo 0,5% per ogni 6 mesi di ritardo. Per sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione dei professionisti del nostro portale di informazione giuridica, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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