Diritto e Fisco | Editoriale

Incidenti stradali: ultime sentenze

20 Luglio 2018
Incidenti stradali: ultime sentenze

Il tema dei risarcimenti del danno e delle assicurazioni per gli incidenti automobilistici occupa da sempre le aule dei tribunali. Ecco come la pensano i giudici sulle cause di responsabilità del sinistro e del diritto del conducente a ottenere ristoro economico.

Tribunale Avellino, 03/04/2018,  n. 544 

Il testimone che dichiara al giudice civile dopo il giuramento di aver visto un incidente stradale perché avvenuto nelle vicinanze di un terreno di proprietà, mentre da un accertamento dell’Agenzia dell’Entrate risultava di non aver mai posseduto tale terreno, integra la condotta del reato di falsa testimonianza.

Cassazione penale, sez. IV, 28/03/2018,  n. 18406

Il delitto di fuga si configura anche nel caso in cui colui che, in occasione di un incidente stradale ricollegabile al suo comportamento e da cui sia derivato un danno alle persone, effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo.

Cassazione civile, sez. III, 27/03/2018,  n. 7513 

Nel caso di danno alla salute a seguito di un incidente stradale, il risarcimento corrispondente a un determinato grado di invalidità riconosciuta, ricomprende già la menomazione degli aspetti “dinamico relazionali” che sono una conseguenza “normale” del danno alla salute. E non dunque un danno diverso. A meno che le peculiarità del caso concreto non abbiano acuito le conseguenze della menomazione per quel particolare soggetto, così giustificando un aumento del risarcimento di base del danno biologico, aprendo le porte al “danno morale”.

Cassazione penale, sez. IV, 20/03/2018,  n. 24096

L’obbligo di dare l’avviso ai sensi dell’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. sussistenon solo nel caso – del tutto pacifico – in cui la polizia giudiziaria proceda all’accertamento del tasso alcolemico mediante etilometro, ai sensi dell’art. 186 comma 4, cod. strada, ma anche in quello in cui essa opti per la delega di tale verifica al personale sanitario, ex art. 186 comma 5, allorché il conducente di un veicolo coinvolto in un incidente stradale sia sottoposto a cure mediche. In tale ipotesi, ove l’esame clinico sia stato condotto su richiesta della polizia nei confronti di soggetto già indiziato di una condotta rilevante ai sensi dell’art. 186 cod. strada, l’accertamento dovrà essere considerato alla stregua di un vero e proprio atto d’indagine, per il quale, quindi, opereranno le garanzie processuali proprie di tale categoria di atti e, tra queste, l’obbligo dell’avviso di cui all’art. 114 disp. att..

Cassazione civile, sez. VI, 02/03/2018,  n. 5008

Non sussiste l’obbligo di contestazione immediata della violazione a una norma sulla circolazione stradale, qualora l’infrazione si sia verificata in occasione di un incidente stradale, con feriti, in relazione al quale si era resa necessaria un’attività di accertamento e tecnico-ricostruttiva, successivamente condensata nel verbale redatto all’esito della conclusione delle indagini di polizia giudiziaria.

T.A.R. Perugia, (Umbria), sez. I, 28/02/2018,  n. 134 

Ove per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), la patente di guida è sempre revocata; in tale evenienza, l’automaticità della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente è quindi conseguenza di una scelta legislativa escludente a priori qualsivoglia discrezionalità amministrativa nell’esercizio del relativo potere prefettizio nei confronti del soggetto ricadente nelle condizioni stabilite dalla norma; ne consegue anche il radicamento della controversia nell’ambito della giurisdizione del giudice ordinario, avendo la Pubblica amministrazione irrogato la pena della revoca della patente unicamente come sanzione accessoria automatica, al verificarsi del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool di cui all’art. 186 C.d.S.

Cassazione penale, sez. IV, 22/02/2018,  n. 21873 

In tema di omissione di soccorso, il dolo del conducente non deve attenere esclusivamente al fatto dell’incidente provocato o comunque in cui sia risultato coinvolto, ma deve riguardare anche la circostanza del danno occorso alle persone e alla necessità di assistenza da prestare alle stesse, riconducibile quantomeno ad aspetti di dolo eventuale ossia alla consapevolezza del verificarsi di un incidente determinato dal proprio comportamento che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, senza che debba riscontrarsi l’esistenza di un effettivo danno alle persone. La valutazione della prospettazione da parte del conducente degli effetti lesivi del sinistro per l’incolumità personale dei soggetti coinvolti, con conseguente rappresentazione della necessità di prestare soccorso, va condotta ex ante, cioè sulla base della situazione che si era profilata dinanzi al conducente al momento dell’incidente.

Cassazione penale, sez. IV, 21/02/2018,  n. 17390 

In tema di circolazione stradale, l’abbagliamento da raggi solari del conducente di un automezzo non integra un caso fortuito e, pertanto, non esclude la penale responsabilità per i danni che ne siano derivati alle persone. In una tale situazione (di abbagliamento) il conducente è tenuto a ridurre la velocità e anche ad interrompere la marcia, adottando opportune cautele onde non creare intralcio alla circolazione ovvero l’insorgere di altri pericoli, ed attendere di superare gli effetti del fenomeno impeditivo della visibilità.

Cassazione civile, sez. lav., 06/02/2018,  n. 2838  

Sussiste l’occasione di lavoro, che rende indennizzabile l’infortunio in itinere, nel caso di un artigiano rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre si recava presso un nuovo opificio preso in affitto, al fine di sovraintendere ad attività prodromica e strumentale a predisporre quanto necessario allo svolgimento in esso delle lavorazioni dell’impresa artigiana.

Cassazione penale, sez. IV, 18/01/2018,  n. 6520 

La disciplina relativa all’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto non può applicarsi al caso di incidente stradale cagionato dal conducente in stato di ebbrezza per il semplice fatto che questi sia neopatentato e abbia provocato danni solamente a cose.

Cassazione penale, sez. IV, 18/01/2018,  n. 6514  

In tema di guida in stato di ebbrezza, l’obbligo di previo avviso al conducente coinvolto in un incidente stradale di farsi assistere da un difensore di fiducia, ai sensi degli artt. 356 cod. proc. pen. e 114 disp. att. cod. proc. pen., in relazione al prelievo ematico presso una struttura sanitaria finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico, sussiste soltanto qualora l’esecuzione di tale prelievo non avvenga nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari a fini di cura della persona, ma su richiesta dalla polizia giudiziaria esclusivamente per finalità di ricerca della prova della colpevolezza di soggetto indiziato.

Tribunale Torre Annunziata, 22/12/2017,  n. 2158  

Dopo un incidente stradale l’omissione di fermarsi integra il reato di omissione di soccorso.(Nel caso di specie l’imputato, a bordo di un auto impattava a causa della velocità con un ciclomotore e, dopo aver proceduto a retromarcia per sganciare lo scooter che era rimasto sotto la ruota si dileguava).

Cassazione penale, sez. IV, 20/12/2017,  n. 12638

Nell’ipotesi in cui la polizia giudiziaria proceda ai sensi dell’art. 186, comma 5, cod. strada, sussiste l’obbligo di dare l’avviso di cui all’art. 114 disp. att. cod. proc. pen., allorché il conducente sia già indiziato di reato al momento in cui la P.G. ha inviato al sanitario la richiesta di procedere agli esami clinici per la verifica del tasso alcolemico e se l’accertamento non venga espletato ai fini di cura della persona, ma sia eccentrico rispetto alle finalità terapeutiche del caso concreto ed unicamente finalizzato alla ricerca della prova della colpevolezza del soggetto indiziato. L’obbligo del previo avviso al difensore non sussiste, invece, quando l’accertamento venga compiuto autonomamente dai sanitari in esecuzione degli ordinari protocolli medici terapeutici attivati in assenza di indizi di reità a carico di un soggetto coinvolto in un incidente stradale e ricoverato in una struttura ospedaliera.

Cassazione penale, sez. IV, 29/11/2017,  n. 2342  

 Il divieto previsto dall’art. 190 del codice della strada, di circolare mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura sulle carreggiate delle strade e sugli spazi riservati ai pedoni, essendo volto alla tutela tanto di chi fa uso di tali strumenti quanto dei pedoni, si estende alle aree di parcheggio perché in esse si verificano le medesime situazioni di rischio che fondano tale divieto. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata, che aveva ritenuto legittima l’attività di pattinaggio all’interno di un’area di parcheggio svolta dalla vittima di un incidente stradale, anche in relazione all’eventuale concorso di colpa della persona offesa).

Cassazione civile, sez. III, 23/11/2017,  n. 27869

In forza del disposto dell’art. 28, comma 2, della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (oggi trasfuso nell’art. 142 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209), in caso di infortunio dovuto ad incidente stradale, l’ente gestore dell’assicurazione sociale (I.N.A.I.L.) che ha corrisposto l’indennizzo all’infortunato può, nei limiti risultanti dalla sentenza della Corte cost. 6 giugno 1989, n. 319, agire direttamente nei confronti dell’assicuratore del responsabile del danno per ottenere il rimborso delle spese sostenute per le prestazioni erogate al danneggiato, nel quale giudizio il responsabile è privo di legittimazione passiva. La citata normativa speciale non ha però abrogato l’ultimo comma dell’art. 1916 c.c., che consente all’ente di assicurazione sociale di valersi dello strumento surrogatorio, previsto da detta norma, nei confronti del terzo responsabile, sicchè all’ente medesimo è dato di proporre l’una o l’altra azione in surrogazione, attenendo le stesse a rapporti differenti e diversamente disciplinati.

Cassazione penale, sez. IV, 26/10/2017,  n. 1229  

In tema di omicidio e lesioni colpose da incidente stradale, il fattore eccezionale ed imprevedibile dell’allagamento della sede stradale, determinante il fenomeno del c.d. “aqua planing”, è idoneo, quale causa sopravvenuta, ad interrompere il collegamento causale tra la condotta dell’agente e gli eventi lesivi. (Nella specie, la S.C. ha escluso la responsabilità di un conducente per la morte e le lesioni provocate dall’investimento di due automobilisti scesi dalle proprie autovetture in conseguenza di un precedente sinistro).

Cassazione penale, sez. IV, 26/10/2017,  n. 53553  

In tema di arresto in flagranza, l’integrazione dell’ipotesi di c.d. “quasi flagranza” costituita dalla “sorpresa” dell’indiziato “con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima” non richiede – a differenza del caso dell’inseguimento – che la polizia giudiziaria abbia diretta percezione della commissione del reato, essendo sufficiente l’immediata percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che legittimamente i carabinieri avessero proceduto all’arresto in flagranza dei reati di omicidio stradale e di fuga dopo un incidente stradale, di due soggetti che, sulla base delle indicazioni fornite da alcuni testimoni, venivano sopresi, quattro ore dopo i fatti, uno ancora a bordo dell’autovettura con un asciugamano intriso di sangue e l’altro presso l’ospedale mentre ricorreva alle cure mediche per le lesioni riportate).

Cassazione penale, sez. IV, 26/10/2017,  n. 1229  

In tema di omicidio e lesioni colpose da incidente stradale, il fattore eccezionale ed imprevedibile dell’allagamento della sede stradale, determinante il fenomeno del cd. “acqua planing”, è idoneo, quale causa sopravvenuta, ad interrompere il collegamento causale tra la condotta dell’agente e gli eventi lesivi. (Nella specie, la S.C. ha escluso la responsabilità di un conducente per la morte e le lesioni provocate dall’investimento di due automobilisti scesi dalle proprie autovetture in conseguenza di un precedente sinistro).



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