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Estorsione sui social network: spogliarsi non solo dei vestiti…

14 Gennaio 2013
Estorsione sui social network: spogliarsi non solo dei vestiti…

La puntata di ieri di “Le Iene” ha aperto il sipario su una crudele e meschina trappola ordita su internet, ancora una volta ai danni dei giovani più ingenui, spinti dalle pulsioni sessuali a conoscere persone e intraprendere relazioni di tipo telematico.

Il social network incriminato, su cui Le Iene hanno svolto l’indagine giornalistica – partita dalla vera denuncia di un ragazzino – si chiama Chatroulette; ma, leggendo i procedimenti in corso presso la polizia postale, ci si fa un’idea di quanto più vasto sia il fenomeno delle estorsioni sui social network.

I ragazzi vengono attratti in chat da una giovane e intraprendete pin-up che li invita a una conversazione davanti alla webcam. Lì, dopo un frettoloso e informale corteggiamento, inizia lo streap, innescato dalle provocazioni della donna (“Che caldo che fa qua dentro…”). L’adescato viene così coinvolto in un gioco di spogliarello al rilancio (“Se io mi tolgo il reggiseno, tu ti togli i pantaloni?”, e così via…); finché l’hacker, che si nasconde dietro la sedicente maggiorata, registra l’intera diretta video.

A quel punto, il gioco è fatto: il filmato è presto pubblicato su YouTube e al malcapitato viene recapitato il ricatto: 450 euro per cancellare il video e non comunicarlo ai suoi contatti sul social network, che ormai sono divenuti pubblici.

Colpire queste persone diventa assai difficile – confessa la polizia postale – quando si connettono dall’estero. I problemi legati alle rogatorie internazionali e ai costi delle indagini renderebbero antieconomico ed eccessivamente lungo un procedimento di questo tipo: a quel punto, potrebbe essere meno svantaggioso pagare.

A meno che – ovviamente – non si inauguri una nuova generazione su Internet, più prudente e attenta, che comprenda quale arma possa essere il web per i senza scrupoli.

Meditate gente…



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