Diritto e Fisco | Editoriale

Legge 104: con quale percentuale d’invalidità?

6 Luglio 2018 | Autore:
Legge 104: con quale percentuale d’invalidità?

Per ottenere i benefici della Legge 104 è necessario il riconoscimento della riduzione della capacità lavorativa superiore a un certo limite?

Sul possesso dei requisiti per il riconoscimento dell’invalidità, dell’handicap e dei correlati benefici della Legge 104 non c’è molta chiarezza. Sono molti a chiedersi, in merito alla Legge 104, con quale percentuale d’invalidità può essere ottenuta. A questo proposito, va precisato che la persona a cui è riconosciuta una determinata percentuale d’invalidità non necessariamente ha diritto al riconoscimento dell’handicap, quindi alle agevolazioni della Legge 104. La Legge 104, ossia la legge quadro in materia di disabilità, riconosce infatti benefici ed aiuti soltanto a chi è portatore di handicap non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3: non c’è un collegamento diretto delle agevolazioni con particolari malattie o percentuali d’invalidità. Facciamo allora il punto della situazione sulla Legge 104, sull’handicap e sull’invalidità, per capire in quali casi si ha diritto ai benefici.

Handicap, invalidità e Legge 104

Handicap ed invalidità non devono essere confusi: mentre, con invalidità, s’intende comunemente la riduzione della capacità lavorativa dell’interessato, che può essere determinata da una malattia, per handicap si intende la condizione di svantaggio, conseguente ad una menomazione o ad una disabilità, che limita o impedisce lo svolgimento del ruolo sociale della persona (in rapporto all’età, al sesso ed al contesto socio-culturale). In particolare, la legislazione italiana [1], definisce la «persona handicappata» come «colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione».

Una persona può possedere nello stesso tempo sia il riconoscimento di un handicap e delle conseguenti agevolazioni, sia il riconoscimento dell’invalidità (per ottenere dei benefici, la percentuale d’invalidità deve essere superiore al 33,33%).

Legge 104 e malattie

Esistono delle tabelle che ricollegano una patologia a una determinata percentuale d’invalidità (per conoscere l’elenco completo: Invalidità e malattia), mentre non esistono delle tabelle che ricollegano malattia e handicap: la valutazione dell’handicap, difatti, è molto particolare e non può essere generalizzata, poiché riguarda il contesto sociale dell’interessato.

Legge 104 e non autosufficienza

Il riconoscimento dei benefici della Legge 104 non può essere collegato nemmeno al riconoscimento della condizione di non autosufficienza. La non autosufficienza, lo ricordiamo, viene riconosciuta quando si riscontra l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita, o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore, e dà diritto all’assegno di accompagnamento, se contestualmente è riconosciuta un’invalidità del 100%.

Accade di frequente che alla persona invalida al 100% con accompagnamento sia riconosciuta anche la Legge 104, ma non è automatico. La valutazione delle condizioni sanitarie viene effettuata da commissioni mediche che hanno una composizione in parte differente rispetto alle commissioni che accertano le condizioni per l’invalidità.

Chi valuta la Legge 104?

La commissione medica che valuta la sussistenza e la gravità dell’handicap è composta da un medico specialista in medicina legale, che assume le funzioni di presidente, e da due medici, di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. I medici sono scelti tra i medici dipendenti o convenzionati della Asl territorialmente competente.

La commissione Legge 104 è la stessa che accerta l’invalidità civile, ma è integrata da un operatore sociale e un esperto nei casi da esaminare.

Alla commissione partecipa, di volta in volta, un sanitario in rappresentanza, rispettivamente, dell’Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili (Anmic), dell’Unione italiana ciechi (Uic), dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza ai sordomuti (Ens) e dell’Associazione nazionale delle famiglie dei fanciulli ed adulti subnormali (Anffas), ogni qualvolta devono pronunciarsi su invalidi appartenenti alle rispettive categorie.

Dal 1° gennaio 2010, la commissione Legge 104 è integrata da un medico dell’Inps, come componente effettivo.

Come si ottiene la Legge 104?

Per ottenere il riconoscimento dell’handicap, si deve innanzitutto fare domanda all’Inps. La procedura è piuttosto articolata, inizia col rilascio di un apposito certificato da parte del proprio medico e termina, dopo gli accertamenti sanitari, con il verbale dell’apposita commissione medica: se la commissione riconosce il possesso dell’handicap, rilascia un certificato valido per il riconoscimento delle agevolazioni collegate alla Legge 104.

Per conoscere nel dettaglio la procedura per il riconoscimento dell’handicap: Domanda invalidità, Legge 104, accompagnamento.

L’handicap riconosciuto può essere non grave, in situazione di gravità e superiore ai 2/3.

Agevolazioni Legge 104

Il possesso dell’handicap in situazione di gravità, di per sé, non dà diritto a una pensione, ma dà diritto alle seguenti agevolazioni, per il disabile, o per i familiari che lo assistono:

  • permessi lavorativi retribuiti, per sé stesso o per i familiari che lo assistono, pari a 3 giorni al mese, frazionabili anche in modalità oraria;
  • rifiuto al trasferimento e al lavoro notturno;
  • priorità di scelta nella sede, se dipendente pubblico;
  • congedo straordinario retribuito, per un massimo di due anni nella vita lavorativa;
  • agevolazioni fiscali per l’acquisto di sussidi ed attrezzature, per le spese mediche e di assistenza specifica.

Per conoscere tutti i benefici: Legge 104, guida alle agevolazioni.

Ricorso per mancato riconoscimento Legge 104

Una volta terminati gli accertamenti sanitari presso la commissione medica, il personale redige un verbale elettronico, contenente l’esito dell’accertamento.

Lo stato di handicap riconosciuto nel verbale può essere:

  • soggetto a revisione: in quest’ipotesi, l’interessato deve sottoporsi a un nuovo accertamento entro una data indicata nel verbale;
  • soggetto ad aggravamento: in questo caso, l’interessato può richiedere l’ aggravamento, seguendo lo stesso procedimento per il riconoscimento dell’handicap.

Se l’handicap non viene riconosciuto o è riconosciuto in misura minore rispetto alle aspettative (ad esempio non in connotazione di gravità), è possibile ricorrere contro il verbale: prima di avviare il ricorso giudiziario, però, l’interessato deve sottoporsi a un accertamento tecnico sanitario preventivo, pena l’improcedibilità del giudizio.

Se la commissione Asl, che deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda, non si pronuncia, possono essere effettuati degli accertamenti provvisori, da un medico specialista nella patologia denunciata: la certificazione provvisoria ha effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo da parte della Commissione medica ed è utile per fruire dei permessi.

La stessa Commissione Asl, previa richiesta motivata dell’interessato, può rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita, che produce effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo.


note

[1] L.104/1992.


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5 Commenti

  1. Per avere agevolazione iva su acquisto di autovettura, alcuni confermano art. 3 comma 1, altri art. 3 comma 3 quale è quelle che si può utilizzare?

    1. Per avere agevolazione iva su acquisto di autovettura, alcuni confermano art. 3 comma 1, altri art. 3 comma 3 quale è quelle che si può utilizzare?

  2. Alcuni confermano art. 3 comma 1 sia sufficiente per avere agevolazione iva al 4%, altri confermano art. 3 comma 3, quale delle due è necessaria

    1. In base a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate (Guida agevolazioni persone con disabilità), possono usufruire delle agevolazioni:
      1. non vedenti e sordi
      2. disabili con handicap psichico o mentale titolari
      dell’indennità di accompagnamento
      3. disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da
      pluriamputazioni
      4. disabili con ridotte o impedite capacità motorie.
      I non vedenti sono le persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore a un decimo a entrambi gli occhi con eventuale correzione.
      Gli articoli 2, 3 e 4 della legge n. 138/2001 individuano esattamente le varie categorie di non vedenti, fornendo la definizione di ciechi totali, parziali e ipovedenti gravi.
      Per quanto riguarda i sordi, invece, occorre far riferimento alla legge n. 381 del 26 maggio 1970 (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 2 marzo 2016), che all’art. 1, comma 2, recita testualmente “…si considera sordo il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva…”.
      I disabili elencati ai punti 2 e 3 sono quelli che hanno un grave handicap (comma 3 dell’articolo 3 della legge n. 104/1992), certificato con verbale dalla Commissione per
      l’accertamento dell’handicap presso l’Asl.
      In particolare, i disabili di cui al punto 3 sono quelli con handicap grave derivante da
      patologie (comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione permanente
      della capacità di deambulazione.
      I disabili indicati al punto 4 sono coloro che presentano ridotte o impedite capacità motorie ma che non risultano contemporaneamente “affetti da grave limitazione della
      capacità di deambulazione”.
      Solo per quest’ultima categoria di disabili il diritto alle agevolazioni è condizionato all’adattamento del veicolo.

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