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Come funziona la prelazione agraria

1 agosto 2018 | Autore:


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Il coltivatore diretto ha diritto di precedenza nell’acquisto del campo che coltiva e di quelli confinanti

Sei un coltivatore diretto e hai preso un terreno in affitto, ma dopo un certo tempo, il proprietario ti comunica che lo vuole vendere, oppure sei proprietario di un terreno e vuoi acquistare anche confinante, messo in vendita: ebbene hai diritto di precedenza rispetto ad altri interessati all’acquisto. Devi sapere infatti che, in alcuni casi, esiste un vero e proprio diritto di essere preferiti ad altri nell’acquisto di un terreno coltivato. Ciò al fine di favorire lo sviluppo dell’agricoltura attraverso l’acquisto dei terreni agricoli da parte di chi effettivamente li coltiva, nonché ai fini della riunione nella stessa persona della qualità di proprietario del fondo e di lavoratore della terra, o ancora per accorpare i fondi agricoli e così migliorare la redditività dei terreni. Il proprietario che intende vendere il fondo dovrà quindi seguire una specifica procedura, avvisandoti circa le proprie intenzioni. Se così non fa, infatti, potrai tutelarti chiedendo che la vendita venga revocata. Vediamo dunque in questa breve guida come funziona la prelazione agraria e cosa succede se questo diritto ti viene negato.

Cos’è la prelazione agraria

La prelazione agraria è il diritto di essere preferiti in fase di acquisto di terreni agricoli, e dunque di avere la precedenza rispetto ad altri compratori.

Questo diritto è garantito dalla legge [1] e ha lo scopo di favorire lo sviluppo dell’agricoltura, garantendo innanzitutto continuità al lavoro di chi sta coltivando il fondo come affittuario, che potrà proseguire la propria attività agricola diventandone proprietario, ma anche consentendo a chi è già proprietario e coltivatore di ampliare il proprio terreno.

Chi è titolare del diritto di prelazione agraria

Il diritto di prelazione agraria spetta innanzitutto al coltivatore diretto che conduce in affitto il terreno che si intende vendere da almeno due anni.

E’ coltivatore diretto chi coltiva il fondo (o alleva bestiame) con il lavoro proprio o della propria famiglia.

Come il coltivatore diretto, questo diritto può essere esercitato anche dalla società agricola, purchè almeno la metà dei soci che la compongono abbia la qualifica di coltivatore diretto.

Solo se il terreno non è concesso in affitto ad un coltivatore diretto, la prelazione può essere esercitata dai coltivatori diretti proprietari dei terreni confinanti.

Non sono invece titolari del diritto di prelazione gli imprenditori agricoli professionali e le società di capitali, indipendentemente dal numero di coltivatori diretti in esse presenti.

Cosa deve fare il proprietario che intende vendere il fondo

Il proprietario che intende vendere il terreno deve necessariamente notificare una proposta di vendita all’affittuario o ai confinanti. Tale proposta deve essere comunicata a mezzo Ufficiale giudiziario, oppure con raccomandata a.r. e dovrà contenere il testo del contratto preliminare di vendita con il nome dell’acquirente, il prezzo e le altre eventuali condizioni stabilite per l’acquisto (ad esempio l’indicazione della data della vendita o del contratto preliminare, le modalità di pagamento del prezzo, ecc..).

Se la proposta non contiene queste informazioni, dovrà considerarsi priva di valore.

Come si esercita il diritto di prelazione

Ricevuta la proposta, il coltivatore diretto, o il proprietario del fondo confinante, ha 30 giorni di tempo per esercitare il suo diritto di prelazione all’acquisto, sempre mediante atto scritto e sei mesi di tempo per pagare il prezzo concordato.

La prelazione può anche essere esercitata prima che il proprietario notifichi la proposta di vendita, attraverso un’espressa richiesta da parte dei titolari del diritto di prelazione.

Questi devono però essere stati informati del prezzo e delle condizioni della vendita.

L’affittuario, in particolare, se intende rinunciare alla prelazione e “cedere” il suo diritto di precedenza al proprietario del terreno confinante, dovrà sottoscrivere la rinuncia con l’assistenza dell’associazione agricola cui aderisce.

Quali tutele in caso di mancato rispetto della prelazione agraria

In mancanza di notifica da parte del proprietario, oppure nel caso in cui il proprietario proponga un prezzo e, al tuo rifiuto, venda il terreno ad altri a prezzo inferiore, hai diritto di ottenere la revoca della vendita, mediante un’apposita zione giudiziaria detta azione revocatoria, da esercitarsi entro un anno dalla trascrizione della vendita nei registri immobiliari.

Oltre alla revoca della vendita, il coltivatore affittuario, o il proprietario confinante, potrà pretendere anche il risarcimento di eventuali danni.

note

[1] Art. 8, L. 590\1965; art. 7, L. 87\1971

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1 Commento

  1. Le cose sono cambiate ancora nel 2016 per lo IAP:
    il diritto di prelazione agraria per l’acquisto del fondo confinante è oggi riconosciuto anche agli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella previdenza agricola (art. 1, terzo comma, della legge 28 luglio 2016, n. 154, che ha introdotto il numero 2-bis nel primo comma dell’art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817).

    La nuova norma, in vigore dal 25 agosto 2016, ha portato una piccola rivoluzione per il mondo agricolo, modificando la regola tradizionale, consolidata da oltre cinquant’anni, secondo cui il diritto di prelazione agraria spettava soltanto ai coltivatori diretti.

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