Diritto e Fisco | Editoriale

Posso costituirmi parte civile se l’assicurazione mi ha già pagato?

27 Luglio 2018 | Autore:
Posso costituirmi parte civile se l’assicurazione mi ha già pagato?

Cos’è la costituzione di parte civile? Chi è la persona danneggiata dal reato? Ci si può costituire anche quando si è già ottenuto il risarcimento del danno?

Il processo penale è finalizzato ad accertare la verità circa un fatto che costituisce reato: se, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, emerge la responsabilità dell’imputato, il giudice pronuncia una condanna; in caso contrario, una sentenza di proscioglimento. Il processo penale, però, è anche la sede ove la persona danneggiata dal fatto criminoso può far valere le proprie ragioni economiche. Lo strumento previsto dalla legge per consentire ciò è la famosa costituzione di parte civile: costituendosi nel processo intrapreso a carico dell’imputato, la persona che ritiene di aver subito un danno economico dalla condotta antigiuridica può chiedere il risarcimento del danno direttamente al giudice penale. La costituzione di parte civile è quindi finalizzata a soddisfare le pretese economiche del danneggiato; ma cosa accade se questi è già stato risarcito in diversa sede? Si prenda la classica ipotesi di risarcimento liquidato dalla compagnia assicurativa a seguito di lesioni riportare da sinistro stradale: in questo caso la vittima potrà ancora costituirsi parte civile? Detto in altre parole: posso costituirmi parte civile se l’assicurazione mi ha già pagato? Scopriamolo.

Costituzione di parte civile: cosa significa?

Prima di vedere se è possibile costituirsi parte civile quando l’assicurazione ha già pagato, approfondiamo l’aspetto processuale. Secondo la legge, la costituzione di parte civile si traduce nell’esercizio dell’azione civile all’interno del processo penale [1]. Cosa significa? Vuol dire che la persona danneggiata dal reato, cioè la persona che ha subito un pregiudizio economico dal fatto illecito, potrà chiedere il risarcimento del danno direttamente al giudice penale anziché a quello civile.

La costituzione di parte civile, quindi, soddisfa esigenze di economia processuale, nel senso che, al fine di evitare due processi distinti (uno penale volto a sanzionare il colpevole, l’altro civile, teso a fargli pagare i danni), la legge consente alla persona danneggiata di introdursi nel processo penale intentato dallo Stato contro il reo e di chiedergli i danni.

Parte civile: chi è?

In realtà, più che domandarsi cos’è la parte civile, bisognerebbe chiedersi chi è la parte civile. Come anticipato, infatti, la parte civile altro non è che la persona che ritiene di essere stata impoverita dal reato. Un esempio su tutti: la vittima di un furto; oppure la vittima di una rapina, di un danneggiamento, di un’usura, di una lesione personale. Ma non solo.

La persona danneggiata dal reato può essere anche il parente della vittima: si pensi al coniuge di una persona uccisa. In questo caso, la vittima (essendo morta!) non potrebbe mai costituirsi in giudizio per chiedere il risarcimento del danno. Può farlo, al contrario, il coniuge, oppure i parenti più prossimi, i quali ritengono di aver subito un pregiudizio economico: si pensi alla vittima che, in vita, manteneva agli studi i figli oppure la moglie disoccupata. D’altronde, il risarcimento del danno non comprende solamente la perdita economica intesa in senso stretto, ma anche il danno morale, cioè la sofferenza patita per la perdita.

Costituzione di parte civile: come funziona?

Perché ci si possa costituire parte civile è necessaria l’assistenza di un avvocato al quale bisognerà conferire una procura speciale per la costituzione. La procura viene così definita perché deve indicare in maniera precisa la finalità dell’incarico conferito, che è quello di esercitare l’azione civile nel processo penale allo scopo di ottenere il risarcimento del danno.

Secondo il codice di procedura penale, l’atto di costituzione di parte civile può essere depositato nella cancelleria del giudice che procede, oppure può essere presentato direttamente in udienza. Nel primo caso, cioè se presentata in cancelleria e, quindi, fuori udienza, la dichiarazione di costituzione di parte civile deve essere notificata alle altre parti (pubblico ministero e imputato/i) e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione.

Si intuisce facilmente che la costituzione in udienza è molto più pratica ed “economica”, in quanto l’atto viene consegnato direttamente al giudice senza la necessità di notificare lo stesso a tutte le parti del processo. Si immagini un procedimento a carico di cinque imputati: se la costituzione di parte civile avvenisse mediante il deposito della dichiarazione in cancelleria, prima, quindi, dell’apertura del giudizio, la parte civile sarebbe onerata (a proprie spese, si intende) di notificare a ciascuno degli imputati, oltre che al pubblico ministero, l’avvenuta costituzione.

Secondo la legge, la costituzione di parte civile deve contenere, a pena di inammissibilità, i seguenti requisiti:

  • le generalità della persona fisica o la denominazione dell’associazione o dell’ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante;
  • le generalità dell’imputato nei cui confronti viene esercitata l’azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo;
  • il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura;
  • l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
  • la sottoscrizione del difensore [2].

Parte civile: quali sono i termini per costituirsi?

Secondo la legge [3], la costituzione di parte civile può avvenire, a pena di decadenza, all’udienza preliminare e, successivamente, fino all’apertura del dibattimento in giudizio (più precisamente, prima che il giudice abbia verificato la costituzione delle parti). Di conseguenza, per tutti quei reati per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio [4] senza il passaggio per l’udienza preliminare, la costituzione di parte civile potrà essere depositata in udienza al giudice del dibattimento prima delle formalità relative alla verifica della costituzione delle parti.

Costituzione parte civile: possibile se assicurazione ha già risarcito?

Quanto abbiamo detto finora è utile per affrontare il problema della costituzione di parte civile in caso di risarcimento già ottenuto. Si faccia il caso del sinistro stradale a seguito del quale la persona offesa riporti lesioni gravi oppure deceda: l’assicurazione dell’autore dell’incidente paga i danni (direttamente al superstite o ai congiunti della vittima) ma il procedimento penale per lesioni personali stradali gravi [5] o per omicidio stradale [6] viene comunque instaurato. Ci si può costituire parte civile anche in questo caso, cioè dopo che l’assicurazione ha già risarcito le vittime? In effetti, la costituzione di parte civile, come ampiamente detto, è finalizzata innanzitutto a far ottenere il risarcimento del danno; solo secondariamente essa può risolversi in un supporto fornito all’attività del pubblico ministero. Di conseguenza, la risposta è la seguente:

  • se il risarcimento ha soddisfatto completamente la pretesa economica della persona danneggiata dal reato (compreso il danno morale), la costituzione di parte civile sarà inibita, in quanto si tradurrebbe in un duplicato, cioè nel chiedere nuovamente qualcosa che si è già ottenuto;
  • se, al contrario, il risarcimento è stato accettato ma solamente come acconto del maggiore avere, cioè come parte di un importo più grande che si ha intenzione di richiedere, allora la costituzione sarà ammessa.

Il punto, allora, si sposta su un’altra questione: come capire se la vittima che ha già incassato il risarcimento sia soddisfatta o meno? Semplice: l’assicurazione, al momento del pagamento, avrà cura di far firmare alla controparte quietanza liberatoria ove si afferma di essere pienamente soddisfatti e di non avere null’altro a pretendere. Con questo documento in mano, l’assicurazione potrà dormire sonni tranquilli e la vittima non potrà chiedere nient’altro, precludendosi la possibilità di costituirsi parte civile nel processo penale.

Costituzione parte civile: se l’assicurazione non ha pagato?

Se, invece, l’assicurazione non ha sborsato nemmeno un quattrino, oppure ha pagato solo una parte del risarcimento totale, la vittima (o i prossimi congiunti, nel caso in cui sia deceduta) potrà costituirsi parte civile e chiedere la rimanente somma. Si badi che il processo penale è intrapreso contro l’autore del delitto, non contro l’impresa d’assicurazione: ciò vuol dire che sarà premura del danneggiato chiamare in causa, quale responsabile civile, l’assicurazione, di modo che delle conseguenze civili (cioè economiche) dell’imputato possa rispondere la stessa [7]. Ed infatti, di norma l’imputato non è in grado di garantire un risarcimento importante come quello che può essere richiesto nel caso di lesioni gravissime o di morte della vittima: si pensi al nullatenente che investa e uccida un pedone. Pertanto, è interesse della parte civile chiedere al giudice l’emissione del decreto che citi l’assicurazione in qualità di responsabile civile, coinvolgendola così nel processo penale.


note

1] Art. 74 cod. proc. pen.

[2] Art. 78 cod. proc. pen.

[3] Art. 79 cod. proc. pen.

[4] Art. 550 cod. proc. pen.

[5] Art. 590-bis cod. pen.

[6] Art. 589-bis cod. pen.

[7] Art. 83 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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