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Editoriali Ecco i simboli dei partiti per le elezioni: tra slogan improbabili e liste civetta

Editoriali Pubblicato il 15 gennaio 2013

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> Editoriali Pubblicato il 15 gennaio 2013

Scoperti simboli e nomi dei partiti per le prossime elezioni: “Io non voto”, “Liberi da Equitalia”, “Pane, pace, lavoro”; ecco alcuni dei nomi della nuova kermesse elettorale italiana.

Sono scaduti ieri i termini a disposizione dei partiti per presentare al Viminale i simboli delle schede elettorali relative alle prossime elezioni.

Il numero di contrassegni presentati è strabiliante: 215! Alla faccia del bipolarismo.

A detta di molti, la colpa è di una legge troppo blanda [1] che consente la presentazione di qualsiasi slogan e simbolo.

Molti di questi simboli [2], sottoposti al vaglio del Ministero dell’Interno, verranno rigettati e non li vedremo nell’urna elettorale; ma rimane comunque la tendenza, tutta italiana, di creare confusione tra gli elettori.

Tra le liste civetta – quelle che sperano di prendere voti grazie alla “Babele” dei simboli, molto simili a quelli di movimenti già noti – c’è quello della Rivoluzione civile, senza l’indicazione del nome “Ingroia”, oppure del MoVimento 5 Stelle, con logo identico a quello della lista di Grillo, da cui è stato tolto solo l’indirizzo del blog di riferimento (beppegrillo.it).

Altro esempio è la lista “Per l’Europa Monti Presidente”, alla cui testa si colloca non già il professor Mario Monti, ma tale Samuele Monti.

 

In realtà, la legge vieta la presentazione di simboli che possano generare confusione nell’elettore [3] e probabilmente bisognerà aspettare l’esito degli eventuali ricorsi da parte delle liste “copiate” [4].

Ma non finisce qui perché, tra i simboli presentati, ne spiccano alcuni dai motti singolari. Eccone una breve carrellata:

Forza evasori – Stato ladro;

– Lista civica nazionale “Io non voto” (vien da chiedersi se, coerentemente, non voteranno neanche sé stessi)

Liberi da Equitalia;

– Pas – Fermiamo le banche e le tasse;

Ppl – Pane, pace, lavoro;

Sacro Romano Imperio;

Fratellanza donne;

Pin – Partito Italia Nuova.

A breve il Ministero dell’Interno dovrà comunicare l’elenco delle liste ammesse [5], nella speranza che la scheda elettorale delle future elezioni possa essere solo il mezzo per esprimere la volontà popolare, non anche il pretesto per fare quattro risate.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO

note

[1] Testo Unico delle Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche.

[2] Intesi dalla suddetta legge come “ i contrassegni con i quali i partiti o i gruppi politici organizzati che intendono presentare liste di candidati  per l’elezione alla Camera o al Senato dichiarano di  voler distinguere le liste medesime nelle singole circoscrizioni“.

[3] Il T.U., all’art.14, vieta l’iscrizione di un simbolo “con il solo scopo di precluderne surrettiziamente l’uso ad altri soggetti politici interessati a farvi ricorso“.

[4] Il T.U., all’art.14, stabilisce che “I depositanti altro contrassegno possono presentare opposizione contro la decisione  del Ministero dell’interno di accettazione di un contrassegno che ritengano facilmente confondibile con  il proprio; sulla opposizione, che deve essere presentata nel termine di 48 ore dalla decisione, delibera l’Ufficio centrale nazionale

[5] Il vaglio sulle liste viene effettuato nelle 48 ore successive alla scadenza del termine di presentazione dei simboli, con tempi superiori in caso di ricorso.


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