Diritto e Fisco | Editoriale

Reato impossibile: cos’è?

28 Luglio 2018 | Autore:
Reato impossibile: cos’è?

Reato impossibile: cosa significa? Cos’è il principio di offensività? Quando un’azione è inidonea? Perché si applica una misura di sicurezza?

Il diritto penale si occupa di disciplinare tutti quei fatti che, a causa della loro particolare gravità e del pericolo che cagionano, meritano di essere puniti non con una normale sanzione, ma con la punizione massima: la reclusione. Chi commette un reato, poi, non soltanto rischia il carcere, ma va incontro a tante altre conseguenze negative, come l’iscrizione della condanna all’interno del casellario giudiziale, la confisca dei proventi illeciti, l’interdizione dagli uffici pubblici, ecc. Si tratta dei cosiddetti effetti penali della condanna, vere e propri scorie del processo penale che la persona imputata rischia di portarsi dietro per molti anni. Una condotta, però, perché possa essere punita penalmente deve essere in grado di ledere un bene giuridico, o quantomeno di metterlo in pericolo. Facciamo un esempio: se prendi una pistola ed esplodi un colpo contro una persona, potenzialmente hai posto in essere una condotta penalmente rilevante, e per questo potresti rispondere del delitto di lesioni personali, tentato omicidio od omicidio a seconda dell’esito del tuo gesto. Tuttavia, se esplodi un colpo di pistola contro una persona, e questa si trova a chilometri da te, il tuo gesto, seppur astrattamente idoneo a cagionare un danno o un pericolo, non potrà essere sanzionato, perché concretamente l’uccisione o il ferimento della vittima era impossibile. Il diritto penale, dunque, punisce solamente le condotte che realmente possono essere pericolose: è quello che viene definito principio di offensività. Ma approfondiamo meglio l’argomento: con questo articolo vedremo cos’è un reato impossibile.

Reato impossibile: cosa dice la legge?

Partiamo subito dal dato normativo: secondo il codice penale, la punibilità di un fatto è esclusa quando, per l’inidoneità dell’azione o per l’inesistenza dell’oggetto di essa, è impossibile l’evento dannoso o pericoloso [1]. È questa la definizione di reato impossibile. In pratica, significa che non è punibile colui che compie una condotta assolutamente incapace di poter arrecare danno o mettere in pericolo un bene giuridico, ovvero colui che agisce contro una cosa che non esiste.

Reato impossibile: esempi

Se non hai capito cos’è il reato impossibile, forse qualche esempio potrà aiutarti. Riprendendo quanto detto nell’introduzione, chi spara ad un’altra persona da distanza siderale, non potrà rispondere di tentato omicidio perché la sua azione era del tutto inidonea a cagionare l’evento desiderato (a meno che non sia munito di fucile da cecchino!). Alla stessa maniera, si avrà reato impossibile quando chi cerchi di fare del male ad altri gettandogli addosso qualche goccia d’acqua. È sempre reato impossibile quello commesso da chi voglia avvelenare un’altra persona con una sostanza che non è venefica.

Il reato impossibile, però, può essere frutto non solo dell’inidoneità dell’azione posta in essere dall’agente, ma anche dall’inesistenza del bene giuridico. Esempio: il borseggiatore che infila la mano nella tasca di un passante per rubargli il portafogli, non sapendo però che la tasca è vuota, non risponderà di alcun delitto perché l’oggetto del furto è inesistente [2].

Reato impossibile: cos’è il principio di offensività?

Secondo gli studiosi del diritto, l’esistenza di una norma che escluda la punibilità nel caso di reato impossibile testimonia la presenza, nel nostro ordinamento, di un importante principio: quello di offensività. Cosa significa? In poche parole, vuol dire che la legge punisce solamente le condotte che effettivamente siano idonee a creare un pericolo rilevante, così da poter intervenire con la sanzione del carcere. La rilevanza penale è da escludere per tutte quelle azioni che non sono in grado di offendere il bene giuridico (incolumità personale, patrimonio, ecc.) tutelato dalla legge. Facciamo un esempio. Il codice penale punisce la falsa testimonianza, cioè il comportamento di colui che, chiamato in un processo a testimoniare, deponga il falso [3]. In ossequio al principio di offensività, però, solamente la testimonianza che sia davvero idonea a sviare la giustizia, cioè a portare il processo in una direzione sbagliata, può essere rilevante dal punto di vista penale. Se Tizio, chiamato come testimone, mente su una circostanza importante, ad esempio dicendo di aver visto sul luogo del delitto Caio anziché Sempronio, allora commetterà il reato di falsa testimonianza; se, al contrario, egli mente su aspetti irrilevanti, come ad esempio la canzone che passava in radio in un determinato momento, allora, pur avendo mentito, non risponderà di falsa testimonianza perché la sua condotta è inidonea a ledere il bene giuridico protetto dalla norma che incrimina la falsa testimonianza, cioè il corretto andamento della giustizia.

Un altro esempio può essere tratto dal gioco d’azzardo. Secondo il codice penale, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a 206 euro chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualunque specie, propone un gioco d’azzardo o lo agevola [4]. Secondo la Corte di Cassazione, l’espressione «gioco d’azzardo» ha un significato univoco che non può includere quei giochi (come la scala quaranta) fatto fra amici con posta in gioco irrisoria (una consumazione). Anche in questo caso, quindi, viene in rilievo il principio di offensività o lesività, cioè la concezione realistica e concreta del reato, opposta alla visione formalistico-rigorista [5].

Reato impossibile: quali conseguenze?

Se è vero che, per definizione, il reato impossibile esclude la punibilità, è anche vero che chi compie un’azione inidonea a realizzare il fatto delittuoso aveva comunque intenzione di commettere un crimine. In altre parole, se dal punto di vista oggettivo il reato non poteva concretizzarsi, sul crinale psicologico c’era l’intenzione di fare del male. Per questo motivo, la legge dice che, se l’imputato è prosciolto perché il reato era impossibile, il giudice può comunque comminargli una misura di sicurezza.

Le misure di sicurezza sono particolari sanzioni che vengono inflitte dal giudice sulla scorta della pericolosità sociale di una persona. Di conseguenza, le misure di sicurezza prescindono dalla pena concretamente comminata alla persona, poiché esse non si basano sulla punibilità dell’agente (esclusa nel caso di reato impossibile), ma sulla sua pericolosità. Chi pone in essere una condotta inidonea a realizzare un delitto, quindi, verrà prosciolto perché il reato era impossibile, ma potrebbe essere condannato ad una misura di sicurezza e, nello specifico, alla libertà vigilata.


note

[1] Art. 49, secondo comma, cod. pen.

[2] Così Fiandaca-Musco, non condiviso da altra dottrina.

[3] Art. 372 cod. pen.

[4] Art. 718 cod. pen.

[5] Cass., sent. del 14.05.1997.

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