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Lo sai che? Acquistare droga: quando è reato

Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2018

Quando l’acquisto di sostanze stupefacenti è reato e, dunque, punibile con la reclusione e quando, invece, è punito soltanto con sanzioni amministrative.

Eri a bordo di un motorino insieme ad un tuo amico quando la polizia ti ha fermato per un normale controllo e ti ha trovato in possesso di una stecchetta di droga che avevi acquistato un attimo prima? Anche se ce l’avevi in tasca e non la stavi ancora fumando, la polizia ti ha detto che, per il momento, ti sospende la patente di guida e ti ha consegnato un verbale dal quale non sei riuscito a capire bene se ti accusano di un reato o meno? Insomma, a parte il disagio di non poter guidare, ti stai chiedendo quando acquistare o detenere droga è reato e quando, invece, come pensavi, non è punibile? In questo articolo cercheremo di fornirti la risposta chiarendo la differenza tra acquisto e vendita di sostanza stupefacente e, soprattutto, cosa cambia se l’acquisto della droga è finalizzato ad un uso personale. Per rispondere sarà necessario chiarire soprattutto cosa si intende per modica quantità di sostanza stupefacente in quanto la legge, proprio in funzione di questo, stabilisce se e quando acquistare droga è reato.

Quando l’acquisto di droga è per uso personale?

La prima differenza da chiarire quando si parla di sostanze stupefacenti è la differenza tra acquisto e vendita. Mentre, infatti, la legge in alcuni casi cerca di giustificare chi acquista la droga per farne un uso personale moderato, non ha nessuna pietà per chi vende, consegna o cede ad altri, anche se a titolo gratuito, una quantità anche minima di sostanza stupefacente. Quest’ultimo sarà punito con la pena della reclusione e rischierà di scontare la sua condanna in carcere [1]. Ma quando l’acquisto di droga si considera per uso personale? In realtà non esiste una definizione chiara del concetto di uso personale in quanto la legge si limita solo a predisporre una sere di criteri-guida di natura indiziaria, demandando poi al giudice di decidere nel caso specifico, che di volta in volta dovrà valutare, se la droga (che, ad esempio, è stata rinvenuta presso il tuo appartamento o, come nel caso del nostro esempio, addosso a te mentre eri a bordo di un motorino) possa considerarsi per uso personale. È evidente, però, che si debbano seguire dei criteri di valutazione per evitare che i giudici possano scegliere se condannare o assolvere solo in base alle loro sensazioni personali creando enormi differenze tra i soggetti da giudicare. I criteri guida indicati dalla legge sono essenzialmente tre:

  • la quantità della sostanza, inferiore o superiore ai limiti massimi fissati nelle apposite tabelle ministeriali;
  • le modalità di presentazione della sostanza stupefacente;
  • ogni altra circostanza dell’azione, in qualche modo considerata significativa (per esempio le modalità della custodia della droga, il rinvenimento di sostanze di natura differente che rendono più credibile un’attività di vendita e non di consumo personale, il ritrovamento di materiale idoneo al confezionamento in dosi finalizzato alla vendita, come il bilancino di precisione).

 Quando l’acquisto di droga è reato?

Secondo le tabelle ministeriali la soglia oltre la quale si realizza il reato (e dunque, la quantità massima detenibile per uso personale) si ottiene moltiplicando la dose media singola (DMS), cioè la quantità di principio attivo per singola assunzione che, secondo una commissione di esperti e tossicologi, è capace di produrre (in un soggetto tollerante e dipendente) un effetto stupefacente, per un moltiplicatore variabile stabilito dal decisore politico.

Il fattore moltiplicativo (cioè il numero di dosi singole medie giornaliere) varia in funzione del tipo di sostanza stupefacente: sarà, infatti, più basso quando l’effetto della sostanza sarà più drogante (come nel caso dell’eroina rispetto alla cannabis). Esso, in pratica, tiene conto delle caratteristiche e degli effetti di ciascuna classe di sostanze e, in particolare, del grado di alterazione comportamentale e del calo delle capacità psico-motorie nell’esecuzione di compiti che svolgiamo quotidianamente (per esempio, lavoro e guida).

Al di sopra dei limiti determinati dalle tabelle potrà esistere una presunzione di reato, nel senso che si ipotizzerà che, poiché la sostanza stupefacente è quantitativamente eccessiva per poterla consumare tu da solo, probabilmente l’avrai acquistata per venderla. Si tratta solo di una presunzione che:

  • sarà confermata nel caso in cui sarai trovato in possesso di un bilancino di precisione e dimateriale di confezionamento delle singole dosi destinate alla vendita e/o ingenti ed ingiustificate somme di denaro;
  • potrà essere confutata nel caso in cui sarai in grado di dimostrare che, magari, fai un uso cronico di droga anche superando i limiti tabellari.

A titolo esemplificativo riportiamo alcune tra le quantità previste dal Ministero della salute come quantità per uso personale: 1. 000 mg. di cannabis ( 35 – 40 spinelli confezionati ); 2. 750 mg. di cocaina ( circa 5 dosi ); 250 mg. di eroina ( circa 10 dosi 😉 4. 750 mg. di MDMA e/o relativi derivati e composti ( circa 5 pasticche di ecstasy ); 5. 500 mg. di amfetamina (circa 5 pasticche) e così via. Ma allora, quando acquistare droga è reato?

Immaginiamo che ti fermino proprio mentre stai acquistando 500 mg di cannabis o 500 mg di cocaina: in questo caso potrai cavartela con delle sanzioni amministrative e non penali (diversamente da chi ti ha venduto la sostanza che sta commettendo un reato).

Quali sono le pene previste per il reato di droga?

Chiunque senza averne l’autorizzazione vende (o offre, mette in vendita, cede o riceve, a qualsiasi titolo, distribuisce, commercia, acquista, trasporta, esporta, importa, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo o comunque illecitamente detiene) sostanze stupefacenti o psicotrope, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26.000 a 260.000 euro.                                                                                                                                                                Quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti sono di lieve entità, si applicano le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da 1.032 a 10.329 euro [3]. Queste, in linea generale, sono le sanzioni penali previste dalla normativa attuale che, per le ipotesi di lieve entità, prevede una pena che (non superando nel massimo i cinque anni) non consente più l’arresto. Vediamo, infine, le sanzioni amministrative.

Chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, acquista o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope in dose non superiore a quella media giornaliera, è sottoposto alla sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto e di ogni altro documento equipollente o, se trattasi di straniero, del permesso di soggiorno per motivi di turismo, ovvero del divieto di conseguire questi documenti, per un periodo che varia da due mesi a un anno oppure da uno a tre mesi, a seconda del tipo di sostanza [4].

L’acquisto di droga è reato quando non è per uso personale.

note

[1] D.P.R. n. 309 del 31.10.1990.

[2] Cass., n. 45912 del 18.10.2012.

[3] Art. 73 D.P.R. n. 309 del 31.10.1990.

[4] Art. 75 D.P.R. n. 309 del 31.10.1990.


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